‘Astuzie’ di tecnica centonaria ed esegesi testuale
I centoni sono componimenti che ruotano attorno ad una sfida singolare: utilizzare esclusivamente versi (o segmenti di versi) di un grande poeta del passato per dare vita a testi nuovi, aventi un argomento non trattato nel testo preso a modello. Il lusus su cui essi si basano è estremamente sottile e presuppone da parte del centonatore non solo erudizione, ma anche capacità tecnica e combinatoria. Nel presente intervento mi propongo di analizzare alcuni dei mille ‘equilibrismi’ che il compositore centonario escogita per raggirare i numerosi ostacoli che trova via via sul proprio percorso. Il discorso sarà condotto attraverso una serie di esempi tratti ora dalla Medea di Osidio Geta, oggetto della mia tesi di Perfezionamento, ora dai Vergiliocentones minores, altri centoni del codice Salmasiano di cui mi sto attualmente occupando nel contesto del progetto CALCOS finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento (Bando ‘post-doc 2011’, determinazione del Dirigente n. 2 del 27 gennaio 2012). Attraverso un’analisi condotta in parallelo su più esemplari centonari di epoche e di autori differenti si vedrà come l’esame delle ‘astuzie’ compositive e di alcuni errori tecnici comuni a più testi possa essere d’aiuto all’editore, che a sua volta è chiamato a trovare un equilibrio tra uniformazione al testo virgiliano del testo tràdito e conservazione delle ‘stravaganze’ centonarie.





