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Un piccolo “enigma” tra le carte italiane di Jan Brueghel il Vecchio: una ricetta per la doratura delle cornici

Nel presente contributo si porta una testimonianza concreta d’uso di strumenti nati dalla collaborazione fra le cosiddette “scienze esatte” e il sapere umanistico, che si sono rivelati di grande aiuto durante il lavoro di ricerca di dottorato in Storia della lingua e della letteratura italiana sull’epistolario italiano del pittore fiammingo Jan Brueghel il Vecchio. I data base on line dedicati agli scritti di Vasari e di Leonardo (l’Archivio Scritti Vasariani e E-LEO) e i relativi lemmari di riferimento sono stati infatti molto utili nell’analisi e contestualizzazione del lessico tecnico impiegato da Brueghel. Tuttavia, la ricerca negli archivi digitali non ha sempre dato buon esito: resta aperto, infatti un enigma lessicale da cui si è scelto di prendere le mosse. Questo non per dare un tono pessimistico alla riflessione, ma al contrario per ribadire l’importanza di iniziative di digitalizzazione del patrimonio testuale dei secoli passati che stanno prendendo piede negli ultimi tempi e che interessano sia corpora letterari, che scritture meno sorvegliate come gli epistolari. 

 

This study presents a concrete example of use of instruments created thanks to the collaboration between “exact sciences” and humanities. These instruments have been really precious during the PhD research in History of Italian Literature and Language focused on the flemish painter Jan Brueghel the Elder’s Italian letters. The databases of Vasari and Leonardo’s writings (Archivio Scritti Vasariani and E-LEO) and their glossaries have been useful for the analysis of technical words Brueghel used. However, the quests in these archives sometimes failed. In fact, a lexical enigma, which is presented at the beginning of the paper is still unsolved, but this doesn’t mean a pessimistic point of view. Contrariwise, it’s a way to affirm the importance of recent digitization projects concerning literary works and correspondences, which could make the past textual heritage more accessible. 

 

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La ‘curiosità’ degli antichi e il fanatismo dei moderni. – Una nota sull’universo religioso erodoteo

 

In “Chi non traduce rinuncia a pensare” (Corriere della sera 11/11/2013) L. Canfora pone in rilievo l’importanza della traduzione, come metodo conoscitivo per comprendere “l’altro”. Nell’incipit del suo contributo, Canfora si sofferma in particolare su una suggestiva teoria avanzata da Erodoto nel II libro delle Storie. Lo storico di Alicarnasso, colpito dall’antichità della cultura egizia, ritiene che l’universo religioso greco sia stato fortemente influenzato dai contatti instauratisi con popolazioni ‘barbare’ e in particolare con l’Egitto. Erodoto non si limita a sostenere la discendenza dei nomi degli dèi greci da quelli egizi, ma nella sua opera utilizza più volte i nomi dei theoi ellenici per descrivere l’universo divino di popoli lontani e diversi fra loro, certo della possibilità di tradurre credenze religiose differenti. Prendendo spunto da Elogio del Politeismo (Bologna 2014) di M. Bettini, mi soffermo sull’ampiezza di orizzonti che la riflessione erodotea sul politeismo greco implica, a confronto con il fanatismo religioso che contraddistingue l’epoca moderna. I Greci, che erano un popolo molto bellicoso, non avrebbero mai pensato d’imporre militarmente il proprio dio ad altri. Le motivazioni religiose sembrano alcune fra le tante ragioni addotte, in dati periodi storici, per suscitare e giustificare il conflitto con altri, che nascondono però (anche) questioni di tutt’altra natura. 

 

 

In the article “Chi non traduce rinuncia a pensare” (Corriere della sera 11/11/2013), L. Canfora stresses the importance of translation as cognitive method of understanding ‘the other’. At the beginning of his essay, Canfora focuses on a very interesting theory that Herodotus proposes in the II book of the Histories. The historian of Halicarnassus, astonished for the antiquity of the Egyptian culture, asserts that Greek religion was strongly influenced by the contacts between Greek and ‘barbarian’ populations and, in particular, by the Egyptians. Herodotus not only argues that most of the Greek gods’ names are of Egyptian origin, but he also uses the names of the Greek theoi to describe the religious world of people that were very far and different from each other. He is actually sure that it is possible to ‘translate’ the religious beliefs and rituals of ‘foreign’ people. Following the path of M. Bettini’s book Elogio del Politeismo (Bologna 2014), I try to highlight the open-mindedness of Herodotus in contrast with the fanaticism of the modern times. The Greeks, that were very bellicose, would never have thought to impose their gods to other people by force of arms. Religious motivations seem to be only some of the many reasons given in some historical periods to justify the conflict with ‘the others’, whereas these very conflicts actually conceal also causes that have nothing to do with religion. 

