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ClassicoContemporaneo.eu
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Autore: Vincenzo Patricolo (a cura di)

Scipione l’Africano di Carmine Gallone. Fonti antiche, riscritture filmiche e ideologia fascista

Abstract: Scipione l’Africano di Carmine Gallone. Traduzione intersemiotica di un’ideologia.

Il regime fascista modellò molte delle sue simbologie sul mondo dell’antica Roma. Tuttavia, pur considerando il cinema un formidabile strumento di propaganda politica, produsse un solo film importante ambientato nell’antica Roma: Scipione l’Africano di Carmine Gallone del 1937.

Il film segue fedelmente le fonti storiche, ma il linguaggio cinematografico adottato lo trasforma in una potente metafora delle guerre d’Africa promosse dal Regime nel 1936 e della conseguente proclamazione dell’Impero. Le vicende storiche antiche sono mostrate in modo tale da richiamare alla mente dello spettatore alcune vicende cruciali della politica coloniale fascista. Così una narrazione apparentemente vicina alle fonti antiche diventa un’implicita conferma del Fascismo come erede della grandezza di Roma. L’uso delle luci, delle geometrie filmiche, delle inquadrature, dei piani sequenza, delle voci stabilisce un processo di continua identificazione tra Mussolini e Scipione, tra la Repubblica romana e lo Stato fascista, tra le conquiste coloniali in Africa e la seconda guerra punica.

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Colonne infinite di Park Eun Sun (Roma)

Colonne infinite di Park Eun Sun (Roma)
11 giugno – 30 settembre 2024 

“Colonne Infinite” si articola attraverso cinque monumentali sculture alte tra i 6 e i 14 metri, che si erigono verso il cielo in tre distinti punti del centro storico di Roma: il Parco del Colosseo, Piazza Bocca della Verità e il Septizodium. Questa mostra è un simbolo di dialogo intercontinentale, che fonde l’arte contemporanea coreana con le vestigia storiche italiane, esaltando la bellezza formale e significante delle colonne, un elemento architettonico trasformato in oggetto d’arte.

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Philip Colbert. House of the lobster (Napoli)

Philip Colbert. House of the lobster (Napoli)
26 gennaio – 1° aprile 2024 

Dal 26 gennaio al 1° aprile 2024, la mostra site specific «Philip Colbert. House of the lobster» è in programma nell’Atrio del Mann di Napoli: l’idea dell’installazione è nata quando Colbert, che aveva esposto le sue coloratissime statue a Largo San Martino nell’estate del 2023, ha pensato di trasformare la sua aragosta in un surreale messaggero che viaggia tra passato e presente.

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L’isola di Crono e l’isola di Cthulhu: un capitolo poco noto della fortuna di Plutarco

Abstract

Il suggestivo mito del sonno di Crono in un’isola al largo della Britannia, ricordato da Plutarco in De defectu oraculorum 18.420A e De facie in orbe lunae (940F-942C), godette di particolare fortuna soprattutto in ambito anglosassone. Cenni in poeti (come Drayton e Milton), storici, saggisti, divulgatori, e persino una sovrainterpretazione teosofica che legava il passo al mito di Atlantide contribuirono a rendere la storia molto popolare, in particolare tra Otto e Novecento. A partire da questi molteplici canali il mito plutarcheo arrivò anche al noto scrittore dell’orrore H.P. Lovecraft. Come mostrano riferimenti, finora negletti, presenti nel suo epistolario, e una serie di precisi punti di contatto, il nucleo del suo racconto più influente, The call of Cthulhu (1926), è debitore proprio della storia relativa a Crono: in entrambi i casi un’antichissima divinità spodestata dorme in un’isola remota, sperduta nell’oceano occidentale, comunica per mezzo dei sogni, e attende l’arrivo dei propri adepti quando si compia un determinato ciclo astronomico. La capacità di suggestione del mito plutarcheo è dimostrata anche dalla sua ricezione da parte di un altro autore di weird tales (nonché amico di Lovecraft), il californiano Clark Ashton Smith, che gli dedicò una poesia, The isle of Saturn (1950).

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Pliniography: A Digital Bibliography of Pliny the Elder

1. The Naturalis Historia and Digital Humanities: A Fundamental Partnership

The Naturalis Historia has been one of the most widely used books in the history of European culture. It has been widely – and with continuity through the centuries – read, commented, quoted, and excerpted in many fields of human knowledge, including botany, medicine, zoology, agriculture, art and mineralogy. In fact, its 37 books contain a collection of information, organized by theme, on all the aspects of nature and the use of natural resources in human life. It also deals with the problem of the exploitation of nature, the relationship between man and nature and the destruction of landscapes. Its author, Pliny the Elder (23/24-79 AD), had a distinguished political and military career and is famous for his death after the eruption of Vesuvius in 79 AD, when, being the head of the Roman fleet at Misenum, he decided to set sail, in order to aid people and observe the natural phenomenon closely.

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