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Vel Platone dicente vel Tullio. Sulle citazioni tradotte da Platone nel corpus ciceroniano

Abstract 

Il contributo è dedicato alle citazioni dai dialoghi platonici rintracciabili nel corpus di Cicerone e ha lo scopo di illustrare con alcuni esempi le principali direttive in cui può svilupparsi l’analisi su questo oggetto di indagine. Dopo una breve sezione introduttiva, dedicata a inquadrare l’influenza di Platone sull’opera dell’Arpinate e le coordinate del progetto di creazione di una filosofia in lingua latina, sono presentati tre casi di studio: il ruolo della traduzione latina nel processo di constitutio textus dell’ipotesto greco; l’utilizzo dell’usus vertendi come criterio di selezione tra varianti adiafore; l’esistenza di duplici versioni di un medesimo brano inserite in luoghi diversi dallo stesso autore.


The paper examines direct quotations from Plato’s dialogues in Cicero’s corpus. It aims to illustrate, through selected examples, the main avenues of analysis for this subject. Following a brief introductory section that outlines Plato’s influence on Cicero’s work and situates his project to create a Latin-language philosophy, three case studies are presented. These include the role of Latin translation in constituting the Greek text, the use of “usus vertendi” as a criterion for selecting among textual variants, and the existence of multiple versions of the same passage placed in different contexts by the author himself.

 

 

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Genere bucolico e problemi di datazione: il caso di M. Valerio

Abstract 

L’articolo propone, recuperando e ampliando le osservazioni di Justin Stover sul tema, un’applicazione del concetto di window reference alle Bucoliche di M. Valerio, collezione di ecloghe in esametri latini di controversa collocazione cronologica, ma la cui plausibile interazione con il modello greco degli Idilli di Teocrito, molto complessa e forse sostanziata anche da giochi interlinguistici, suggerirebbe il VI secolo d.C. come epoca di composizione, una datazione considerevolmente più alta rispetto a quella comunemente acquisita finora (XII secolo). L’ipotesi risulta ulteriormente confortata da evidenze sia esterne (postilla che assegna all’autore il titolo di consul), sia interne all’opera, perlopiù consistenti in rilievi stilistici e contenutistici che evidenziano la vicinanza del testo esaminato a una tecnica compositiva e ad un contesto storico-culturale tardoantico piuttosto che medievale.


This article builds on and expands Justin Stover’s observations by applying the concept of window reference to the Bucolica of M. Valerius, a collection of Latin hexameter eclogues with a controversial chronology. The work’s complex and possibly interlinguistic engagement with the Greek model of Theocritus’ Idylls suggests a date of composition in the 6th century CE—several centuries earlier than the traditionally accepted dating (12th century). This hypothesis is further supported by both external and internal evidence. Externally, a marginal note attributes the title of consul to the author. Internally, stylistic and thematic features point to a compositional technique and cultural context more consistent with Late Antiquity than with the medieval period.

 

 

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Due note alla Vita Persi del Vind. 3094 (XV sec.)

Abstract 

Il presente articolo esamina una testimonianza finora trascurata della tradizione biografica su Persio, la Vita Persi conservata nel Wien, Österreichische Nationalbibliothek (ÖNB), Cod. 3094. Questo manoscritto di origine tedesca, redatto tra il 1493 e il 1496, contiene al f. 214v una Vita Persi di epoca umanistica, scritta a Worms l’1 novembre del 1494. Sebbene l’autore della biografia resti ignoto, il testo si colloca chiaramente nell’alveo della tradizione derivata dalla Vita attribuita al grammatico Valerio Probo di Beirut (I sec. d.C.), pur presentando innesti da fonti non sempre identificabili. Di tale Vita Persi Vindobonensis, della quale si fornisce una trascrizione integrale quanto più possibile rispettosa dell’ortografia del manoscritto e suddivisa in undici paragrafi per agevolarne la lettura, vengono presi in esame due specifici passi, estrapolati dalle sezioni relative alla narrazione degli anni di formazione di Persio (§ 3) e all’elenco delle sue opere giovanili (§ 8), dai quali è possibile ricavare elementi utili per tentare di dirimere due diverse problematiche di carattere esegetico – testuale (aliquatenus e vescio) presenti nell’antica Vita Persi attribuita a Valerio Probo.


This article examines a previously overlooked witness to the biographical tradition concerning Persius: the Vita Persi preserved in the Wien, Österreichische Nationalbibliothek (ÖNB), Cod. 3094. This German manuscript, produced between 1493 and 1496, contains on fol. 214v a humanistic Vita Persi composed in Worms on 1 November 1494. Although the author of the biography remains unknown, the text clearly belongs to the tradition deriving from the Vita attributed to the grammarian Valerius Probus of Berytus (1st century CE), while also incorporating elements from sources that are not always identifiable. A complete transcription of this Vita Persi Vindobonensis is provided here, with orthographic fidelity to the manuscript as far as possible and divided into eleven paragraphs to facilitate readability. Two specific passages from this Vita are examined in detail, drawn from the sections narrating Persius’s formative years (§ 3) and listing his youthful works (§ 8), as they offer valuable insights for addressing two distinct exegetical and textual issues (namely, aliquatenus and vescio) present in the ancient Vita Persi attributed to Valerius Probus.

 

 

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