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ClassicoContemporaneo.eu
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Autore: Vincenzo Patricolo (a cura di)

Mai dire ‘sponsors’. Fortuna del latino nella comunicazione pubblicitaria

Abstract 

L’articolo esamina l’influenza della lingua latina nell’ambito, spesso sottovalutato, della comunicazione pubblicitaria, in cui, in Italia e non solo, dal XIX secolo fino ai giorni nostri, esso ha esercitato ed esercita un impatto significativo. Attraverso molteplici esempi di marchi e slogan, si indagano i meccanismi linguistici che consentono al latino di conferire prestigio e autorevolezza ai prodotti pubblicizzati e di rappresentare un potente strumento di persuasione, anche laddove impiegato, da solo o attraverso contaminazione con altre lingue, in maniera ironica e creativa, in un pastiche, variamente definito come “latinorum”, “latino maccheronico”, “latinesco”, “pseudo-latino” o, più efficacemente, seguendo Marcello Marchesi, “neon-latino”. L’indagine, condotta su un significativo campione di casi, mostra che, nonostante la crescente innovazione del marketing, la lingua latina resta uno strumento fondamentale nel costruire e consolidare l’identità di un prodotto, sia a livello locale che internazionale.


The article examines the influence of the Latin language in the often underestimated field of advertising communication, in which, in Italy and beyond, it has had and continues to have a significant impact from the 19th century to the present day. Through numerous examples of brands and slogans, the linguistic mechanisms are explored by which Latin seems to confer prestige and authority to the advertised products, constituting a powerful tool of persuasion. This is true even when employed – either alone or in combination with other languages – in an ironic and creative way, in a pastiche, variously referred to as “latinorum,” “macaronic Latin,” “latinesque,” “pseudo-Latin,” or, more effectively, following Marcello Marchesi, “neon-Latin”. The study, conducted on a significant sample of cases, shows that despite the increasing innovation in marketing, Latin remains a fundamental tool in building and consolidating the identity of a product, both locally and internationally.

 

 

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L’“approccio globale” cinquant’anni dopo

Abstract 

Francesco Della Corte (1913-1991), professore di letteratura latina all’Università di Genova per un quarantennio, dedicò un costante interesse alla didattica del latino, sia a livello universitario sia scolastico: alcuni suoi manuali vennero ristampati e spesso aggiornati per un trentennio. Un testo di particolare rilevanza metodologica è il saggio L’approccio globale con i classici, pubblicato nel 1978. Della Corte propone un approccio da lui definito “olistico” allo studio delle lingue cosiddette “classiche”, un concetto che richiama l’approccio del Boeckh e, in linguistica, quello di Othmar Spann. Benché Della Corte fosse ancora legato a una concezione classicistica, le sue aperture verso il latino medievale e il chiaro superamento del “modello colonialista”, lucidamente individuato nel saggio di quasi mezzo secolo fa, sono intuizioni forti, ancora costitutive in una seria riflessione sull’insegnamento del latino.


Francesco Della Corte (1913-1991), Professor of Latin Literature at the University of Genoa for almost forty years, took a constant and keen interest in the teaching of Latin, both at university and at school: some of his textbooks have been reprinted and often updated for thirty years. A text of particular methodological importance is the essay L’approccio globale con i classici, published in 1978. Della Corte proposed what he called a “holistic” perspective to the study of the so-called “classical” languages, a concept that recalls the approach of Boeckh and, in linguistics, that of Othmar Spann. Although Della Corte was still bound to a classicist conception, his openness to medieval Latin and the clear overcoming of the “colonialist model”, clearly identified in this essay, written almost half a century ago, are strong intuitions that are still constitutive for a serious reflection on the teaching of Latin. 

 

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Ercole: mito e forme artistiche di un supereroe

Abstract 

Nei secoli la figura di Eracle o Ercole conosce grande fortuna, perché incarna i concetti di forza, coraggio e astuzia, che hanno travalicato l’ambito mitologico. Detti aspetti diventano chiavi interpretative impiegate dagli artisti della classicità, accolte e rilette nel medioevo e celebrate in età moderna fino a tornare, in forme rinnovate, nella contemporaneità. Ciò è stato possibile perché il figlio di Zeus porta su di sé le attese dell’umanità e la volontà di riscatto dei limiti imposti dalla natura e dagli dèi. Il rimando biblico a Sansone, alla forza come virtù cardinale nell’etica cristiana o alle fatiche come momenti del cammino di ascesi spirituale – riscontrabile nelle costruzioni agiografiche medievali e moderne – restituisce aspetti di un modello ideale che, per la sua trasversale universalità, si rinnova nel tempo, identificando figure di spicco, famiglie nobiliari e città. Ripercorrerne i momenti salienti attraverso le forme artistiche, dall’antichità a oggi, dà conto di un mito che regge l’usura del tempo.


