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ClassicoContemporaneo.eu
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Autore: Vincenzo Patricolo (a cura di)

Da Atene alla Silicon Valley: Intervista a Adriano Farano

1. La società antica si basava su un sistema produttivo e utilizzava degli schemi economici del tutto differenti dai nostri. Cosa possono insegnare i classici agli imprenditori di oggi?

Intervistato da Walter Isaacson, Steve Jobs una volta disse «Ho sempre pensato di essere un bambino a cui piaceva l’elettronica. Poi ho letto un pensiero di Edwin Land, di Polaroid, sull’importanza di essere individui sospesi tra la disciplina umanistica e quella scientifica: lì ho capito chi sarei diventato». Essere imprenditori al giorno d’oggi, in un mondo così complesso, richiede moltissime competenze. Serve coraggio, inventiva, ma soprattutto un legame con le nostre radici. La più grande eredità del passato consiste in quella che veniva chiamata forma mentis: uno stato mentale analitico ed elastico al tempo stesso che permetta di cogliere le caledoiscopiche sfaccettature dell’essere umano.

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Convegno CUSL – Tradizione classica e cultura contemporanea. Idee per un confronto (Milano –Pavia, 9-10 giugno 2016)

Com’è percepito l’antico negli anni dei social network? Qual è il suo ruolo, in una società dove i punti di riferimento sono molteplici, e più immaginari si presentano in concorrenza col classico a disputarne il primato? E quale è e potrà essere il ruolo della scuola nella trasmissione del passato? Più di venti studiosi ne discuteranno il 9 e il 10 giugno nelle tre sedi di Milano Statale, Milano Cattolica, Pavia. Relazioni e comunicazioni spazieranno dalle forme di comunicazione del classico, alla fortuna nei generi moderni – dal romanzo al fumetto -, alla presenza del latino in culture lontane, alle nuove frontiere della didattica dell’antico.

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Convegno internazionale di studi: “Le parole della pace, le parole della guerra” – 7 maggio 2016 – diretta streaming

7 maggio 2016 – Palermo – Palazzo Chiaramonte Steri

Le pratiche della pace.
ore 9,30 – Tavola rotonda

interventi previsti di:

– Fabrizio Micari, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo
– Franco Lo Piparo Università degli Studi di Palermo
– Vincenzo Militello, Università degli Studi di Palermo
– Laura Auteri, Università degli Studi di Palermo
– Francesco Macaluso, Imam di Palermo
– Adham Darawsha, Presidente della Consulta delle Culture del Comune di Palermo
– Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo
– Leoluca Orlando, Sindaco della Città di Palermo
– Rosario Crocetta, Presidente della Regione Sicilia

Coordina Leonardo Samonà, Università degli Studi di Palermo

Convegno internazionale di studi: “Le parole della pace, le parole della guerra” – 6 maggio 2016 – diretta streaming

6 maggio 2016 – Palermo – Palazzo Chiaramonte Steri

Sessione mattutina

prima parte

seconda parte

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Sessione pomeridiana

prima parte

seconda parte

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SERATA
La Pentesilea di Heinrich von Kleist, atto finale.
Reading di Micaela Esdra;
Viviana Caiolo, violoncello

Convegno Internazionale di Studi “Le parole della pace, le parole della guerra”

Gli sconvolgenti eccidi di Parigi e di Bruxelles, che fanno seguito a una ininterrotta teoria di massacri in tutto il mondo, e particolarmente nel continente africano, impongono una riflessione non di maniera sulle cause di quanto accade, tanto più doverosa per un Ateneo quale quello di Palermo che aspira a essere, sul piano culturale e scientifico, punto d’incontro e cerniera tra le terre bagnate dal Mediterraneo. In questo quadro drammatico i saperi umanistici, da tante parti giudicati residuali a fronte delle abilità tecnico-scientifiche, sono chiamati a svolgere  un ruolo di comprensione e orientamento che può essere fondamentale: perciò il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo ha deciso di organizzare un Convegno dal titolo “Le parole della pace, le parole della guerra” che costituisca un momento di dibattito, scientifico ma non accademico, su quanto di terribile avviene e sulle ragioni che sono all’origine di questi eventi.

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Presentazione del n. 2 di “ClassicoContemporaneo” – Incontro-dibattito su: “Tolleranza e cittadinanza nell’antichità classica e nel mondo contemporaneo”

Tolleranza e cittadinanza nell’antichità classica e nel mondo contemporaneo

Tavola Rotonda

in occasione del numero 2 della rivista CLASSICOCONTEMPORANEO.EU

Palermo, 29 gennaio 2016
Liceo Classico “Umberto I” – Palermo 

introduzione Vito Lo Scrudato dirigente scolastico del liceo “Umberto I”

coordinamento Mariella Rinaudo Liceo “Umberto I” 

discussione Maurizio Bettini Università di Siena

Alessandro Barchiesi Università di Siena

interventi Valentina Chinnici CIDI Palermo

Paolo De Paolis Università di Cassino e del Lazio meridionale – Consulta Universitaria Studi Latini
Elisa Romano Università di Pavia
Mario Palumbo G.B. Palumbo Editore

 

Conclusioni Giusto Picone Università di Palermo

condiirettore di ClassicoContemporaneo.eu

 

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Di seguito è possibile visionare l’intera registrazione dell’evento

La fortuna dell’Ercole Farnese

Osservazioni sulla ricezione, diffusione e trasformazione dell’immagine antica nel mondo moderno e contemporaneo

L’Ercole Farnese è una delle sculture più note dell’antichità. Dal momento della sua scoperta fino ai nostri giorni la sua fortuna non ha trovato sosta. Fonte di ispirazione e studio per artisti, storici dell’arte, archeologi, ma anche immagine esemplare della forza e della potenza muscolare per l’immaginario europeo. Nel corso dell’età contemporanea repliche, copie, riproduzioni di ogni tipo hanno reso l’Ercole Farnese un “pasto quotidiano” capace di rispecchiare le trasformazioni del gusto estetico e di veicolare i nuovi significati che la statuaria antica assume nel mondo contemporaneo. Che senso ha l’Ercole Farnese nel mondo contemporaneo? Da questa domanda parte la ricerca.

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Per un’archeologia del gesto: la reinvenzione moderna della danza antica

Il contributo prende in esame gli sforzi compiuti dai moderni per decifrare il codice gestuale della danza antica: dai primi tentativi eruditi del XVII secolo, all’opera del musicista e archeologo Maurice Emmanuel, fino al revival di cui furono protagonisti Isadora Duncan e altri danzatori ai primi del Novecento. 

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