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ClassicoContemporaneo.eu
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Autore: Vincenzo Patricolo (a cura di)

Migrazioni e Università. Per una Carta degli officia. Quel che è giusto fare – Come è giusto fare

Convegno, Palermo, 16 e 17 ottobre 2025

La storia dell’uomo è caratterizzata sin dalle sue origini dalla mobilità e dalle migrazioni, determinate da guerre e carestie o da desiderio di scoperta e di conquista; non sorprende perciò constatare che, se vi è un filo rosso che unisce l’antichità classica alla contemporaneità, questo sia senza dubbio il tema migratorio, la cui centralità è ampiamente attestata nella cultura e nella letteratura greca e latina, in particolare dalle narrazioni dei miti di fondazione. Né sorprende che nell’Eneide virgiliana, come pure nella storiografia latina, la fondazione di Roma abbia come premessa necessaria l’ibridazione di popolazioni dell’Oriente e dell’Occidente, frutto della mescolanza del sangue tra donne latine e uomini troiani che, a conclusione di due guerre terribili, dà vita a una gens destinata a governare l’intero orbe terraqueo.

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Conloquia absentium. Le intelligenze generative tra prassi didattica e filologia del possibile

 Abstract 

L’articolo presenta una sperimentazione sistematica nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata agli studi classici attraverso la creazione di chatbot che impersonano autori antichi. L’autore ha sviluppato sei GPT personalizzati (DemodoCHAT, ComiCHAT, CiceCHAT, CHATullus, VirGPT, SeneCHAT) addestrati sui corpora completi di Omero, Plauto, Cicerone, Catullo, Virgilio, Seneca.

La metodologia prevede test comparativi con prompt sia specifici (compatibili con l’ecosistema culturale dell’autore) sia anacronistici, per valutare le capacità di adattamento stilistico e contenutistico. L’analisi rivela performance differenziate: eccellenti risultati per la riproduzione lessicale e sintattica, criticità significative nella gestione metrica. Emerge una distinzione tra ‘genetica’ (base dati preesistente del LLM) ed ‘educazione’ (addestramento specifico), che spiega le diverse prestazioni tra diversi generi letterari.

La ricerca evidenzia potenzialità innovative per la didattica del latino e greco (apprendimento dialogico, esercizi di stile) e per la ricerca filologica (completamento di lacune testuali, attribuzione di opere, ricostruzioni congetturali). I chatbot dimostrano sorprendenti capacità metacognitive, riconoscendo i propri limiti simulativi e aprendo scenari inediti per quella che l’autore definisce ‘filologia del possibile’. Problemi rilevanti riguardano l’allineamento etico dei modelli contemporanei applicato a personaggi del passato con sistemi di valori distanti, questione che richiede calibrazioni specifiche per applicazioni scientifiche rigorose.

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Attraversare l’ignoto. Lo sguardo sul paesaggio nel viaggio romano, dall’Eneide al De reditu suo

 Abstract 

Il presente contributo propone un’analisi comparativa dell’Eneide di Virgilio e del De reditu suo di Rutilio Namaziano, adottando una metodologia interdisciplinare che integra l’approccio filologico con prospettive antropologiche e geocritiche. L’indagine si concentra sul ruolo del paesaggio come dispositivo narrativo e simbolico nella rappresentazione della mobilità, e sull’azione dello sguardo su di esso.

Nell’epica virgiliana, l’insieme delle terre esplorate si fa attore narrativo, che si configura come orizzonte percettivo e simbolico e partecipa del progetto politico-culturale di Roma, fungendo da proiezione del futuro. Per Rutilio il viaggio, dal tono elegiaco e disincantato, offre un punto di vista sui luoghi noti e familiari, segnati dalla perdita e dalla frammentazione. Entrambi i testi mettono in scena soggetti in transito, sospesi tra un’origine in crisi e un approdo incerto. La dimensione interstiziale diviene, così, spazio di trasformazione identitaria. In una prospettiva più ampia, il confronto fra i due poemi sollecita una riflessione sul significato del viaggio e del dislocamento, offrendo categorie interpretative che si prestano anche alla riflessione sulle attuali dinamiche migratorie.

