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ClassicoContemporaneo.eu
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Dalla retorica alle neuroscienze: leggere le Catilinarie con gli strumenti delle scienze cognitive

Abstract 

Il contributo propone un’analisi interdisciplinare delle Catilinarie di Cicerone mediante l’impiego degli strumenti delle scienze cognitive e delle neuroscienze retoriche. L’indagine si concentra sull’identificazione e sull’interpretazione dei bias cognitivi – quali l’availability heuristic, l’attentional bias, la recency illusion e il mere exposure effect – utilizzati dall’oratore per modellare la percezione degli ascoltatori e orientare l’opinione contro la congiura di Catilina. La metodologia adottata prevede un’analisi testuale sistematica integrata con riferimenti a modelli teorici della psicologia cognitiva e dati neuroscientifici, al fine di evidenziare le strategie persuasive operanti in contesti retorici complessi. Le conclusioni indicano che le tecniche retoriche di Cicerone sono strutturate per attivare specifici meccanismi cognitivi, similmente ai processi identificati nelle ricerche moderne, e contribuiscono in maniera determinante alla formazione del consenso politico e alla mobilitazione emotiva dell’audience. In un’epoca in cui la comunicazione digitale sfrutta strategie persuasive analoghe a quelle antiche, il caso delle Catilinarie offre uno spaccato sulle basi cognitive della propaganda, utile anche per comprendere i nuovi media.


This article offers an interdisciplinary analysis of Cicero’s Catilinarian Orations through the lens of cognitive science and rhetorical neuroscience. The investigation focuses on identifying and interpreting various cognitive biases — such as the availability heuristic, attentional bias, recency illusion, and mere exposure effect — which Cicero employs to shape his audience’s perception and steer public opinion against Catiline’s conspiracy. The adopted methodology combines a systematic textual examination with references to theoretical models in cognitive psychology and neuroscientific data, aiming to highlight the persuasive strategies at play in these complex rhetorical contexts. The findings suggest that Cicero’s rhetorical techniques are designed to activate specific cognitive mechanisms, in close alignment with those identified in modern research, and play a decisive role in shaping political consensus and eliciting the audience’s emotional engagement. In an age when digital communication employs persuasive strategies akin to those of antiquity, the case of the Catilinarian Orations provides insight into the cognitive underpinnings of propaganda, which is invaluable for understanding modern media. 

 

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Res novae? Immo novissimae. Ultime evoluzioni degli archivi digitali di poesia latina (MQDQ Galaxy)

Abstract 

Il contributo si propone di presentare e commentare le proposte per lo sviluppo e il futuro degli archivi digitali di poesia latina che vanno sotto il nome di MQDQ Galaxy di fronte alle sfide poste dall’era postdigitale: res novae e novissimae che disegnano una precisa idea di “innovazione” applicata allo studio filologico dei testi latini, dove si compenetrino tradizione e avanguardie tecnologiche.


This paper aims to present and discuss proposals for the development and future of the digital archives of Latin poetry known as the MQDQ Galaxy, considering the challenges posed by the post-digital era. These res novae and novissimae outline a specific vision of “innovation” as applied to the philological study of Latin texts, where tradition and technological advancements are integrated. 

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Nuove prospettive sull’edizione dei testi frammentari (con particolare riguardo all’ars grammatica)

Abstract 

In questo contributo si affrontano i problemi teorici posti dall’edizione dei testi frammentari, alla luce delle più recenti acquisizioni della linguistica testuale e della filosofia del linguaggio in materia di citazioni e discorso riportato, senza trascurare l’apporto delle nuove tecnologie. L’esemplificazione è principalmente tratta da fonti di carattere grammaticale.


This paper addresses the theoretical issues involved in editing fragmentary texts, drawing on recent developments in textual linguistics and the philosophy of language – particularly regarding quotation and reported speech – while also considering the role of new technologies. The examples are primarily drawn from grammatical sources. 

