A partire dall’illustrazione di principi e metodi di alcune imprese geolinguistiche (Atlante Linguistico Italiano, Atlante Toponomastico del Piemonte Montano e Piccolo Atlante dei Walser Meridionali), e sulla base dell’esperienza maturata nei rispettivi cantieri, sono qui presentate alcune considerazioni inerenti al rapporto tra la ricerca dialettologica e il territorio.
We present here some considerations about the relation between the dialectological research and the investigated territory, starting from the illustration of principles and methods gained throughout the experience of certain geolinguistic ventures (Atlante Linguistico Italiano, Atlante Toponomastico del Piemonte Montano e Piccolo Atlante dei Walser Meridionali).
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Il saggio prende in esame alcuni testi che vedono protagonista la figura di Giacomo Leopardi e che trasformano il poeta in un personaggio letterario, ai confini tra vero storico e invenzione romanzesca. Le rivisitazioni affondano le proprie radici nella vita e nell’opera leopardiana, che diventano punto di partenza di biografie narrative e fiction letterarie. La figura di Leopardi si rivela dunque permeabile alle più svariate possibilità di ricezione che fanno del poeta un personaggio da cui biografi e scrittori possono attingere di volta in volta spunti per rielaborazioni sempre nuove, in base alle proprie scelte di interpretazione e di metodo. Leopardi si offre così all’immaginario contemporaneo, facendosi terreno di riscrittura e sperimentazione.
This paper analyses works in which Giacomo Leopardi is transformed into a literary character on the border of history and fiction. The interpretation of the life and work of Leopardi becomes the starting point of literary fiction and narrative biography. The reception of the figure of Leopardi is susceptible to subjectivity; biographers and writers can draw inspiration for novel manifestations of the poet, based on the way they choose to represent him and tell his story. Therefore, Leopardi becomes a rewriting and testing ground for the contemporary literary imagination.
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Il contributo si propone di cogliere la continua interazione tra antichità e contemporaneità data dal collegamento tra una disciplina come l’Epigrafia latina e le più moderne risorse tecnologiche disponibili in rete. I database epigrafici online, infatti, rappresentano uno strumento molto utile per l’epigrafista, in quanto permettono di ottenere tutte le informazioni necessarie all’analisi delle iscrizioni, dalle descrizioni e dalle riproduzioni – fotografiche e non – dei monumenti su cui esse sono scolpite, al commento dei testi, ai rimandi bibliografici, agevolando ed accelerando la ricerca. Nel corso del contributo, dunque, si passeranno in rassegna tre tra i database epigrafici utilizzati più frequentemente, EDH – Epigraphische Datenbank Heidelberg, EDR – Epigraphic Database Roma e l’Epigraphik-Datenbank Clauss – Slaby, descrivendone la struttura, le aree d’interesse e le tipologie di iscrizioni reperibili in essi. Dopo la presentazione dei singoli database si procederà, quindi, ad un confronto tra essi, in modo tale da coglierne analogie e differenze, punti di forza e di debolezza, e da individuare quale sia il più adatto a seconda del tipo di ricerca che si desidera svolgere.
The paper has the aim to catch the continuous interaction between antiquity and contemporaneity given by the link between a discipline such as Latin Epigraphy and the latest technological resources available online. Epigraphic online databases, indeed, are a very useful instrument for the epigraphist, because they allow to obtain all the information necessary to the analysis of the inscriptions, from the descriptions and the reproductions – both photographic and not – of the monuments on which they are engraved, to the analysis of the texts, to the bibliographical references, making the research easier and faster. So, this paper will deal with three of the most frequently used epigraphic databases, EDH – Epigraphische Datenbank Heidelberg, EDR – Epigraphic Database Roma and Epigraphik-Datenbank Clauss – Slaby, by describing their structure, areas of interest and the kind of inscriptions that can be found in them. After the presentation of each single database, a comparison between them will be done, so that it will be possible to find similarities and differences, strengths and weaknesses, and to identify which of them is the most suitable to the piece of research that we want to carry out.
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A partire dalle soglie della Modernità una serie di rotture nel tradizionale assetto dei saperi occidentali ha avuto come conseguenza la parcellizzazione di tali saperi in una molteplicità di discipline accademiche specializzate. È possibile considerare tale diversificazione come il prodotto di un cambiamento epistemologico e di un mutamento nella divisione del lavoro intellettuale. Di qui l’interdisciplinarità, unitamente al più recente concetto di transdisciplinarità, può risultare un coerente tentativo non tanto di reinstaurare un ordine scomparso, quanto di produrre una proficua collaborazione ed integrazione tra le diverse discipline che tenga conto della loro specificità. Una simile possibilità emergeva già fra le righe del maggiore studio foucaultiano sull’organizzazione del sapere, Le parole e le cose, nel quale si apriva uno spazio di indefinizione tra le griglie dei saperi, e dunque un possibile luogo di connessione tra di essi. Ma, quali nuovi orizzonti di senso dischiude questo nuovo approccio e su quali sfondi teorici è possibile produrre un dialogo tra i saperi? A questo proposito, la cresciuta attenzione verso la problematica della comunicazione tra aree della conoscenza è testimoniata dalla nascita, negli ultimi decenni, di riflessioni orientate alla problematizzazione del dialogo tra i diversi campi di ricerca.
