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ClassicoContemporaneo.eu
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Autore: Vincenzo Patricolo (a cura di)

L’Umanesimo di fronte alla schiavitù. I capitoli de servitute del De obedientia di Giovanni Pontano. Saggio di edizione con commento.

Abstract

Nel Quattrocento europeo, alla vigilia della scoperta delle Americhe, il commercio di schiavi era tra i più redditizi e diffusi, e Napoli, uno dei porti più dinamici del Mediterraneo, non faceva eccezione. In questo contesto si sviluppa una riflessione intellettuale riguardante la condizione dello schiavo e il dibattito sulla liceità della schiavitù, sia a livello filosofico e teologico che nell’ambito della trattatistica umanistica. Il De obedientia di Giovanni Pontano (1470) dedica a questo dibattito i capitoli finale del III libro. Questo contributo offre un saggio di edizione e commento di questi passi.


In fifteenth-century Europe, on the eve of the discovery of the Americas, the slave trade was among the most profitable and widespread forms of commerce, and Naples—one of the most dynamic ports of the Mediterranean—was no exception. Within this context, an intellectual reflection on the condition of the slave emerged, along with a debate on the legitimacy of slavery, conducted at both the philosophical and theological levels as well as within humanist treatise literature. Giovanni Pontano’s De obedientia (1470) devotes the final chapters of Book III to this debate. This article offers a critical edition and commentary of these passages.

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Der Umgang mit Flüchtlingen zwischen Moral, Religion und Recht: zu den Reden des Ilioneus in Aen. 1, 539-43 und 7, 228-30

Abstract

Le scene di rifiuto e accoglienza dei migranti nell’Eneide virgiliana offrono molti spunti di riflessione morale, sacrale e giuridica. Il contributo si concentra su due casi di studio: da un lato, l’episodio in cui Ilioneo critica il comportamento dei Cartaginesi, colpevoli di aver negato ai naufraghi troiani l’accesso alla costa nordafricana (Aen. 1, 539-43); dall’altro il discorso con cui Ilioneo chiede a Latino una terra in cui i Troiani possano fondare una nuova patria (Aen. 7, 228-30). Il confronto tra questi due episodi – anche alla luce dei commenti di Servio e T. Claudio Donato – mostra il complesso equilibrio tra morale, religione e diritto che caratterizza il rapporto con lo straniero nell’Eneide.


The scenes of rejection and acceptance of migrants in Vergil’s Aeneid offer several moral, religious, and legal insights. This paper focuses on two case studies: first, the episode in which Ilioneus criticises the Carthaginians for denying the shipwrecked Trojans access to the coast of North Africa (Aen. 1, 539-43); second, Ilioneus’ request to Latinus for a land where the Trojans can establish a new homeland (Aen. 7, 228-30). A comparison between these two episodes – also in the light of the commentaries of Servius and T. Claudius Donatus – reveals the intricate and delicate balance between morality, religion, and law that governs the interactions with foreigners in the Aeneid.

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Ἔξω τείχους. Liminalità, cronotopo e intratestualità nel prologo del Fedro

 Abstract 

Il Fedro di Platone è l’unico dialogo platonico in cui Socrate è rappresentato al di fuori del contesto urbano. Si può dimostrare la rilevanza di questa ambientazione applicando alla lettura del prologo alcuni concetti fondamentali di filosofia dello spazio e di critica letteraria contemporanea. Per esempio, la menzione da parte di Fedro di uno spazio liminale come le mura della città dimostra che campagna e ambiente cittadino stabiliscono un rapporto al contempo di contrapposizione e di reciproca definizione. Con il prologo, inoltre, sono impostate le linee espressive, lessicali e tematiche a cui si attiene lo sviluppo intratestuale dell’intero dialogo: a questo scopo, il testo platonico valorizza diversi elementi, appartenenti sia all’ambiente naturale dell’Ilisso sia alla digressione mitologica riguardante Orizia e Borea, che può essere efficacemente considerata alla luce del concetto di cronotopo.

