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Aretusa, il Mincio e l’Eufrate:
tre figure di continuità nell’opera virgiliana

 Abstract 


 Il contributo studia la presenza ricorsiva della ninfa Aretusa e dei fiumi Mincio ed Eufrate nell’opera di Virgilio, interpretandoli come figure di continuità che unificano lo spazio poetico delle Bucoliche, delle Georgiche e dell’Eneide. Le loro singole apparizioni – tre per ciascuna figura – possono essere lette come ‘fotogrammi’ di racconti unitari e progressivi. Nel passaggio dalle Bucoliche all’Eneide, Aretusa percorre la sua intera vicenda mitica, dalla condizione originaria di ninfa silvana alla metamorfosi finale in sorgente, attraverso una fase intermedia di transizione, rappresentata nelle Georgiche; al contempo, la sua presenza segnala snodi fondamentali di chiusura e insieme di continuità del testo. Le occorrenze del Mincio e il mutare dei suoi connotati accompagnano l’evoluzione del progetto poetico virgiliano: da fiume callimacheo, qual è nelle Bucoliche, diventa una figura ibrida nelle Georgiche, fino a trasformarsi, nell’Eneide, in una nave da guerra, che simboleggia la transizione al ‘mare’ dell’epica. L’Eufrate passa dall’essere un fiume bellicoso, all’inizio e alla fine delle Georgiche, a un nemico domato, nell’ottavo libro dell’Eneide, mentre in parallelo si sviluppa il racconto del trionfo e della progressiva ‘divinizzazione’ di Ottaviano. 


 The contribution examines the recurrent presence of the nymph Arethusa and the rivers Mincius and Euphrates in Virgil’s oeuvre, interpreting them as figures of continuity that unify poetic space across the Eclogues, Georgics, and Aeneid. Their individual appearances – three for each figure – may be read as successive ‘frames’ in coherent, progressive narratives. From the Eclogues to the Aeneid, Arethusa undergoes her entire mythic trajectory, from her original condition as a woodland nymph to her final transformation into a spring, through an intermediate transitional phase represented in the Georgics; at the same time, her presence marks key moments of closure as well as continuity across the corpus. The appearances of the Mincius and its shifting characterization accompany the development of Virgil’s poetic project: from a Callimachean river in the Eclogues, it becomes a hybrid figure in the Georgics and is ultimately transformed in the Aeneid into a warship, symbolizing the transition to the ‘sea’ of epic. The Euphrates, in turn, shifts from a warlike river at the beginning and end of the Georgics to a subdued enemy in Aeneid 8, while the narrative of Octavian’s triumph and progressive ‘divinization’ unfolds in parallel. 

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