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ClassicoContemporaneo.eu
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Autore: Vincenzo Patricolo (a cura di)

Per amore e per interesse. Moventi e modelli dell’azione benefica nella riflessione antica

Abstract

A partire da alcuni modelli analogici che, nella riflessione antica tra Aristotele e Seneca, descrivono l’azione del donatore nelle relazioni benefiche, in questo saggio si propone una lettura della beneficenza come il luogo in cui amore e interesse si intrecciano indissolubilmente. Le complesse, talvolta inaspettate combinazioni di questo pattern culturale, depositato nei testi greci e latini, possono offrirsi come reagenti utili al ripensamento degli atti filantropici nel mondo contemporaneo.

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Falsi miti propagandistici: la Germania di Tacito e la costruzione dell’identità nazionale

Abstract

Il seguente intervento intende approfondire la ricezione della celebre opera di Tacito, la Germania, letta con entusiasmo dall’élite tedesca dei secoli XIX e XX che scorgeva nel volume dell’autore latino la prova storica delle virtù ancestrali della cultura germanica. Se nel testo è possibile rilevare un misto di ammirazione e critica per le popolazioni nordiche, l’esaltazione delle antiche tribù, profondamente radicate nel territorio, divenne un caposaldo del movimento nazista, che pretese di dimostrare l’appartenenza dei tedeschi ad una razza incontaminata.

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Gli unicorni prima dell’Unicorno: uno sguardo etno-biologico sulla fauna esotica dei Greci e dei Romani

Abstract

Can the one-horned animals described by authors such as Ctesias, Megasthenes, Aristotle or Pliny be considered forbears of the Medieval and post-modern Unicornis? In a way, some of the generic species of Greco-roman lore can be undoubtedly thought of as prototypes of the current representation of the animal. However, a deep analysis of the zoological knowledge of the ancients shows several frictions and breakpoints between the classical era and late-ancient and medieval Christianity as well as contemporary pop culture.

È possibile considerare le specie unicorne di cui hanno parlato i Greci e i Romani come ‘antenate’ dell’Unicorno medievale e post-moderno? In un certo senso, la tradizione zoologica degli antichi può essere pensata come prototipica rispetto ai futuri sviluppi delle rappresentazioni della bestia in questione. Purtuttavia, una analisi approfondita del sapere costruito all’interno del genere della storia naturale grecoromana mostra diversi punti di frizione e rottura fra il mondo classico da un lato e le età tardo-antica e medievale, e la cultura pop, dall’altro lato.

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Memoria y comunicación arqueológica en la ópera Aída de G. Verdi. Estudio de las representaciones en La Fenice y las Termas de Caracalla (2019)

This paper is focused on the study of Verdi`s opera Aida and its relation with Archaeology’s dissemination and perception in current world. Through the research of the birth of this opera and its relation with Archeology and Ancient Egypt, the paper presents the exam of two different performances of Aida in 2019. The main goal is to define how the artistic creators of the scenes and costumes have been inspired by archeology. Also how these operas disseminate and communicate Past to public. It has been used bibliographical research besides interviews to the artistic creators of the operas under exam: Aida at La Fenice (director Bepi Morassi) and Aida at Terme di Caracalla by Denis Krief. The work has been implemented by bibliographical research, including specialized Archives and Libraries as Bibliothèque National de France, and Teatro dell’Opera’s Archive at Rome. Aldo Buti and Denis Krief have been interviewed in order to know how costumes and scenes were created. As final results, the paper shows how common resources have been used to reimagine Ancient Egypt on scene.

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Intanto la Grecia viaggia, viaggia sempre

Giornata mondiale della lingua greca

In viaggio con i Greci

Domenica 9 febbraio 2020

Cortile antico – Palazzo Bo (Padova)

Università degli Studi di Padova

Da Omero ai lirici, dal teatro classico alla produzione bizantina, da Erodoto a Plutarco, dall’epigramma erotico alla letteratura cristiana, dal romanzo ellenistico alla letteratura neogreca.

Una maratona di letture a cura dei docenti, dei ricercatori e degli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Lettere Classiche e Storia Antica

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Come sono anticlassiche le origini di Roma

Di fronte a un nuovo film sulla nascita di Roma scatta sùbito in noi il riflesso “scolastico” delle fonti storiche e letterarie: a chi si è attenuto Matteo Rovere nello stendere la sceneggiatura de Il primo re? Plutarco? Dionigi di Alicarnasso? Tito Livio? Con quale grado di “fedeltà”? E che razza di “latinorum” è quello – laconico, arcaizzante ma per forza di cose anacronistico – proferito o spesso biascicato dagli attori? (per fortuna di tutti, non solo dei meno avvezzi alla lingua di Cicerone, ci sono i sottotitoli).