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Presentazione nuova sezione: “Titubanti Testi”

Responsabile: Marco Formisano, Università di Gent

La sezione Titubanti Testi accoglie articoli scritti da due autori, di preferenza afferenti ad ambiti disciplinari o professionali diversi e secondo le modalità che loro stessi vorranno darsi, in una oppure in due lingue diverse, evitando un eccessivo apparato erudito nelle note a piè di pagina nonché lunghi riferimenti bibliografici. Gli articoli non sono scritti a quattro mani, non sono cioè concepiti di concerto: ogni autore ha composto la propria parte senza consultarsi con l’altro, favorendo così la disgiunzione piuttosto che l’usuale armonizzazione dei punti di vista. Lo scopo principale è di mettere a confronto in un unico saggio letture, metodi ermeneutici, prospettive disciplinari, linguaggi critici, stili intellettuali e di ricerca diversi tra di loro, persino contrastanti, sulla base della discussione di un testo antico, greco o latino, o anche di un testo più recente che rientri in qualche modo nella tradizione classica, in costante dialogo con la contemporaneità. Il testo, antico o moderno, potrà essere proposto dai due autori stessi o su invito degli editori della rivista.

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Dentro e oltre il canone: per il latino come lingua della cultura

Abstract 

This issue concerns some readings, which could be proposed in the high schools (especially in Italy, for students attending ‘liceo scientifico’). They are finalised to underline the role played by Latin language in the historical building of scientific knowledges and as a language of culture alongside the centuries included between the XIII and XIX century.


L’articolo concerne alcune letture che potrebbe essere proposte nella scuola superiore (specialmente in Italia per studenti che frequentino il liceo scientifico). Esse servono a evidenziare l’importanza della lingua latina come lingua della cultura nei secoli compresi tra il XIII e il XIX e, quindi, come presupposto per la costruzione dei saperi tecnico-scientifici dei discenti. 

 

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Latino a fumetti: una proposta

Abstract 

La mia proposta consiste nel ridurre a fumetto testi d’autore latini da proporre a scuola: è necessario presentare quanto prima testi originali per portare gli studenti a impadronirsi progressivamente dell’usus scribendi degli autori e acquisire familiarità con la cultura e il modo di pensare latini. In questa direzione non è da trascurare l’aiuto che, nella fase di comprensione, la riduzione a fumetto può portare alla lettura dei testi d’autore in lingua originale. Allo scopo ho progettato un tipo particolare di fumetto che sia in grado di semplificare visivamente la lettura, ovvero di cogliere e rappresentare l’essenzialità di ciò che il testo vuole comunicare. Non è scontato che un disegno di per sé semplifichi un testo narrativo: è necessario adottare inquadrature, tagli compositivi e stile grafico atti a perseguire l’obiettivo della semplificazione visiva. È su questa base che ho realizzato i fumetti di sei testi latini, ossia le egloghe 1 e 9 di Virgilio; le satire 1 e 9 del primo libro dei Sermones oraziani; le epistole 7, 27 e 9, 12 di Plinio il Giovane. Si tratta, come si vede, di testi molto dialogati, ma non teatrali, e di frequente fruizione nell’ambito della scuola.


My proposal is to turn original Latin texts into comic strips to be offered at school: it’s essential to present original texts as soon as possible in order to gradually help students learn the usus scribendi of the authors and become familiar with the culture and way of thinking of the ancient Romans. In this direction, the help that comic adaptation can offer in the comprehension phase should not be overlooked when reading original language texts. With this goal in mind, I have designed a particular type of comic strip that could visually simplify the reading, capture, and represent the essence of what the text wants to communicate. It is not obvious that a drawing by itself could simplify a narrative text: it is necessary to choose specific panel shots, compositional cuts, and graphic styles aimed at achieving the goal of visual simplification. Based on this concept, I have created comic strips for six Latin texts: Eclogues 1 and 9 by Virgil; Satires 1 and 9 from the first book of Horace’s Sermones; and Epistles 7, 27 and 9, 12 by Pliny the Younger. As can be noticed, these texts feature frequent dialogue, but they are not theatrical texts, and are commonly used in schools.

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L’“approccio globale” cinquant’anni dopo

Abstract 

Francesco Della Corte (1913-1991), professore di letteratura latina all’Università di Genova per un quarantennio, dedicò un costante interesse alla didattica del latino, sia a livello universitario sia scolastico: alcuni suoi manuali vennero ristampati e spesso aggiornati per un trentennio. Un testo di particolare rilevanza metodologica è il saggio L’approccio globale con i classici, pubblicato nel 1978. Della Corte propone un approccio da lui definito “olistico” allo studio delle lingue cosiddette “classiche”, un concetto che richiama l’approccio del Boeckh e, in linguistica, quello di Othmar Spann. Benché Della Corte fosse ancora legato a una concezione classicistica, le sue aperture verso il latino medievale e il chiaro superamento del “modello colonialista”, lucidamente individuato nel saggio di quasi mezzo secolo fa, sono intuizioni forti, ancora costitutive in una seria riflessione sull’insegnamento del latino.


