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L’editio princeps del De verborum significatione di Festo:
per una collocazione stemmatica 

 Abstract 

L’articolo ripercorre la storia degli studi sull’editio princeps del De verborum significatione, riassumendo in particolare la notizia della sua scoperta, i tentativi di interpretazione filologica del testo da essa tramandato e i suoi criteri di ordinamento delle glosse. Le conclusioni mostrano che essa merita a pieno diritto di essere inserita negli stemmi dell’opera come discendente del subarchetipo a, rivelando lo stesso ramo a come bifido e ricostruibile per il testo derivante dai fascicoli IX e XI-XVI di F e aggiungendo un testimone sicuro per il testo proveniente dai fascicoli VIII e X di F. Tutto ciò permette di riconsiderare molte lezioni singolari di W e di fissare il momento di copia di a al terminus ante quem del 1485.  

This paper resumes the history of scholarship on the editio princeps of De verborum significatione, with particular focus on its discovery, the attempts at philological interpretation of its text and its criteria for ordering the glosses. The conclusions show that it should be included in the stemmata of the work as a descendant of hyparchetype a, revealing branch a as bifid and reconstructable for the text from fascicles IX and XI-XVI of F and adding a sure witness for the text from fascicles VIII and X of F. This allows to reconsider many individual readings of W and to fix the moment of copying of a at the terminus ante quem of 1485. 

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