Forme di dislocazione. Testi classici e fotografia come dispositivi di mediazione critica
Abstract
In che modo i testi classici possono funzionare come dispositivi critici per riflettere sulle migrazioni e le forme contemporanee di dislocazione? Attraverso la lettura di Lucrezio, Virgilio, Ovidio e Seneca, e l’impiego di strumenti visuali come la photo-elicitation e il photovoice, il progetto, svolto presso il Liceo classico “Umberto I” di Palermo, esplora le categorie di movimento, orientamento e smarrimento come dimensioni costitutive dell’esperienza umana. Si propone un approccio interdisciplinare che valorizza il disorientamento come soglia epistemologica e generativa.
How can classical texts function as critical tools for reflecting on migration and contemporary forms of displacement? Through the reading of Lucretius, Virgil, Ovid, and Seneca, and the use of visual methodologies such as photo-elicitation and photovoice, this project, conducted at the “Umberto I” Classical High School in Palermo, explores the categories of movement, orientation, and disorientation as constitutive dimensions of human experience. It adopts an interdisciplinary approach that recognizes disorientation as an epistemological and generative threshold.
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