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La monografia traduttiva e la ricerca traduttologica

La ricerca di tipo monografico è stata lungamente adoperata in ambito etnografico, antropologico e degli studi letterari. Il nostro intento è quello di estendere questo tipo di indagine al campo della traduttologia. La scelta del termine monografia, inteso nella sua accezione comune, è stata dettata dal carattere interdisciplinare della ricerca sulla traduzione, collocabile all’incrocio di varie discipline: storia della lingua, teoria della ricezione, storia della letteratura, critica della traduzione, storia culturale etc., pur nella consapevolezza della perdita di interesse per questo tipo di indagine scientifica registrata nel panorama attuale degli studi letterari. Nella parte iniziale del nostro contributo abbiamo preso in discussione il termine ‘traduttologia’ e abbiamo collocato la storia della traduzione in quanto disciplina nel quadro della ricerca traduttologica, mentre la parte finale si concentra sull’utilità della monografia traduttiva in ambito scientifico e didattico e fornisce un esempio di futuro progetto di ricerca, una sintesi di tipo storico e critico-interpretativo dell’attività traduttiva in romeno relativa al Cuore di De Amicis. Si tratta di una ricerca che mira a rilevare, tramite lo studio della traduzione dell’opera di un autore europeo estremamente popolare in Romania, una parte significativa della pratica traduttiva romena, col proposito di tracciare la mappa di un argomento ancora poco studiato relativo alla storia della traduzione romena. 

 

The monographic research was frequently used in the ethnographic, anthropological and literary field. Our paper aims to extend this typology of study to the field of translation studies. The term monography, used in its ordinary meaning, was chosen because it refers to an interdisciplinary research, how that on translation should be, situated at a junction of different domains: history of language, reception theory, literary studies, translation criticism, cultural history etc., even though there isn’t in the present much interest for this type of scientific research in the literary studies field. The first part of the paper discusses the term of translathology and illustrates the relation between it and the history of translation, while in the second part we aim to point out the benefits that a monographical research could provide from a scientific and a didactical point of view and bring up an example of a future project, a historical an analytical synthesis of the translational Romanian activity concerning De Amici’s Cuore. It will be, in fact, a research that, by taking in consideration a very popular work of a European author, focuses on underlying an important part of the Romanian translational practice by mapping a subject that until now didn’t catch that much attention. 

 

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Filologia d’autore digitale e multidiscipinare. Dall’Authorship alla Fotonica

 

L’articolo prende in esame le trasformazioni della filologia d’autore occorse con il passaggio al digitale, e presenta alcuni progetti multidisciplinare in cui lo studio delle varianti d’autore è stato trattato con l’ausilio di discipline scientifiche e di nuove tecnologie, dall’uso delle piattaforme WIKI, adottate per edizioni critiche partecipative e scientificamente condivise, alle analisi matematiche che hanno portato a nuove acquisizioni sulla autorialità dei testi, all’applicazione di strumenti di imaging della spettrometria e del terahertz a manoscritti e postillati antichi e moderni. 

 

 

Authorial philology has passed through deep trasformations during the passage to digital environment. This paper deals with some of them, and shows some multidisciplinary projects in which the study of authors corrections has been studied with the aid of scientific disciplines and new technologies. Some case-studies can offer a panorama of these changes, from WIKI platforms, adopted for scholarly collaborative and crowdsourced editions, to algorithms that led to a new acquisitions on authorship, to the application of spectroscopic imaging and terahertz to ancient and modern manuscripts and marginalia

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La parola ai mestieri. Alcune considerazioni dall’esperienza dell’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS)

In questo contributo viene affrontato il delicato tema della posizione che la dialettologia può assumere in un contesto di saperi umanistici contemporanei. Si tratta di una disciplina che si muove in un ambito spaziale che non sempre coincide con la modernità, quindi difficile da coniugare al presente. L’unica possibile soluzione è inserire gli studi di tale settore in un’ottica non soltanto di recupero del dato linguistico ma di modalità di restituzione dello stesso. Così, analizzando l’esperienza dell’ALS, mi soffermo sui lavori di carattere ergologico della produzione siciliana e su come, partendo da uno strumento di indagine classico (il questionario), si possa arricchire e ricreare il momento della trattazione del dato con formule miste di etnotesti, lessico e carte linguistiche. 

