Ambrogio, de excessu fratris 1.8
Abstract
Nel passo di Ambrogio dal quale si dipanano le considerazioni di Daniele Di Rienzo, che lo ha proposto, e di Rita Marchese, viene messa al centro una forma di lutto familiare che si tende a considerare secondario rispetto a quello vissuto dai figli per i genitori, dai genitori per i figli o per la sposa o lo sposo. Eppure, il vescovo milanese riesce nella sua orazione non solo a fare vibrare emozioni potenti ma anche a dispiegare una serie di riferimenti al quadro culturale romano e, più specificatamente, cristiano. Rita Marchese, che ha accolto la proposta di Daniele di Rienzo, insiste sul ruolo assolutamente centrale della relazione tra fratelli nella cultura romana facendola dialogare, su di un piano metodologico, con la psicanalisi, accostamento che apre lo sguardo su possibili implicazioni profonde per entrambi i campi. Daniele Di Rienzo legge il passo di Ambrogio all’interno del contesto cristiano tardoantico ma anche dell’esperienza personale dell’autore, mettendo così in evidenza il rapporto strettissimo tra discorso sul lutto e autobiografia. Due letture del passo, quindi, che pur provenendo da approcci differenti, si completano mirabilmente a tutto profitto dei lettori.
In the passage by Ambrose on the death of his brother which serves as the basis for the reflections of Daniele Di Rienzo and Rita Marchese, the focus is on a form of family mourning that is often considered secondary to the grief experienced by children for their parents, by parents for their children, or by a spouse for their partner. Yet, in his homily, the Milanese bishop succeeds not only in evoking powerful emotions but also in weaving in a series of references to the Roman—and, more specifically, Christian—cultural framework. Rita Marchese, who accepted Daniele di Rienzo’s proposal of this passage, emphasizes the central role of the sibling relationship in Roman culture, placing it in dialogue with psychoanalysis, a comparison that opens our eyes to possible profound implications for both. Daniele Di Rienzo interprets Ambrose’s passage within the context of late antique Christianity as well as the author’s personal experience, thereby highlighting the close relationship between discourses of mourning and autobiography. These two interpretations of the passage, stemming from different approaches, complement each other admirably, to the great benefit of readers.
Scarica l'articolo completo
Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.





