Di fronte a un nuovo film sulla nascita di Roma scatta sùbito in noi il riflesso “scolastico” delle fonti storiche e letterarie: a chi si è attenuto Matteo Rovere nello stendere la sceneggiatura de Il primo re? Plutarco? Dionigi di Alicarnasso? Tito Livio? Con quale grado di “fedeltà”? E che razza di “latinorum” è quello – laconico, arcaizzante ma per forza di cose anacronistico – proferito o spesso biascicato dagli attori? (per fortuna di tutti, non solo dei meno avvezzi alla lingua di Cicerone, ci sono i sottotitoli).
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