Ancora su Truc. 266: nuove riflessioni paleografiche
Il 266 è, tra i versi del Truculentus plautino, uno dei più vessati dalla critica antica e moderna: tramandato da entrambi i rami della tradizione, in uno (A) presenta problemi metrico-prosodici, nell’altro (P) stilistico-contenutistici. Una restitutio affidabile del verso non sembra perciò conseguibile e, dopo aver tentato di ricostruire i processi di corruttela nelle lezioni dei Palatini e di supportare, paleograficamente, una recente ipotesi di emendatio, in vista di una nuova edizione del testo plautino si ritiene più prudente individuare l’intero stichos come locus desperatus.
Pl. Truc. 266 is one of the most tormented verses of this comedy, both by ancient and modern scholarship. The verse, handed down by both branches of tradition, features metrical and prosodical issues in the former (A) and stylistic problems in the latter (P). After attempting at a reconstruction of the corrupting process in the Palatine manuscripts (mostly from a palaeographical point of view) in order to support a new emendation, the verse is concluded to be a locus desperatus.
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