Passa al contenuto principale
ClassicoContemporaneo.eu
ClassicoContemporaneo.eu

Autore: Vincenzo Patricolo (a cura di)

Della filologia e del viaggiare

Forse non è un caso che gli antichi abbiano chiamato lo studio della letteratura “filologia”, e non, che so, “spoudeologia” (a parte che la parola fa ribrezzo) con una radice che indicasse il lavoro intellettuale, lo studio. Nella parola è impressa la radice del verbo che significa “amare”: la lettura, la fruizione, lo studio dell’opera letteraria è anzitutto un atto d’amore. E viceversa (o analogamente), se ci pensiamo, amare è anzitutto un atto estetico, nella misura in cui si percepisce e si aspira a una bellezza, che tuttavia non è compiuta, non è perfetta se non nel momento e per il tempo in cui anche noi partecipiamo a quella bellezza, il tempo in cui noi siamo parte di un altro e un altro di noi.

Continua a leggere

Il museo ritrovato. Le peripezie dei Marmi Torlonia

Tra gli eventi culturali più attesi di questo 2020 un posto preminente spetta alla mostra romana sui Marmi Torlonia, che espone una selezione della più grande collezione privata di sculture antiche al mondo, rimasta per quasi mezzo secolo inaccessibile a chiunque. Allestita nei Musei Capitolini, doveva inizialmente aprire in aprile, ma a causa del Covid- 19 l’inaugurazione è slittata al 12 ottobre. A tutt’oggi però sono pochi coloro che l’hanno potuta visitare, perché il riacuirsi della pandemia ha imposto, dopo poche settimane, la chiusura generalizzata di musei e mostre.

Continua a leggere

La Campania nella poesia d’età flavia. A proposito di un libro recente

Negli ultimi anni l’interesse per la rappresentazione del paesaggio nella letteratura antica è cresciuto notevolmente: il volume curato da A. Augoustakis e R. Joy Littlewood ne costituisce un autorevole esempio, prendendo in esame la produzione poetica latina, di età flavia, avente per oggetto la Campania che, come sottolineato nell’Introduzione, è uno dei luoghi letterari più significativi della tradizione latina.

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

Paesaggio e letteratura: nuove linee di ricerca

Tra i problemi che in questi ultimi anni hanno acceso il dibattito politico e culturale, soprattutto in Italia, ricorre senza dubbio il tema del paesaggio. Si tratta di un argomento che oltrepassa i confini disciplinari: molti “saperi” trovano infatti in questo ambito forti e necessarie applicazioni, dalla giurisprudenza – con riferimento al problema attualissimo dei “beni comuni” –, alla storia, dall’architettura all’agraria, senza dimenticare le problematiche sottese al tema della tutela della salute e a quelle dell’economia.

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

Intanto la Grecia viaggia, viaggia sempre

Giornata mondiale della lingua greca

In viaggio con i Greci

Domenica 9 febbraio 2020

Cortile antico – Palazzo Bo (Padova)

Università degli Studi di Padova

Da Omero ai lirici, dal teatro classico alla produzione bizantina, da Erodoto a Plutarco, dall’epigramma erotico alla letteratura cristiana, dal romanzo ellenistico alla letteratura neogreca.

Una maratona di letture a cura dei docenti, dei ricercatori e degli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Lettere Classiche e Storia Antica

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

Memoria y comunicación arqueológica en la ópera Aída de G. Verdi. Estudio de las representaciones en La Fenice y las Termas de Caracalla (2019)

This paper is focused on the study of Verdi`s opera Aida and its relation with Archaeology’s dissemination and perception in current world. Through the research of the birth of this opera and its relation with Archeology and Ancient Egypt, the paper presents the exam of two different performances of Aida in 2019. The main goal is to define how the artistic creators of the scenes and costumes have been inspired by archeology. Also how these operas disseminate and communicate Past to public. It has been used bibliographical research besides interviews to the artistic creators of the operas under exam: Aida at La Fenice (director Bepi Morassi) and Aida at Terme di Caracalla by Denis Krief. The work has been implemented by bibliographical research, including specialized Archives and Libraries as Bibliothèque National de France, and Teatro dell’Opera’s Archive at Rome. Aldo Buti and Denis Krief have been interviewed in order to know how costumes and scenes were created. As final results, the paper shows how common resources have been used to reimagine Ancient Egypt on scene.

Continua a leggere

Falsi miti propagandistici: la Germania di Tacito e la costruzione dell’identità nazionale

Abstract

Il seguente intervento intende approfondire la ricezione della celebre opera di Tacito, la Germania, letta con entusiasmo dall’élite tedesca dei secoli XIX e XX che scorgeva nel volume dell’autore latino la prova storica delle virtù ancestrali della cultura germanica. Se nel testo è possibile rilevare un misto di ammirazione e critica per le popolazioni nordiche, l’esaltazione delle antiche tribù, profondamente radicate nel territorio, divenne un caposaldo del movimento nazista, che pretese di dimostrare l’appartenenza dei tedeschi ad una razza incontaminata.