 

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L’ecdotica digitale per il Lucullus ciceroniano

Abstract 

Il capitolo illustra le fasi della redazione di un’edizione critica digitale evidenziando il ruolo cruciale degli strumenti digitali. Si parte da un nuovo approccio alla collazione dei manoscritti, che integra un database per archiviare le lezioni e analizzarle preliminarmente. Grazie alle formule e ai filtri del foglio di calcolo, è possibile elaborare grandi quantità di dati per ottenere rapporti di filiazione tra i manoscritti per mezzo di calcoli statistici e orientare l’analisi filologica, finalizzata alla definizione dello stemma codicum. Questo metodo offre uno strumento accessibile, integrabile e potente per gestire e analizzare dati complessi. Successivamente, si approfondisce l’organizzazione dei dati per l’edizione critica digitale, illustrando il progetto PRIN RETI (Rendering TExts and Images). Si descrivono le modalità di marcatura in XML/TEI e l’uso di EVT, un software dedicato per la visualizzazione delle edizioni. Si illustrano le scelte fatte per classificare le varianti testuali, evidenziando le potenzialità e che gli strumenti digitali pongono alla filologia, con esempi pratici, al fine di mostrare come questi approcci innovativi possano contribuire alla ricerca filologica, fornendo soluzioni avanzate e flessibili.


This chapter illustrates the stages of the production of a digital critical edition, highlighting the crucial role of digital tools. We begin with a new approach to manuscript collation, integrating a database to collect, store, and analyse variants. Using the formulae and filters of a spreadsheet allows to process a substantial quantity of data and obtain the relationships between manuscripts by means of statistical calculations, which helps to target the philological study in order to define the stemma codicum. This method provides an accessible, powerful, and augmentable tool for handling and processing complex data. Subsequently, we expand on how data can be organized to produce a digital critical edition and illustrate the PRIN project RETI (REndering Texts and Images). We explain the use of markup with XML/TEI and EVT, a software for visualizing editions. We discuss the chosen methods to classify textual variants and underscore the potential that digital tools represent for philology, with practical examples, with the aim of showing how these innovative approaches may contribute to philological research, offering advanced and flexible solutions. 

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Ercole: mito e forme artistiche di un supereroe

Abstract 

Nei secoli la figura di Eracle o Ercole conosce grande fortuna, perché incarna i concetti di forza, coraggio e astuzia, che hanno travalicato l’ambito mitologico. Detti aspetti diventano chiavi interpretative impiegate dagli artisti della classicità, accolte e rilette nel medioevo e celebrate in età moderna fino a tornare, in forme rinnovate, nella contemporaneità. Ciò è stato possibile perché il figlio di Zeus porta su di sé le attese dell’umanità e la volontà di riscatto dei limiti imposti dalla natura e dagli dèi. Il rimando biblico a Sansone, alla forza come virtù cardinale nell’etica cristiana o alle fatiche come momenti del cammino di ascesi spirituale – riscontrabile nelle costruzioni agiografiche medievali e moderne – restituisce aspetti di un modello ideale che, per la sua trasversale universalità, si rinnova nel tempo, identificando figure di spicco, famiglie nobiliari e città. Ripercorrerne i momenti salienti attraverso le forme artistiche, dall’antichità a oggi, dà conto di un mito che regge l’usura del tempo.


Over the centuries, the figure of Heracles or Hercules has enjoyed great fortune because it embodies the concepts of strength, courage and cunning, which have transcended the realm of mythology. These aspects become interpretative keys used by classical artists, welcomed and reinterpreted in the Middle Ages and celebrated in the modern age until they return, in renewed forms, to the contemporary age. This was possible because the son of Zeus carries upon himself the expectations of humanity and the desire to redeem the limits imposed by nature. The biblical reference to Samson, to strength as a cardinal virtue in Christian ethics or to hardships as moments in the path of spiritual asceticism – found in medieval and modern hagiographic constructions – returns aspects of an ideal model that, due to its transversal universality, is renewed over time, identifying prominent figures, noble families and cities. Retracing its salient moments through artistic forms, from antiquity to today, gives an account of a myth that withstands the wear and tear of time.

 

 

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