Over the centuries, the figure of Heracles or Hercules has enjoyed great fortune because it embodies the concepts of strength, courage and cunning, which have transcended the realm of mythology. These aspects become interpretative keys used by classical artists, welcomed and reinterpreted in the Middle Ages and celebrated in the modern age until they return, in renewed forms, to the contemporary age. This was possible because the son of Zeus carries upon himself the expectations of humanity and the desire to redeem the limits imposed by nature. The biblical reference to Samson, to strength as a cardinal virtue in Christian ethics or to hardships as moments in the path of spiritual asceticism – found in medieval and modern hagiographic constructions – returns aspects of an ideal model that, due to its transversal universality, is renewed over time, identifying prominent figures, noble families and cities. Retracing its salient moments through artistic forms, from antiquity to today, gives an account of a myth that withstands the wear and tear of time.

 

 

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Nuovi OSA per il Liceo Linguistico: multidisciplinarità e interculturalità alla luce della raccomandazione Europea del 28.11.22

Abstract 

È inevitabile rimettere mano agli OSA del 2010 dei differenti licei, come giustamente sta facendo il ministro dell’Istruzione Valditara, in una società in continuo mutamento socio-culturale, dopo il grave colpo inferto alle competenze dalla pandemia e dopo l’esperienza della DaD. Per riformarli è necessario tenere in considerazione le differenti raccomandazioni europee apparse negli ultimi anni, sia quella relativa alle competenze di base per il lifelong learning (22.05.2018), sia quella da cui è emersa la cosiddetta “didattica orientativa” (28.11.2022). Nell’articolo si ipotizzano alcune strategie per ottimizzare lo studio del latino in un liceo linguistico, prevedendo obiettivi linguistici ridotti ma misurabili e competenze sulla letteratura e sulla civiltà che passino attraverso lo studio accurato e razionale del lessico ed un approccio multidisciplinare.

Parole chiave: didattica del latino; competenze di lingua latina, obiettivi specifici di apprendimento; multidisciplinarità.


It is inevitable to revise the 2010 specific learning targets of the different high schools, as Education Minister Valditara is rightly doing in his efforts, in a society undergoing constant socio-cultural change, following the serious blow to skills caused by the pandemic and the experience of distance teaching. To reform these targets, it is necessary to take into account the various European recommendations that have emerged in recent years, both the one on promoting common values, inclusive education, and the European dimension of teaching of 22 May 2018 and the one on Pathway to School Success and replacing the Council Recommendation of 28 June 2011 on policies to reduce early school leaving. In this article, some proposed strategies are outlined to optimize the study of Latin in a high school focused on languages, aiming for reduced but measurable linguistic objectives and competencies in literature and civilization through an accurate and rational study of vocabulary and a multidisciplinary approach.

Keyword: Teaching of Latin; Latin language skills; specific learning targets; multidisciplinarity. 

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L’ecdotica digitale per il Lucullus ciceroniano

Abstract 

Il capitolo illustra le fasi della redazione di un’edizione critica digitale evidenziando il ruolo cruciale degli strumenti digitali. Si parte da un nuovo approccio alla collazione dei manoscritti, che integra un database per archiviare le lezioni e analizzarle preliminarmente. Grazie alle formule e ai filtri del foglio di calcolo, è possibile elaborare grandi quantità di dati per ottenere rapporti di filiazione tra i manoscritti per mezzo di calcoli statistici e orientare l’analisi filologica, finalizzata alla definizione dello stemma codicum. Questo metodo offre uno strumento accessibile, integrabile e potente per gestire e analizzare dati complessi. Successivamente, si approfondisce l’organizzazione dei dati per l’edizione critica digitale, illustrando il progetto PRIN RETI (Rendering TExts and Images). Si descrivono le modalità di marcatura in XML/TEI e l’uso di EVT, un software dedicato per la visualizzazione delle edizioni. Si illustrano le scelte fatte per classificare le varianti testuali, evidenziando le potenzialità e che gli strumenti digitali pongono alla filologia, con esempi pratici, al fine di mostrare come questi approcci innovativi possano contribuire alla ricerca filologica, fornendo soluzioni avanzate e flessibili.


This chapter illustrates the stages of the production of a digital critical edition, highlighting the crucial role of digital tools. We begin with a new approach to manuscript collation, integrating a database to collect, store, and analyse variants. Using the formulae and filters of a spreadsheet allows to process a substantial quantity of data and obtain the relationships between manuscripts by means of statistical calculations, which helps to target the philological study in order to define the stemma codicum. This method provides an accessible, powerful, and augmentable tool for handling and processing complex data. Subsequently, we expand on how data can be organized to produce a digital critical edition and illustrate the PRIN project RETI (REndering Texts and Images). We explain the use of markup with XML/TEI and EVT, a software for visualizing editions. We discuss the chosen methods to classify textual variants and underscore the potential that digital tools represent for philology, with practical examples, with the aim of showing how these innovative approaches may contribute to philological research, offering advanced and flexible solutions. 

