Nulla pretiosa ratio. La protezione della donna fra modelli sociali, diritto e tradizioni in Roma antica
Abstract
La tutela delle donne nell’evoluzione dell’esperienza giuridica romana si inserisce nel contesto di una società patriarcale, in cui il pieno controllo sul patrimonio e sulla linea di successione ereditaria si garantiva solo al pater familias. Pur sfumando nella sua effettività sul piano pratico già dalla Repubblica, questo istituto arcaico rimane a lungo simbolo della subordinazione giuridica femminile, soprattutto all’interno del diritto pubblico.
Le limitazioni imposte alle donne si scontrano ben presto con la progressiva emancipazione sociale ed economica femminile, senza tuttavia essere accompagnate da una coscienza di genere: le donne romane conquistarono autonomia patrimoniale e sociale, ma mai potere politico e decisionale sulla scena pubblica.
La tutela mulierum appare ancora oggi un emblema di come le dinamiche sociali si confrontino con l’esperienza giuridica in un equilibrio instabile tra tradizione e innovazione.
The guardianship of women during evolution of Roman legal experience is set in the context of a patriarchal society, in which pater familias was guaranteed full control over assets and the line of inheritance. Although fading in its effectiveness on a practical level as early as the Republic, this archaic institution remains a symbol of female juridical subordination, especially within public law.
The limitations imposed on women soon clashed with their progressive social and economic emancipation, without however being accompanied by a gender consciousness: Roman women gained patrimonial and social autonomy, but not political and decision-making power on the public scene. The tutela mulierum still appears an emblem of how social dynamics face legal experience in an unstable balance between tradition and innovation.
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