Il contributo prende in esame gli sforzi compiuti dai moderni per decifrare il codice gestuale della danza antica: dai primi tentativi eruditi del XVII secolo, all’opera del musicista e archeologo Maurice Emmanuel, fino al revival di cui furono protagonisti Isadora Duncan e altri danzatori ai primi del Novecento.
La tavola rotonda su “Gli studi classici nel terzo millennio” (Roma, 16 marzo 2015) ha offerto l’opportunità di un confronto sulla crisi degli studi umanistici e del modello educativo fondato su di essi. Tre sono i principali spunti di riflessione emersi dalla discussione: le cause della crisi, che alcuni attribuiscono ad attacchi esterni, altri a una sorta di esaurimento interno; le prospettive future, per molti tutt’altro che incoraggianti, per altri viceversa ricche di opportunità grazie soprattutto alle tecnologie digitali; le possibili risposte sul piano didattico: un tema, quest’ultimo, che ha visto i relatori divisi tra coloro che sostengono la necessità di continuare a insegnare il greco e il latino con rigore in tutti i loro aspetti e coloro che propongono al contrario di adottare nuovi metodi e di rinunciare contestualmente a quanto può apparire troppo complesso per l’attuale livello degli studenti.
L’articolo presenta l’iniziativa delle Olimpiadi delle lingue e civiltà classiche avviata dal Miur per la promozione delle discipline classiche nell’insegnamento liceale e discute sul significato della traduzione dal greco e dal latino nelle odierne pratiche scolastiche e su possibili innovazioni che ne rafforzino il significato e l’efficacia didattica.
“Intrecci: la ricerca in classe” is a project promoted by AICC Venezia and by the Humanities Department (Dipartimento di Studi Umanistici) of Ca’ Foscari University in Venice: every year, young philologists, archaeologists and historians who study ancient cultures explain their research to highschool students, presenting the outcomes of their research in an informal and interactive way. This paper gives an overview of the project from various perspectives.
La scuola di teatro che vorrei descrive, nella forma aperta di una lettera al mondo del teatro, spunti e prospettive provocatoriamente radicali sul tema della formazione artistica. Il divario tra l’idea positivistica della scuola come luogo di insegnamento programmatico per tanti e la natura del teatro come tempo di apprendimento per pochi costituisce – da oltre un secolo – il cuore di un irrisolto dibattito sulla natura e sul destino delle scuole di formazione per attori. La trasmissione dell’esperienza teatrale, l’apprendimento delle sue regole e delle sue eccezioni, le diverse, eppure convergenti tradizioni attoriche sono temi qui accennati con la leggerezza di una visione fantastica, che pure guarda concretamente alla perdita progressiva di senso e valore dell’identità artistica del teatro.
Il saggio propone un ragionamento sull’interazione, sempre più diffusa nella pratica artistica attuale, tra l’autore e il fruitore nella realizzazione dell’opera d’arte. Interazione, coinvolgimento da parte di un pubblico più o meno consapevole, che, certamente, può ritenersi per le arti visive ormai una pratica acquisita ma che, tuttavia, può aprire, se non nuove prospettive, nuovi interrogativi. Secondo l’autrice, infatti, lo storico dell’arte, intervenendo sulla contemporaneità, non può ignorare, nell’epoca dell’intermedialità, nei tempi dell’abbattimento delle frontiere tra i vari generi artistici, nella realtà di una comunità culturale che deve confrontarsi, inevitabilmente, con il web e particolarmente con il web 2.0, espressione delle reti sociali, quella che Segre ha definito come «paternità frazionata» dell’opera d’arte. Ha senso parlare ancora, quindi, alla luce di questi cambiamenti, di fronte a questa nuova tipologia di proposte e in un’età definita ormai come interattiva, di autore e di opera? E, infine, proprio sulla scia di questi cambiamenti, le parole e le modalità d’intervento della critica militante devono darsi un nuovo statuto?
