Vuoti di umanità. Il portico nel paesaggio urbano contemporaneo. Un caso studio: l’Eur e il quadrante sud-ovest di Roma
Abstract
Gabriella De Marco prosegue le sue riflessioni sulla città contemporanea e i suoi rapporti con l’Antico proponendo un contributo centrato sui “senza fissa dimora” nella società contemporanea. Spunto è, ancora una volta, il pensiero del filosofo francese Paul Ricoeur e le sue considerazioni sulla città come spazio abitabile dove s’intrecciano storie di vita.
L’autrice, dunque, concentra la sua attenzione su una particolare tipologia di spazio qual è quella del portico che diviene abitazione per quella parte di umanità definita un tempo come clochard.
Lo studio, tuttavia, è costruito sul punto di vista della storia dell’arte, e può ritenersi un caso studio centrato sull’eur e sul quadrante sud-ovest di Roma. In particolare, sulla porzione compresa tra il MUCIV – Museo delle Civiltà, Il Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi di Adalberto Libera e il Palazzo, oggi, della Civiltà del Lavoro.
A chiusura del saggio, sebbene possa considerarsi, paradossalmente, come un ‘apertura verso riflessioni sul metodo, la citazione da una frase di Carlo Ludovico Ragghianti sul fare storia e critica d’arte («Di quale storia dell’arte stiamo parlando? Fare Storia dell’arte è un concetto tutt’altro che pacifico»).
Gabriella De Marco returns to the theme of the contemporary city and its historical roots, focusing on the ongoing dialogue with Antiquity. The essay examines homelessness within contemporary society drawing upon the insights of the French philosopher Paul Ricoeur. Ricoeur’s thoughts on the city as an inhabitable space – where personal narratives intertwine and gain significance – serve as the conceptual foundation of this analysis.
Within this framework, the author concentrates on a specific typology, namely the portico, examined as an architectural form that, in the contemporary city, functions as a dwelling space for those marginalised people historically identified as clochards.
The study, however, is approached from an art history perspective and may be regarded as a case study centred on the Eur district and the South-Western part of Rome.
Specifically, it analyses the area encompassing the MUCIV – Museo delle Civiltà, the Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi by Adalberto Libera, and the building currently known as the Palazzo della Civiltà del Lavoro.
At the conclusion of the essay, a quotation from Carlo Ludovico Ragghianti concerning the development of art history and art criticism is introduced. This prompts a reflection on the methodologies involved, raising questions such as: («What do we mean by history of art? Making art history remains a complex and debated topic»).
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