Enone come Coridone.
Per una rilettura bucolica di Ovidio, Her. 5 (con un’appendice testuale)
Abstract
La cospicua presenza di elementi bucolici nella quinta eroide (Enone a Paride) ha naturalmente sollecitato il confronto tra Ovidio e Virgilio. Le attenzioni degli studiosi si sono però rivolte in via esclusiva al Gallo della decima ecloga, riecheggiata da Ovidio in più di un passaggio. In questo contributo mi propongo di seguire una pista diversa e non ancora battuta: indagare i rapporti tra la quinta eroide e la seconda ecloga, sull’amore infelice del pastore Coridone per il giovane Alessi. L’obiettivo è cercare di dimostrare la rilevanza di questo testo nella caratterizzazione del personaggio ovidiano di Enone. Segue un’appendice testuale relativa al tormentato v. 85 dignaque sum et cupio fieri matrona potentis.
The prominent presence of bucolic elements in Her. 5 (Oenone to Paris) has naturally prompted comparisons between Ovid and Virgil. Scholarship, however, has focused exclusively on the Gallus of Eclogue 10, which is frequently echoed by Ovid. In this paper, I propose to pursue a different and as yet unexplored line of inquiry: namely, to investigate the connections between Her. 5 and Eclogue 2, which is about the unhappy love of the shepherd Corydon for the young Alexis. The aim is to demonstrate the relevance of this text for the characterization of Ovid’s Oenone. The article concludes with a textual appendix concerning the problematic line 85: dignaque sum et cupio fieri matrona potentis.
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