La riflessione che la cultura romana ha sviluppato attorno all’idea di casa mostra che la domus è una singolare chiave di lettura dell’identità sociale e morale del civis. Questo contributo si propone di indagare i significati culturali della casa romana attraverso la rappresentazione di Cicerone: partendo dall’analisi dei paragrafi 138 e 139 del primo libro del De officiis, si affronterà il motivo del rapporto fra ethos e locus che, insieme al tema del destino della domus dominis mutatis, presente in Cicerone (off. 1, 139) e in Plinio il Vecchio (nat. hist. 35, 7), consentirà di enucleare il valore della domus quale “luogo di memoria” dei mores e delle virtutes dei boni cives. Passando alle orazioni d’invettiva politica, vedremo delinearsi un modello negativo che annulla le funzioni culturali della domus ed è rappresentato dall’habitare magnifice di Clodio, nonché dalle case di Catilina e Antonio. L’indagine sui significati culturali della domus proseguirà adottando quale chiave di lettura il motivo della sua distruzione: l’analisi della descrizione delle domus captae di Pompeo (Phil. 2, 68) e di Cicerone (dom. 62-63) sarà volta a rilevare le peculiari modalità attraverso le quali l’oratore rappresenta la violenza alle case dei boni cives come espressione della natura empia del bellum civile.
L’intervento prende in considerazione vari aspetti della biblioteca digitale DigilibLT (Digital Library of late antique Latin Text), illustrando non solo le sue funzioni, ma anche le problematiche incontrate nelle fasi di progettazione, al fine di mostrare come l’arricchimento scientifico di un prodotto digitale non si limiti alle sue possibilità di utilizzo, ma si sviluppi anche a partire dalle riflessioni necessarie alla sua realizzazione.
Ulteriore approfondimento sarà poi dedicato alla valenza formativa di un progetto che combina un forte contenuto disciplinare ai più recenti approcci delle Digital Humanities. In un panorama globale in cui gli studi umanistici attraversano una fase di seria crisi, sempre più spesso il mercato del lavoro richiede anche al curriculum accademico di un classicista la presenza di competenze digitali, un’esigenza che, tuttavia, non di rado si scontra con il legittimo desiderio di non vedere snaturata la propria formazione. Tra le varie soluzioni possibili si propone la positiva esperienza maturata dal progetto, derivata dalla ferma volontà di mantenere all’interno del gruppo ogni passaggio della lavorazione dei testi. La conseguente necessità di costituire una squadra ampia e composita ha così reso DigilibLT un vero e proprio investimento sui giovani, protagonisti di un progetto formativo ad ampio raggio che ha coinvolto dagli assegnisti post-dottorato fino ai liceali dei progetti di alternanza scuola-lavoro.
Il contributo mette in luce i vantaggi del connubio fra competenze della e-philology e dei metodi di scrittura XML (eXtensible Markup Language) – TEI (Text Encoding Initiative) con la formazione filologica ai fini di nuove e più soddisfacenti edizioni critiche dei testi antichi. Si verifica difatti sovente, per quei testi che presentano secolari stratificazioni, che le edizioni a stampa non risultino soddisfacenti, mentre l’edizione XML consente di presentare un testo molto più aderente alla realtà testuale dei manoscritti. Al fine di valutare le potenzialità degli strumenti elettronici si considerano esemplificativamente alcuni progetti attualmente in corso.
Il fenomeno chiamato globalizzazione ha creato uno spazio aperto a livello mondiale nel quale milioni di esseri umani che appartengono a etnie e tradizioni culturali diverse entrano in contatto tra loro spesso in tempo reale grazie a Internet e alle nuove tecnologie digitali dell’informazione e della comunicazione. Nel nuovo spazio globale e multiculturale che si è creato molte persone, soprattutto i giovani, si possono chiedere quale sia il senso di studiare i testi classici della storia del pensiero politico antico greco e romano. Innanzitutto pensiamo che sia importante studiare i testi classici del pensiero politico greco e romano perché le democrazie moderne sono debitrici nei confronti della cultura greca e romana per l’elaborazione di alcuni concetti fondamentali per la cultura politica occidentale quali ad esempio quello di democrazia, di libertà di parola, di equità, di bilanciamento e di separazione dei poteri, di limite del potere politico. Inoltre oggi in Occidente e in Europa assistiamo alla diffusione di idee estremiste, integraliste e xenofobe che rifiutano qualsiasi forma di alterità, per questo è importante studiare i testi classici del pensiero politico antico greco e romano perché in questi testi sono espresse e comparate molte e differenti idee politiche; in questo modo la lettura e lo studio dei classici del pensiero politico greco e romano può essere un esercizio di pluralismo culturale.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.