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Un primo re pieno di contraddizioni

Ho visto Il primo re, il film che Matteo Rovere ha dedicato a Romolo e Remo. E ho immediatamente pensato al mito. Cioè a quel tipo di storia che non viene raccontata una volta per sempre, ma muta e si rinnova da una versione all’altra. Soprattutto, però, a ogni variante il mito viene rielaborato secondo le categorie e i gusti della cultura che lo accoglie: la Medea di Euripide non è certo quella di Pasolini, così come non era neppure quella di Seneca. Quanto a Edipo, c’è una bella differenza fra il bambino abbandonato sul Citerone, con i piedi legati o inchiodati, in attesa di diventare l’omicida (involontario) del padre non che il marito (altrettanto involontario) di sua madre, e il bambino “edipico” di Freud, che desidera sbarazzarsi del padre per unirsi alla madre. Nella variante edipica di Freud, infatti, quell’antico bambino era entrato a far parte di una cultura che temeva (e bramava) il sesso tanto quanto aveva (ufficialmente) orrore della violenza. Ma è inutile continuare con gli esempi, si sa che i racconti mitologici, quelli che gli antichi ci hanno lasciato in eredità, vivono della loro continua metamorfosi. Che ne è dunque dei gemelli romani, Romolo e Remo, nell’ultima versione del loro mito? A quali categorie si conformano?

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Il primo re. Impressioni

Essendo archeologa e lavorando proprio sul Palatino, il colle simbolo delle origini di Roma, l’uscita del film Il primo re e le sue numerose recensioni positive (cito, tra le molte, l’intervista del giornale TPI news) non solo in Italia, ma anche all’estero, mi hanno piacevolmente colpito e molto incuriosito. Che un film, e per di più di produzione italiana, porti sul grande schermo un simile argomento, in un momento in cui gli studi storici rischiano di essere espulsi dalla scuola e sono in forte declino nel mondo accademico, mi è sembrata un’iniziativa lodevole e quasi commovente. Lodevole è certamente anche, agli occhi di uno studioso dell’antichità, il rigore scientifico cercato da regista e sceneggiatori, che si sono avvalsi di consulenze universitarie, in particolare di supporto filologico per la ricostruzione del latino arcaico, ed hanno profuso un notevole impegno nel cercare di ricostruire le caratteristiche umane ed ambientali dell’epoca arcaica. Interessante è anche il tentativo, molto curato, di sottolineare l’importanza nel mondo antico del numinoso e del rituale, parte centrale nella cultura e nella politica dell’antica Roma, come illustrano le ricerche di John Scheid sull’argomento, in contrasto col pensiero corrente, spesso ispirato nelle sue varie sfumature ad un semplicistico positivismo….

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Strutture narrative nel Primo re

Intenderei esordire con un testo che, con ritocchi minimi, potrebbe costituire una tra le migliori presentazioni del Primo re e del suo regista; cercherò, poi, di identificare alcune strutture narrative presenti nel film1.

Questo è il testo: «Le leggende che corrono circa l’età anteriore alla fondazione di Roma o circa la fondazione stessa, più convenienti a racconti di poeti che a una fedele e documentata opera di storia, non mi sento né di accettarle né di respingerle. Alle antiche età si suole fare questa concessione, di rendere più venerabili i primordi delle città mescolando l’umano col divino; se mai a un popolo deve essere lecito il fare sacre le sue origini e il riportarne agli dei la fondazione, tanta è la gloria di guerra del popolo romano, che se esso ama vantare Marte come padre suo e del suo fondatore, le umane genti dovrebbero sopportare ciò altrettanto di buon animo come ne sopportano l’impero…

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Paesaggio e letteratura: nuove linee di ricerca

Tra i problemi che in questi ultimi anni hanno acceso il dibattito politico e culturale, soprattutto in Italia, ricorre senza dubbio il tema del paesaggio. Si tratta di un argomento che oltrepassa i confini disciplinari: molti “saperi” trovano infatti in questo ambito forti e necessarie applicazioni, dalla giurisprudenza – con riferimento al problema attualissimo dei “beni comuni” –, alla storia, dall’architettura all’agraria, senza dimenticare le problematiche sottese al tema della tutela della salute e a quelle dell’economia.

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