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Temi e motivi di Roma antica al servizio di Napoleone: appunti sulla Colonna Vendôme

 Abstract 

Colonne di dimensioni grandiose sono state utilizzate a più riprese in età moderna come monumenti celebrativi, traendo spunto dalle colonne coclidi di Roma, in particolare dalla Colonna Traiana. La più sensazionale di tutte è ancora oggi la Colonna Vendôme a Parigi, che fu eretta per volere di Napoleone Bonaparte al fine di commemorare la sua guerra vittoriosa contro la Terza Coalizione, conclusasi con la leggendaria battaglia di Austerlitz (1805).

Questa straordinaria iniziativa si proponeva come una diretta imitazione del modello traianeo, di cui riprendeva non soltanto le proporzioni, ma anche l’idea del fregio spiraliforme che ne avvolge il fusto, illustrando con ordine le imprese belliche che avevano motivato l’innalzamento di un’opera tanto imponente. L’epoca, i personaggi e le modalità della guerra erano ovviamente del tutto differenti, però non pochi spunti tematici e schemi iconografici furono mutuati dal prototipo, e anche da qualche altro monumento di Roma antica, con lo scopo di suggerire l’assimilazione di Napoleone a Traiano, un grande comandante militare e uno dei maggiori imperatori romani.

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Migrazioni e Università. Per una Carta degli officia. Quel che è giusto fare – Come è giusto fare

Convegno, Palermo, 16 e 17 ottobre 2025

La storia dell’uomo è caratterizzata sin dalle sue origini dalla mobilità e dalle migrazioni, determinate da guerre e carestie o da desiderio di scoperta e di conquista; non sorprende perciò constatare che, se vi è un filo rosso che unisce l’antichità classica alla contemporaneità, questo sia senza dubbio il tema migratorio, la cui centralità è ampiamente attestata nella cultura e nella letteratura greca e latina, in particolare dalle narrazioni dei miti di fondazione. Né sorprende che nell’Eneide virgiliana, come pure nella storiografia latina, la fondazione di Roma abbia come premessa necessaria l’ibridazione di popolazioni dell’Oriente e dell’Occidente, frutto della mescolanza del sangue tra donne latine e uomini troiani che, a conclusione di due guerre terribili, dà vita a una gens destinata a governare l’intero orbe terraqueo.

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Conloquia absentium. Le intelligenze generative tra prassi didattica e filologia del possibile

 Abstract 

L’articolo presenta una sperimentazione sistematica nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata agli studi classici attraverso la creazione di chatbot che impersonano autori antichi. L’autore ha sviluppato sei GPT personalizzati (DemodoCHAT, ComiCHAT, CiceCHAT, CHATullus, VirGPT, SeneCHAT) addestrati sui corpora completi di Omero, Plauto, Cicerone, Catullo, Virgilio, Seneca.

La metodologia prevede test comparativi con prompt sia specifici (compatibili con l’ecosistema culturale dell’autore) sia anacronistici, per valutare le capacità di adattamento stilistico e contenutistico. L’analisi rivela performance differenziate: eccellenti risultati per la riproduzione lessicale e sintattica, criticità significative nella gestione metrica. Emerge una distinzione tra ‘genetica’ (base dati preesistente del LLM) ed ‘educazione’ (addestramento specifico), che spiega le diverse prestazioni tra diversi generi letterari.

La ricerca evidenzia potenzialità innovative per la didattica del latino e greco (apprendimento dialogico, esercizi di stile) e per la ricerca filologica (completamento di lacune testuali, attribuzione di opere, ricostruzioni congetturali). I chatbot dimostrano sorprendenti capacità metacognitive, riconoscendo i propri limiti simulativi e aprendo scenari inediti per quella che l’autore definisce ‘filologia del possibile’. Problemi rilevanti riguardano l’allineamento etico dei modelli contemporanei applicato a personaggi del passato con sistemi di valori distanti, questione che richiede calibrazioni specifiche per applicazioni scientifiche rigorose.

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Attraversare l’ignoto. Lo sguardo sul paesaggio nel viaggio romano, dall’Eneide al De reditu suo

 Abstract 

Il presente contributo propone un’analisi comparativa dell’Eneide di Virgilio e del De reditu suo di Rutilio Namaziano, adottando una metodologia interdisciplinare che integra l’approccio filologico con prospettive antropologiche e geocritiche. L’indagine si concentra sul ruolo del paesaggio come dispositivo narrativo e simbolico nella rappresentazione della mobilità, e sull’azione dello sguardo su di esso.