Continua a leggere

Lucano in Baudelaire. La Pharsalia come manifesto di una nuova poésie de la décadence

Abstract

Il presente contributo si propone di fornire alcuni spunti per approfondire il tema della ricezione di Lucano in Baudelaire. Principalmente documentato dalla corrispondenza epistolare e da progetti incompiuti, l’interesse per la Pharsalia si colloca infatti nel vivo del dibattito culturale dell’Ottocento. Ad alcune premesse sull’estetica di Baudelaire seguirà un’analisi di passaggi selezionati delle  Ètudes de moeurs et de critique sur les poètes latins de la décadence di Désiré Nisard, grazie ai quali sarà possibile individuare nella scelta di Lucano come modello una presa di posizione anti-accademica. Infine, si passerà a considerare il rapporto tra la produzione di Baudelaire e un episodio in particolare della Pharsalia. Questa sezione, incentrata sulla disamina di alcuni casi-studio specifici, offre inoltre la possibilità di riflettere in modo più ampio su un tratto fondante e costitutivo della poetica baudelairiana, vale a dire la rappresentazione del dato letterario antico in funzione della modernità.

This essay aims to provide a deeper insight into the reception of Lucan in Baudelaire’s production. Baudelaire’s fascination for Lucan’s Pharsalia, which is mainly recorded in letters and unaccomplished projects, needs to be considered within the frame of the cultural debate spreading in the first half of nineteenth century. After some preliminary thoughts on Baudelaire’s aesthetic principles, and the ways in which they interact with ancient and modern poetic theories, I will deal with a selection of passages from Désiré Nisard’s  Ètudes de moeurs et de critique sur les poètes latins de la décadence. This enquiry will allow me to display the possibility that Lucan serves as an anti-academical model by providing examples of how Baudelaire revised patterns and atmospheres from the Pharsalia. The analysis of some specific case studies also aims to contribute to the discussion on a fundamental and constitutive trait of Baudelaire’s poetics, namely the complex relationship between Ancient and Modern.

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

Mille1notte. Storie dell’altro mondo di Massimo Capaccioli

 

Dovendo ritrarre, con una sola immagine, le Mille1Notte. Storie dell’altro mondo, l’ultimo libro dell’astrofisico Massimo Capaccioli, pubblicato a Caserta 2018, con Mediterraneo Editrice, si potrebbe iniziare dal capitolo “Un antico mestiere si rinnova”, quello in cui l’A. ricorda se stesso intento a sorseggiare la sua tazza di caffè solubile, mentre osservava il cielo dall’alto di una ‘cupola’ cilena, in compagnia del suo collega indio Miguel.

L’immagine scelta potrebbe sembrare banale, ma da questa breve incursione nella esperienza personale, si evince subito che non solo acume e studio inarrestabile sono i requisiti necessari per fare di un uomo uno scienziato, ma esperienza vissuta, lunghe osservazioni, letture scientifiche, riflessioni profonde, e poi viaggi in terre lontane, incontri professionali importanti, perfino notti insonni ed attese. Eppure non tutti gli scienziati si ricordano, come chi ha scritto questo libro, che la scienza è fatta dagli uomini, soggetti a peculiarità caratteriali ed esistenziali, ad accidenti personali e storici, e perfino ad equivoci, voluti o inavvertitamente creati della storia. La Scienza non è un logos universale alla maniera stoica o provvidenziale-cristiana, ma il frutto del logos umano, passato dagli equivoci dell’antichità alla tendenziosità dei secoli della Riforma, passando nelle strettoie della storia moderna fino a quelle dei tempi odierni, che si sforzano, meglio di ieri, di raggiungere l’inafferrabile consistenza di una verità sempre in evoluzione.

Per questo Mille1Notte è un libro al tempo stesso di astronomia e di storia. Da un lato cerca di somministrarci in brevi capitoli pillole di astronomia, astrofisica e di storia astronomica, dall’altro ci racconta per episodi la storia dell’Antichità e del Rinascimento, della Napoli di Gioacchino Murat e della restaurazione borbonica, della guerra fredda e della moderna tecnologia. Si tratta di difficili meandri nei quali sarebbe facile perdersi, ma questo non succede perché, come il titolo ci suggerisce subito, l’Autore ha deciso di affidarsi ad un éscamotage: quello di affidare ciascuno dei suoi ‘segmenti’ astronomici ad una storia o ad una favola, in modo che noi lettori ci facciamo trasportare più volentieri da una narrazione che, benché storica, assume a volte i tratti della favola, per essere condotti fino al cuore dei suoi insegnamenti.

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

La biblioteca dell’esilio

 

Nel 2019 è stata messa in mostra, alla Biennale di Venezia, una installazione dedicata ai “libri dell’esilio”: si era aperta nell’aprile di quell’anno nel Museo Ebraico sito in Campo del Ghetto Nuovo. Purtroppo, ho potuto dare solo un rapido sguardo all’allestimento, ma mi è stato possibile recentemente acquistare un piccolo testo esplicativo, redatto dallo stesso artista britannico che l’ha curata: Edmund de Waal (library of exile, British Museum Press, London 2020). Quella che segue, quindi, non è una vera e propria recensione della mostra, almeno non nei termini consueti: è un’informazione sugli intenti che le sono sottesi, e un invito a seguirne le vicende, nella speranza di poter presto fare ritorno nei musei e nelle biblioteche, per condividere le storie che vi sono racchiuse.

La Biblioteca dell’esilio è una collezione di duemila libri scritti da autori costretti a fuggire, o mandati in esilio, o ridotti al silenzio all’interno dei loro stessi paesi: vi sono incluse opere redatte in un arco temporale che si snoda da Ovidio ai nostri giorni, in una grande varietà di nazionalità e linguaggi. I libri collocati negli scaffali descrivono un mondo in diaspora, dalle molteplici dimensioni geografiche, che individuano luoghi di origine e mete finali, migrazioni e attraversamenti, appartenenze e allontanamenti forzati.

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo