Der Umgang mit Flüchtlingen zwischen Moral, Religion und Recht: zu den Reden des Ilioneus in Aen. 1, 539-43 und 7, 228-30
Abstract
Le scene di rifiuto e accoglienza dei migranti nell’Eneide virgiliana offrono molti spunti di riflessione morale, sacrale e giuridica. Il contributo si concentra su due casi di studio: da un lato, l’episodio in cui Ilioneo critica il comportamento dei Cartaginesi, colpevoli di aver negato ai naufraghi troiani l’accesso alla costa nordafricana (Aen. 1, 539-43); dall’altro il discorso con cui Ilioneo chiede a Latino una terra in cui i Troiani possano fondare una nuova patria (Aen. 7, 228-30). Il confronto tra questi due episodi – anche alla luce dei commenti di Servio e T. Claudio Donato – mostra il complesso equilibrio tra morale, religione e diritto che caratterizza il rapporto con lo straniero nell’Eneide.
The scenes of rejection and acceptance of migrants in Vergil’s Aeneid offer several moral, religious, and legal insights. This paper focuses on two case studies: first, the episode in which Ilioneus criticises the Carthaginians for denying the shipwrecked Trojans access to the coast of North Africa (Aen. 1, 539-43); second, Ilioneus’ request to Latinus for a land where the Trojans can establish a new homeland (Aen. 7, 228-30). A comparison between these two episodes – also in the light of the commentaries of Servius and T. Claudius Donatus – reveals the intricate and delicate balance between morality, religion, and law that governs the interactions with foreigners in the Aeneid.
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