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ClassicoContemporaneo.eu
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Autore: Salem72-CC

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Renata Raccanelli

Renata Raccanelli è docente di Lingua e Letteratura latina all’Università di Verona; ha insegnato in vari indirizzi liceali (classico, scientifico, linguistico, socio-psico-pedagogico). Tra i suoi settori di ricerca privilegiati, la commedia latina e l’etica antica, cui ha dedicato tre monografie -rispettivamente ai temi dell’amicizia in Plauto, al De beneficiis di Seneca, a due orazioni ciceroniane- e una nuova traduzione dell’intera opera lucreziana. In relazione ai testi antichi, studia temi di antropologia e pragmatica della comunicazione. Nella rivista Dionysus ex Machina cura la sezione Laboratori. Scuola e Università.

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Flaviana Ficca

Flaviana Ficca (Napoli 1971) è ricercatrice di Lingua e Letteratura latina presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. I suoi interessi ruotano prevalentemente intorno alla produzione consolatoria in prosa e in versi: ha studiato in particolare le Consolazioni di Seneca, la XIII satira di Giovenale e, più di recente, la Consolatio ad Liviam.

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Sergio Audano

Sergio Audano è il Coordinatore del Centro di Studi sulla Fortuna dell’Antico “Emanuele Narducci” di Sestri Levante. Per conto dell’Accademia Fiorentina di Papirologia e di Studi sul Mondo Antico, di cui è il Segretario, cura la redazione del “Notiziario di Antichistica”, il bollettino telematico di informazioni su eventi e bibliografia relativi ai settori dell’antichistica.
Si occupa di letteratura consolatoria greco-latina (con apertura anche alle interferenze cristiane), della ricezione di “exempla” greci nella civiltà letteraria latina (soprattutto in Valerio Massimo), di poesia centonaria virgiliana cristiana, di fortuna dell’antico nella cultura moderna, italiana ed europea, dal Cinquecento al Novecento (a questo tema ha dedicato il recente volume Classici lettori di classici. Da Virgilio a Marguerite Yourcenar).

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Marco Formisano

Marco Formisano è Professore (“docent”) di Letteratura Latina presso l’Università di Gand, in Belgio.  Si è occupato in particolare di testi latini della tarda antichità e delle così dette letterature tecnico-scientifiche in Grecia e a Roma. È curatore della serie “The Library of the Other Antiquity” (Universitätsverlag Winter, Heidelberg), dedicata allo studio della letteratura tardoantica e alla sua ricezione nella cultura occidentale.

Domitilla Campanile

Domitilla Campanile (Pisa, 1964), laureata in Lettere Classiche (1987) e dottore di ricerca in Storia Antica (1992) è dal 2001 professore associato di Storia Romana. È membro della redazione della rivista «Studi Classici e Orientali», è stata rappresentante del Dipartimento di scienze storiche del mondo antico nel Centro per la didattica della storia (2001-2013) e Vicepresidente della Scuola di Dottorato in Storia (2008-2010). I suoi principali interessi di ricerca includono il culto imperiale nelle province orientali, la storia politica della media e tarda repubblica romana, la storia economica, sociale, culturale e religiosa delle province dell’Asia Minore, la storia letteraria nei primi due secoli dell’impero, la storiografia romana dell’età repubblicana, i film storici ambientati nel mondo classico, l’impero romano nella cultura popolare contemporanea,  l’influenza e la ricezione dei testi classici nella cinematografia.

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Antonella Borgo

Antonella Borgo insegna Letteratura latina all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e dirige, presso lo stesso ateneo, il corso di perfezionamento in “Forme letterarie tra antico e moderno”. È redattrice del Bollettino di Studi latini. Tra i suoi interessi di studio: Seneca prosatore e poeta tragico, Marziale e, più di recente, Seneca il Vecchio.

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Alessandro Iannucci

Alessandro Iannucci (Ferrara, 1968) è ricercatore di Lingua e letteratura greca presso l’Università di Bologna (Dipartimento di Beni Culturali, Ravenna) dove insegna Civiltà letteraria greca ed Esegesi delle fonti letterarie classiche. Si è occupato soprattutto di poesia (epica, lirica, drammatica) e di ricezione della tradizione classica nella cultura moderna e contemporanea.  Ha dedicato alcuni volumi a elegia e simposio (La parola e l’azione. I frammenti simposiali di Crizia, Bologna 2002 e, con A. Aloni, L’elegia greca e l’epigramma: dalle origini al V secolo. Con un’appendice sulla ‘nuova’ elegia di Archiloco, Firenze 2007) e, di recente, ha curato con F. Citti una monografia sulla ricezione di Edipo (Edipo classico e contemporaneo, Hildesheim, Georg Olms 2012).

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Salvatore Tedesco

Salvatore Tedesco insegna Estetica nel Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo, ed è coordinatore del corso di Studi in DAMS della stessa università. È autore di 11 monografie fra le quali L’estetica di Baumgarten (2001), Il metodo e la storia (2006), Forme viventi (2008), Morfologia estetica (2010), Forma e forza (2014), Fuoco pallido (2019); curatore di numerose edizioni di classici del pensiero filosofico moderno e contemporaneo (Baumgarten, Herder, Schiller, Weizsäcker, Shusterman, Menninghaus), ha curato raccolte di saggi e volumi antologici fra i quali Estetica e scienze della vita (2013), Sull’emozione (2013), Romeo Castellucci: Estetica (2018), Tempo e testimonianza (2020); recentemente ha curato con F. Vercellone un Glossary of Morphology edito da Springer (2020); fa parte dei comitati direttivi di numerose riviste, e dirige la collana Gli anelli di Saturno presso l’editore Meltemi.

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Angela Maria Andrisano

Angela Maria Andrisano (1947) è professore straordinario di Filologia classica presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Ferrara.
Si occupa preferibilmente di filologia dei testi teatrali, studiandone altresì gli aspetti drammaturgici, il relativo contesto rituale, storico-culturale, politico e, non ultima, la tradizione. Dello spettacolo antico è attenta a far emergere, nel tentativo di ricostruirne il ritmo, la funzione dei codici comunicativi non verbali quali musica e danza.

Antonio e Cleopatra in scena

Della tragedia Antonio e Cleopatra di Shakespeare, datata intorno al 1608, gli studiosi hanno concordemente messo in rilievo la novità della forma tragica: pur usando le strutture e le convenzioni della tragedia antica (giunta all’età elisabettiana attraverso la mediazione dell’opera di Seneca, che ebbe straordinaria fortuna in quel periodo), Antonio e Cleopatra consacra la fine di quella forma per muovere lungo una nuova linea, segnata dall’adozione di una illimitata libertà spaziale – l’azione percorre le città, le terre e i mari di tre continenti: Europa, Asia, Africa – e da una inedita, trasgressiva mescolanza di comico e tragico.

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