Nell’epica virgiliana, l’insieme delle terre esplorate si fa attore narrativo, che si configura come orizzonte percettivo e simbolico e partecipa del progetto politico-culturale di Roma, fungendo da proiezione del futuro. Per Rutilio il viaggio, dal tono elegiaco e disincantato, offre un punto di vista sui luoghi noti e familiari, segnati dalla perdita e dalla frammentazione. Entrambi i testi mettono in scena soggetti in transito, sospesi tra un’origine in crisi e un approdo incerto. La dimensione interstiziale diviene, così, spazio di trasformazione identitaria. In una prospettiva più ampia, il confronto fra i due poemi sollecita una riflessione sul significato del viaggio e del dislocamento, offrendo categorie interpretative che si prestano anche alla riflessione sulle attuali dinamiche migratorie.

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Presentazione nuova sezione: “Titubanti Testi”

Responsabile: Marco Formisano, Università di Gent

La sezione Titubanti Testi accoglie articoli scritti da due autori, di preferenza afferenti ad ambiti disciplinari o professionali diversi e secondo le modalità che loro stessi vorranno darsi, in una oppure in due lingue diverse, evitando un eccessivo apparato erudito nelle note a piè di pagina nonché lunghi riferimenti bibliografici. Gli articoli non sono scritti a quattro mani, non sono cioè concepiti di concerto: ogni autore ha composto la propria parte senza consultarsi con l’altro, favorendo così la disgiunzione piuttosto che l’usuale armonizzazione dei punti di vista. Lo scopo principale è di mettere a confronto in un unico saggio letture, metodi ermeneutici, prospettive disciplinari, linguaggi critici, stili intellettuali e di ricerca diversi tra di loro, persino contrastanti, sulla base della discussione di un testo antico, greco o latino, o anche di un testo più recente che rientri in qualche modo nella tradizione classica, in costante dialogo con la contemporaneità. Il testo, antico o moderno, potrà essere proposto dai due autori stessi o su invito degli editori della rivista.

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Nuovi OSA per il Liceo Linguistico: multidisciplinarità e interculturalità alla luce della raccomandazione Europea del 28.11.22

Abstract 

È inevitabile rimettere mano agli OSA del 2010 dei differenti licei, come giustamente sta facendo il ministro dell’Istruzione Valditara, in una società in continuo mutamento socio-culturale, dopo il grave colpo inferto alle competenze dalla pandemia e dopo l’esperienza della DaD. Per riformarli è necessario tenere in considerazione le differenti raccomandazioni europee apparse negli ultimi anni, sia quella relativa alle competenze di base per il lifelong learning (22.05.2018), sia quella da cui è emersa la cosiddetta “didattica orientativa” (28.11.2022). Nell’articolo si ipotizzano alcune strategie per ottimizzare lo studio del latino in un liceo linguistico, prevedendo obiettivi linguistici ridotti ma misurabili e competenze sulla letteratura e sulla civiltà che passino attraverso lo studio accurato e razionale del lessico ed un approccio multidisciplinare.

Parole chiave: didattica del latino; competenze di lingua latina, obiettivi specifici di apprendimento; multidisciplinarità.


It is inevitable to revise the 2010 specific learning targets of the different high schools, as Education Minister Valditara is rightly doing in his efforts, in a society undergoing constant socio-cultural change, following the serious blow to skills caused by the pandemic and the experience of distance teaching. To reform these targets, it is necessary to take into account the various European recommendations that have emerged in recent years, both the one on promoting common values, inclusive education, and the European dimension of teaching of 22 May 2018 and the one on Pathway to School Success and replacing the Council Recommendation of 28 June 2011 on policies to reduce early school leaving. In this article, some proposed strategies are outlined to optimize the study of Latin in a high school focused on languages, aiming for reduced but measurable linguistic objectives and competencies in literature and civilization through an accurate and rational study of vocabulary and a multidisciplinary approach.

Keyword: Teaching of Latin; Latin language skills; specific learning targets; multidisciplinarity. 

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