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Dentro e oltre il canone: per il latino come lingua della cultura

Abstract 

This issue concerns some readings, which could be proposed in the high schools (especially in Italy, for students attending ‘liceo scientifico’). They are finalised to underline the role played by Latin language in the historical building of scientific knowledges and as a language of culture alongside the centuries included between the XIII and XIX century.


L’articolo concerne alcune letture che potrebbe essere proposte nella scuola superiore (specialmente in Italia per studenti che frequentino il liceo scientifico). Esse servono a evidenziare l’importanza della lingua latina come lingua della cultura nei secoli compresi tra il XIII e il XIX e, quindi, come presupposto per la costruzione dei saperi tecnico-scientifici dei discenti. 

 

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Il latino nell’italiano d’oggi

Abstract 

 Nel saggio si passano in rassegna i principali tratti sintattici e lessicali che la lingua italiana ha ereditato dal latino e che si conservano grazie alla tradizione letteraria e alla scuola. Per quanto riguarda le costruzioni sintattiche e l’ordine delle parole, si distingue fra i latinismi della lingua letteraria e i tratti sintattici assimilati dalla lingua d’uso e non più riconosciuti come tali. Per quanto riguarda il lessico, si analizzano tratti caratteristici dei vari ambiti della vita quotidiana, compreso il cinema e la pubblicità.


The essay reviews the main syntactic and lexical features that the Italian language has inherited from Latin and that are preserved through literary tradition and the education system. Regarding syntactic constructions and word order, a distinction is made between the Latinisms of literary language and the syntactic features assimilated into the spoken language and no longer recognized as Latinisms. Regarding the lexicon, characteristic features of various aspects of daily life, including youth language, cinema, and advertising, are analysed.

 

 

 

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Nuove prospettive sull’edizione dei testi frammentari (con particolare riguardo all’ars grammatica)

Abstract 

In questo contributo si affrontano i problemi teorici posti dall’edizione dei testi frammentari, alla luce delle più recenti acquisizioni della linguistica testuale e della filosofia del linguaggio in materia di citazioni e discorso riportato, senza trascurare l’apporto delle nuove tecnologie. L’esemplificazione è principalmente tratta da fonti di carattere grammaticale.


This paper addresses the theoretical issues involved in editing fragmentary texts, drawing on recent developments in textual linguistics and the philosophy of language – particularly regarding quotation and reported speech – while also considering the role of new technologies. The examples are primarily drawn from grammatical sources. 

 

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Res novae? Immo novissimae. Ultime evoluzioni degli archivi digitali di poesia latina (MQDQ Galaxy)

Abstract 

Il contributo si propone di presentare e commentare le proposte per lo sviluppo e il futuro degli archivi digitali di poesia latina che vanno sotto il nome di MQDQ Galaxy di fronte alle sfide poste dall’era postdigitale: res novae e novissimae che disegnano una precisa idea di “innovazione” applicata allo studio filologico dei testi latini, dove si compenetrino tradizione e avanguardie tecnologiche.


This paper aims to present and discuss proposals for the development and future of the digital archives of Latin poetry known as the MQDQ Galaxy, considering the challenges posed by the post-digital era. These res novae and novissimae outline a specific vision of “innovation” as applied to the philological study of Latin texts, where tradition and technological advancements are integrated. 

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Correggere il mito: Gianni Rodari e i classici ne Il Libro degli errori

 Abstract 

L’opera di Gianni Rodari affronta spesso la sfida della riscrittura di fiabe tradizionali, di cui si vuole mettere alla prova la tenuta nel mondo contemporaneo. L’autore, infatti, si concentra spesso sui finali, che modifica per proporre conclusioni alternative, in linea con i modelli educativi che vuole suggerire e con la convinzione che gli stereotipi siano fatti per essere messi in discussione e rovesciati. Ne Il libro degli errori Rodari attinge per due volte al patrimonio culturale classico: i racconti Pigmalione e Il filo di Admeto costituiscono, rispettivamente, un rifacimento del racconto contenuto nelle Metamorfosi ovidiane e dell’Alcesti euripidea. La riscrittura rodariana è, in entrambi i casi, ironica: i finali dei due racconti sembrano rispondere alla necessità di correggere il mito, il cui ‘errore’ consiste nella mancata verosimiglianza della sua conclusione. L’autore riflette su due storie d’amore e, a un secondo livello di lettura adatto anche agli adulti, indica nella razionalizzazione delle vicende la strada corretta per inserirle all’interno del contesto sociale e culturale degli anni Sessanta: il mito viene così aggiornato e accolto nel mondo contemporaneo nella speranza di indicare la strada per aggiustarne qualche stortura.

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