At the threshold of Modern Age a series of paradigm shifts in Western thought caused its fragmentation into a variety of academic subdisciplines. It is possible to consider this diversification in terms of epistemological shifts, as well as changes in the division of intellectual labor. It will be argued that interdisciplinarity, together with the more recent concept of transdisciplinarity, can be seen as a coherent attempt not so much to reassemble the fragmented structure into a whole, as to create a fruitful collaboration and integration among different disciplines that takes into account their individual characters. This possibility finds its purchase in M. Foucault’s seminal work on the organization of knowledge, The Order of Things, which hinted at the existence of gaps in the grid of knowledge, leading, as a result, to the possibility of building transdisciplinary connections. Which semantic horizons can this new approach open and on which theoretical foundations could a dialogue between disciplines be produced? The growing importance of this problem is evidenced by the emergence, during the last decades, of philosophical reflections on the interactions among different research fields.
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L’articolo prende in esame le trasformazioni della filologia d’autore occorse con il passaggio al digitale, e presenta alcuni progetti multidisciplinare in cui lo studio delle varianti d’autore è stato trattato con l’ausilio di discipline scientifiche e di nuove tecnologie, dall’uso delle piattaforme WIKI, adottate per edizioni critiche partecipative e scientificamente condivise, alle analisi matematiche che hanno portato a nuove acquisizioni sulla autorialità dei testi, all’applicazione di strumenti di imaging della spettrometria e del terahertz a manoscritti e postillati antichi e moderni.
Authorial philology has passed through deep trasformations during the passage to digital environment. This paper deals with some of them, and shows some multidisciplinary projects in which the study of authors corrections has been studied with the aid of scientific disciplines and new technologies. Some case-studies can offer a panorama of these changes, from WIKI platforms, adopted for scholarly collaborative and crowdsourced editions, to algorithms that led to a new acquisitions on authorship, to the application of spectroscopic imaging and terahertz to ancient and modern manuscripts and marginalia.
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1. La società antica si basava su un sistema produttivo e utilizzava degli schemi economici del tutto differenti dai nostri. Cosa possono insegnare i classici agli imprenditori di oggi?
Intervistato da Walter Isaacson, Steve Jobs una volta disse «Ho sempre pensato di essere un bambino a cui piaceva l’elettronica. Poi ho letto un pensiero di Edwin Land, di Polaroid, sull’importanza di essere individui sospesi tra la disciplina umanistica e quella scientifica: lì ho capito chi sarei diventato». Essere imprenditori al giorno d’oggi, in un mondo così complesso, richiede moltissime competenze. Serve coraggio, inventiva, ma soprattutto un legame con le nostre radici. La più grande eredità del passato consiste in quella che veniva chiamata forma mentis: uno stato mentale analitico ed elastico al tempo stesso che permetta di cogliere le caledoiscopiche sfaccettature dell’essere umano.
Com’è percepito l’antico negli anni dei social network? Qual è il suo ruolo, in una società dove i punti di riferimento sono molteplici, e più immaginari si presentano in concorrenza col classico a disputarne il primato? E quale è e potrà essere il ruolo della scuola nella trasmissione del passato? Più di venti studiosi ne discuteranno il 9 e il 10 giugno nelle tre sedi di Milano Statale, Milano Cattolica, Pavia. Relazioni e comunicazioni spazieranno dalle forme di comunicazione del classico, alla fortuna nei generi moderni – dal romanzo al fumetto -, alla presenza del latino in culture lontane, alle nuove frontiere della didattica dell’antico.
7 maggio 2016 – Palermo – Palazzo Chiaramonte Steri
Le pratiche della pace. ore 9,30 – Tavola rotonda
interventi previsti di:
– Fabrizio Micari, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo – Franco Lo Piparo Università degli Studi di Palermo – Vincenzo Militello, Università degli Studi di Palermo – Laura Auteri, Università degli Studi di Palermo – Francesco Macaluso, Imam di Palermo – Adham Darawsha, Presidente della Consulta delle Culture del Comune di Palermo – Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo – Leoluca Orlando, Sindaco della Città di Palermo – Rosario Crocetta, Presidente della Regione Sicilia
Coordina Leonardo Samonà, Università degli Studi di Palermo
6 maggio 2016 – Palermo – Palazzo Chiaramonte Steri
Sessione mattutina
prima parte
seconda parte
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Sessione pomeridiana
prima parte
seconda parte
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SERATA La Pentesilea di Heinrich von Kleist, atto finale. Reading di Micaela Esdra; Viviana Caiolo, violoncello
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