 

In this paper we deal with the delicate issue of the position that the dialectology can take in a context of contemporary humanistic knowledge. It is a discipline that moves in spatial area which does not always coincide with the modern age, therefore difficult to conjugate in the present. The only possible solution is to enter the studies of this sector in a perspective not only of the linguistic data recovery but also of the data return mode. Thus, analyzing the experience of the ALS, we dwell on the ergological character work of the Sicilian linguistic school and how, starting from a classic investigative tool (the questionary), we can enrich and recreate the time of the handling of data with mixed formulas of etnotexts, lexicon and linguistic maps. 

 

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Verso un’interazione dei saperi. Problemi e prospettive transdisciplinari

 

A partire dalle soglie della Modernità una serie di rotture nel tradizionale assetto dei saperi occidentali ha avuto come conseguenza la parcellizzazione di tali saperi in una molteplicità di discipline accademiche specializzate. È possibile considerare tale diversificazione come il prodotto di un cambiamento epistemologico e di un mutamento nella divisione del lavoro intellettuale. Di qui l’interdisciplinarità, unitamente al più recente concetto di transdisciplinarità, può risultare un coerente tentativo non tanto di reinstaurare un ordine scomparso, quanto di produrre una proficua collaborazione ed integrazione tra le diverse discipline che tenga conto della loro specificità. Una simile possibilità emergeva già fra le righe del maggiore studio foucaultiano sull’organizzazione del sapere, Le parole e le cose, nel quale si apriva uno spazio di indefinizione tra le griglie dei saperi, e dunque un possibile luogo di connessione tra di essi. Ma, quali nuovi orizzonti di senso dischiude questo nuovo approccio e su quali sfondi teorici è possibile produrre un dialogo tra i saperi? A questo proposito, la cresciuta attenzione verso la problematica della comunicazione tra aree della conoscenza è testimoniata dalla nascita, negli ultimi decenni, di riflessioni orientate alla problematizzazione del dialogo tra i diversi campi di ricerca. 

 At the threshold of Modern Age a series of paradigm shifts in Western thought caused its fragmentation into a variety of academic subdisciplines. It is possible to consider this diversification in terms of epistemological shifts, as well as changes in the division of intellectual labor. It will be argued that interdisciplinarity, together with the more recent concept of transdisciplinarity, can be seen as a coherent attempt not so much to reassemble the fragmented structure into a whole, as to create a fruitful collaboration and integration among different disciplines that takes into account their individual characters. This possibility finds its purchase in M. Foucault’s seminal work on the organization of knowledge, The Order of Things, which hinted at the existence of gaps in the grid of knowledge, leading, as a result, to the possibility of building transdisciplinary connections. Which semantic horizons can this new approach open and on which theoretical foundations could a dialogue between disciplines be produced? The growing importance of this problem is evidenced by the emergence, during the last decades, of philosophical reflections on the interactions among different research fields.

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Il corallo e la sua lavorazione nella percezione dei parlanti di Torre del Greco

L’indagine dialettologica condotta nel 2009 in alcuni spazi abitativi e lavorativi di Torre del Greco, muove i passi dall’esigenza di descrivere i sentimenti dei suoi abitanti rispetto a una realtà economica ancora ben rappresentata nella città vesuviana: la lavorazione del corallo. Nonostante la complessità e, spesso, l’ambiguità di dati storici, si è provato a inserire lo studio nel contesto scientifico più adeguato, lambendo aspetti di interesse storiografico, sociolinguistico, antropologico, etnografico. 

The dialectological survey conducted in 2009 in some living and working spaces of Torre del Greco, takes its origin from the need to describe the feelings of its inhabitants about an economic reality still well represented in the Vesuvian city: the processing of the coral. Despite the complexity and, sometimes, the ambiguity of historical data, we tried to set the research in the most appropriate scientific context, by touching aspects of historiographical, socio-linguistic, anthropological and ethnographic interest. 

 

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L’Epigrafia latina e i database online

Il contributo si propone di cogliere la continua interazione tra antichità e contemporaneità data dal collegamento tra una disciplina come l’Epigrafia latina e le più moderne risorse tecnologiche disponibili in rete. I database epigrafici online, infatti, rappresentano uno strumento molto utile per l’epigrafista, in quanto permettono di ottenere tutte le informazioni necessarie all’analisi delle iscrizioni, dalle descrizioni e dalle riproduzioni – fotografiche e non – dei monumenti su cui esse sono scolpite, al commento dei testi, ai rimandi bibliografici, agevolando ed accelerando la ricerca. Nel corso del contributo, dunque, si passeranno in rassegna tre tra i database epigrafici utilizzati più frequentemente, EDH – Epigraphische Datenbank Heidelberg, EDR – Epigraphic Database Roma e l’Epigraphik-Datenbank Clauss – Slaby, descrivendone la struttura, le aree d’interesse e le tipologie di iscrizioni reperibili in essi. Dopo la presentazione dei singoli database si procederà, quindi, ad un confronto tra essi, in modo tale da coglierne analogie e differenze, punti di forza e di debolezza, e da individuare quale sia il più adatto a seconda del tipo di ricerca che si desidera svolgere