Francesco Della Corte (1913-1991), Professor of Latin Literature at the University of Genoa for almost forty years, took a constant and keen interest in the teaching of Latin, both at university and at school: some of his textbooks have been reprinted and often updated for thirty years. A text of particular methodological importance is the essay L’approccio globale con i classici, published in 1978. Della Corte proposed what he called a “holistic” perspective to the study of the so-called “classical” languages, a concept that recalls the approach of Boeckh and, in linguistics, that of Othmar Spann. Although Della Corte was still bound to a classicist conception, his openness to medieval Latin and the clear overcoming of the “colonialist model”, clearly identified in this essay, written almost half a century ago, are strong intuitions that are still constitutive for a serious reflection on the teaching of Latin. 

 

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Il latino nell’italiano d’oggi

Abstract 

 Nel saggio si passano in rassegna i principali tratti sintattici e lessicali che la lingua italiana ha ereditato dal latino e che si conservano grazie alla tradizione letteraria e alla scuola. Per quanto riguarda le costruzioni sintattiche e l’ordine delle parole, si distingue fra i latinismi della lingua letteraria e i tratti sintattici assimilati dalla lingua d’uso e non più riconosciuti come tali. Per quanto riguarda il lessico, si analizzano tratti caratteristici dei vari ambiti della vita quotidiana, compreso il cinema e la pubblicità.


The essay reviews the main syntactic and lexical features that the Italian language has inherited from Latin and that are preserved through literary tradition and the education system. Regarding syntactic constructions and word order, a distinction is made between the Latinisms of literary language and the syntactic features assimilated into the spoken language and no longer recognized as Latinisms. Regarding the lexicon, characteristic features of various aspects of daily life, including youth language, cinema, and advertising, are analysed.

 

 

 

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Intelligenza artificiale e ricerca nell’antichistica: un cantiere aperto

Abstract 

Il contributo prende in esame alcune questioni legate al rapporto tra intelligenza artificiale generativa e ricerca in campo antichistico, soprattutto negli ambiti della filologia digitale, della traduzione, dell’analisi di testo e della storia dell’IA, operando soprattutto un’analisi di Chat GPT e di DALL-E. Da questa ricerca si deduce come l’IA richieda ancora un forte investimento in termini di addestramento specifico per risultare utile.


The contribution examines some issues related to the relationship between generative artificial intelligence and research in the domain of antiquity, especially in the fields of digital philology, translation, text analysis and the history of AI, mainly conducting an analysis of Chat GPT and DALL-E. This research shows how AI still requires a strong investment in terms of specific training in order to be useful.

 

 

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Dalla retorica alle neuroscienze: leggere le Catilinarie con gli strumenti delle scienze cognitive

Abstract 

Il contributo propone un’analisi interdisciplinare delle Catilinarie di Cicerone mediante l’impiego degli strumenti delle scienze cognitive e delle neuroscienze retoriche. L’indagine si concentra sull’identificazione e sull’interpretazione dei bias cognitivi – quali l’availability heuristic, l’attentional bias, la recency illusion e il mere exposure effect – utilizzati dall’oratore per modellare la percezione degli ascoltatori e orientare l’opinione contro la congiura di Catilina. La metodologia adottata prevede un’analisi testuale sistematica integrata con riferimenti a modelli teorici della psicologia cognitiva e dati neuroscientifici, al fine di evidenziare le strategie persuasive operanti in contesti retorici complessi. Le conclusioni indicano che le tecniche retoriche di Cicerone sono strutturate per attivare specifici meccanismi cognitivi, similmente ai processi identificati nelle ricerche moderne, e contribuiscono in maniera determinante alla formazione del consenso politico e alla mobilitazione emotiva dell’audience. In un’epoca in cui la comunicazione digitale sfrutta strategie persuasive analoghe a quelle antiche, il caso delle Catilinarie offre uno spaccato sulle basi cognitive della propaganda, utile anche per comprendere i nuovi media.


This article offers an interdisciplinary analysis of Cicero’s Catilinarian Orations through the lens of cognitive science and rhetorical neuroscience. The investigation focuses on identifying and interpreting various cognitive biases — such as the availability heuristic, attentional bias, recency illusion, and mere exposure effect — which Cicero employs to shape his audience’s perception and steer public opinion against Catiline’s conspiracy. The adopted methodology combines a systematic textual examination with references to theoretical models in cognitive psychology and neuroscientific data, aiming to highlight the persuasive strategies at play in these complex rhetorical contexts. The findings suggest that Cicero’s rhetorical techniques are designed to activate specific cognitive mechanisms, in close alignment with those identified in modern research, and play a decisive role in shaping political consensus and eliciting the audience’s emotional engagement. In an age when digital communication employs persuasive strategies akin to those of antiquity, the case of the Catilinarian Orations provides insight into the cognitive underpinnings of propaganda, which is invaluable for understanding modern media. 

 

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