Passa al contenuto principale
ClassicoContemporaneo.eu
ClassicoContemporaneo.eu

Pagina – n.11

 Abstract 

Il contributo si inserisce nel dibattito storico-filologico sui falsi letterari e documentari, proponendo come caso di studio esemplare la vicenda del presunto recupero da parte di padre Pellegrino Ernetti del Thyestes di Ennio. Dopo una rassegna comparativa di celebri falsificazioni dall’antichità all’età contemporanea – dal Constitutum Constantini ai Canti di Ossian, dal de situ Britanniae alle Carte d’Arborea – l’articolo analizza i meccanismi culturali, ideologici e psicologici che favoriscono la nascita e la temporanea credibilità dei falsi. Il cuore del saggio è dedicato alla discussione dell’attenta indagine di Alessandro Russo sul Thyestes di Ennio ricuperato da padre Pellegrino Ernetti. L’analisi di Russo dimostra che i versi “inediti” della tragedia derivano in larga parte da traduzioni e retroversioni di testi poetico-musicali greci, mediati da sillogi novecentesche, non da un autentico recupero di un testo latino arcaico. Il saggio indaga inoltre le motivazioni personali e culturali che spinsero Ernetti alla costruzione del falso, collegandole alla più ampia mitologia del cronovisore e ai rapporti tra filologia, immaginario fantascientifico e cultura mediatica del Novecento. Ne emerge una riflessione sul falso come prodotto storico, capace di rivelare tanto le fragilità quanto le aspettative della comunità scientifica che lo accoglie.

 Abstract 

Rilasciata nel 2024 sulla piattaforma televisiva Netflix, The Decameron è una serie in otto episodi della sceneggiatrice americana Kathleen Jordan. Non diversamente da altre opere filmiche realizzate nel XXI secolo, tutte a sostanziale target “giovanilistico”, si è qui al cospetto di un lavoro che esibisce, soprattutto sul piano promozionale, l’intento preciso di richiamarsi alla celebre opera boccacciana, e alla sua più immediata e conosciuta dimensione comico-erotica; per poi selezionare, tuttavia, un numero davvero limitato delle sue componenti (quasi tutte riprese dalla cosiddetta “cornice”) e piegarle a un riuso radicalmente deformante, sia in chiave narrativa, che sociale e politica. Il presente articolo analizza il film, e indaga il risultato di una tale riscrittura alla luce della mission del suo medium, e in ragione del suo pubblico di riferimento.

 Abstract 

L’opera di Gianni Rodari affronta spesso la sfida della riscrittura di fiabe tradizionali, di cui si vuole mettere alla prova la tenuta nel mondo contemporaneo. L’autore, infatti, si concentra spesso sui finali, che modifica per proporre conclusioni alternative, in linea con i modelli educativi che vuole suggerire e con la convinzione che gli stereotipi siano fatti per essere messi in discussione e rovesciati. Ne Il libro degli errori Rodari attinge per due volte al patrimonio culturale classico: i racconti Pigmalione e Il filo di Admeto costituiscono, rispettivamente, un rifacimento del racconto contenuto nelle Metamorfosi ovidiane e dell’Alcesti euripidea. La riscrittura rodariana è, in entrambi i casi, ironica: i finali dei due racconti sembrano rispondere alla necessità di correggere il mito, il cui ‘errore’ consiste nella mancata verosimiglianza della sua conclusione. L’autore riflette su due storie d’amore e, a un secondo livello di lettura adatto anche agli adulti, indica nella razionalizzazione delle vicende la strada corretta per inserirle all’interno del contesto sociale e culturale degli anni Sessanta: il mito viene così aggiornato e accolto nel mondo contemporaneo nella speranza di indicare la strada per aggiustarne qualche stortura.

 Abstract 

Nel corpus di Beppe Fenoglio, gli Epigrammi (1978, postumo) spiccano sia in quanto unica opera poetica originale d’autore e sia per l’instaurazione di un dialogo con la tradizione classica più esplicito e strutturante, a differenza del resto delle opere fenogliane in cui i riferimenti alla classicità grecolatina sono volutamente sporadici o dissimulati. L’indagine sulle fonti degli Epigrammi si è concentrata principalmente sull’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e sugli Epigrammaton libri di Marziale; questo studio, pur riconoscendo il peso di tali modelli, intende ampliare il quadro delle influenze integrando tra le fonti anche il Liber di Catullo. In particolare, la presenza catulliana non si limita a un recupero stilistico e tematico, ma si intreccia in modo peculiare con la riduzione epigrammatica di temi fondamentali da Una questione privata (1964, postumo).

Interviste

Palumbo Editore
Segui la pagina Facebook ufficiale della casa editrice per essere aggiornato sulle novità e sulle nuove pubblicazioni.

La biblioteca di ClassicoContemporaneo

In questa sezione sono raccolti i volumi fuori serie che fanno riferimento a ClassicoContemporaneo.

Vi si trovano atti di convegni e monografie nonchè raccolte di saggi.

Tutti i volumi sono liberamente consultabili online ed è, inoltre, possibile scaricarli in formato PDF.

continua…

Colophon

rivista annuale
anno 12
numero 12
anno 2026

Editore
G.B. Palumbo e C. S.p.A.

Direttori
Giusto Picone
Valeria Viparelli


Immagine copertina
©Galleria Borghese / foto Luciano Romano