 

 

The paper has the aim to catch the continuous interaction between antiquity and contemporaneity given by the link between a discipline such as Latin Epigraphy and the latest technological resources available online. Epigraphic online databases, indeed, are a very useful instrument for the epigraphist, because they allow to obtain all the information necessary to the analysis of the inscriptions, from the descriptions and the reproductions – both photographic and not – of the monuments on which they are engraved, to the analysis of the texts, to the bibliographical references, making the research easier and faster. So, this paper will deal with three of the most frequently used epigraphic databases, EDH Epigraphische Datenbank Heidelberg, EDR Epigraphic Database Roma and Epigraphik-Datenbank Clauss Slaby, by describing their structure, areas of interest and the kind of inscriptions that can be found in them. After the presentation of each single database, a comparison between them will be done, so that it will be possible to find similarities and differences, strengths and weaknesses, and to identify which of them is the most suitable to the piece of research that we want to carry out. 

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Acquisizione dell’affricata postalveolare sorda in italiano L2: il caso degli apprendenti vietnamiti

Il presente lavoro si propone di indagare l’acquisizione dell’affricata postalveolare sorda nell’italiano come seconda lingua (L2) dei parlanti vietnamiti. Lo studio è stato effettuato su un campione di sei apprendenti maschi con differenti livelli di conoscenza della lingua italiana. I dati del corpus sono stati raccolti sia in contesto formale, attraverso la lettura delle parole che contengono il fonema esaminato, sia in contesto informale, tramite la raccolta di parlato semispontaneo registrato in tre incontri nell’arco di un anno. I risultati ottenuti dall’analisi uditiva e acustica hanno messo in luce che le realizzazioni di /ʧ/ nel parlato dei vietnamiti sono condizionate dalla struttura temporale e dall’intensità nella resa dell’occlusiva palatale sorda /c/, un suono esistente nel loro inventario fonologico. Questo transfer dalla lingua madre (L1) si verifica anche nelle interlingue avanzate. Inoltre, tra i vari tratti articolatori che caratterizzano /ʧ/, l’intensità sembra essere il tratto che viene acquisito per primo, in quanto è l’unico tratto che subisce un miglioramento nell’ultima fase di osservazione.

 

This paper aims at investigating the acquisition of Italian voiceless postalveolar affricate by Vietnamese speakers. The study was conducted on a sample of six male learners who have different levels of Italian language proficiency. The corpus of data was collected in formal context, by the reading of words containing the target phoneme, and also in the informal setting, through recordings of spontaneous spoken language in three meetings during a year. The results obtained from auditive and acoustic analysis revealed that the production of /ʧ/ in Vietnamese learners’ interlanguage are influenced by the temporal structure and the intensity in the articulation of voiceless palatal occlusive /c/, an existing sound in their phonological inventory. This transfer from the native language (L1) also occurs in advanced interlanguages. Moreover, among the various articulatory traits that characterize /ʧ/, intensity seems to be acquired first, as the only one showing improvement in the last phase of observation. 

 

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Leopardi revisited – Il poeta personaggio tra biografie narrative e invenzioni romanzesche

 

Il saggio prende in esame alcuni testi che vedono protagonista la figura di Giacomo Leopardi e che trasformano il poeta in un personaggio letterario, ai confini tra vero storico e invenzione romanzesca. Le rivisitazioni affondano le proprie radici nella vita e nell’opera leopardiana, che diventano punto di partenza di biografie narrative e fiction letterarie. La figura di Leopardi si rivela dunque permeabile alle più svariate possibilità di ricezione che fanno del poeta un personaggio da cui biografi e scrittori possono attingere di volta in volta spunti per rielaborazioni sempre nuove, in base alle proprie scelte di interpretazione e di metodo. Leopardi si offre così all’immaginario contemporaneo, facendosi terreno di riscrittura e sperimentazione. 

 

 

This paper analyses works in which Giacomo Leopardi is transformed into a literary character on the border of history and fiction. The interpretation of the life and work of Leopardi becomes the starting point of literary fiction and narrative biography. The reception of the figure of Leopardi is susceptible to subjectivity; biographers and writers can draw inspiration for novel manifestations of the poet, based on the way they choose to represent him and tell his story. Therefore, Leopardi becomes a rewriting and testing ground for the contemporary literary imagination. 

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