L’articolo intende raccontare una esperienza didattica interdisciplinare recentemente condotta all’interno di due mie classi del Liceo Scientifico “Benedetto Croce” di Palermo – V N e III N – e che ha impegnato gli alunni nella traduzione dal latino di parte del II libro dell’Harmonices Mundi di Keplero. L’iniziativa era parte di un progetto multidisciplinare dedicato ai mosaici palermitani dal titolo «Forme e Colori della Matematica nella Palermo Felicissima e non solo» e ha preso concreta forma nella realizzazione di un sito web – http://artmatpalermo18.altervista.org/– creato dai nostri studenti e insignito del primo premio al concorso nazionale Archimede 2018 “Matematica è Cultura”.
The purpose of this article is to show the experience of an interdisciplinary learning which I recently conducted in two of my classes at the High School “Benedetto Croce” in Palermo. The students have translated from Latin into Italian part of the second book of Johannes Kepler’s HarmonicesMundi.Theinitiativewaspartofamultidisciplinary projectdedicated to the ancient mosaics of Palermo and titled «Shapes Colours of Math in Palermo» which also led to the creation of a website – http://artmatpalermo18.altervista.org– made by the students and placing first at the National Award Archimedes 2019 “Math is Culture”.
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Analisi del Male Sacro in una prospettiva pluridisciplinare e attraverso il metodo del Webquest e della condivisione dello studio su spazi di memorizzazione e produzione online (Google Drive). La classe – divisa in gruppi di lavoro – ha elaborato la traduzione in italiano, l’analisi grammaticale e il commento di alcuni passi del Male Sacro, scelti dalla docente di greco, evidenziandone il contenuto rivoluzionario e attuale e concentrandosi in particolare sullo sviluppo della patologia nell’embrione e nel bambino. In una seconda fase, sempre a partire da articolifornitidalle docentidibiologia e difilosofia,igruppidilavoro hanno studiato i principali aspetti psicanalitici, biologici e medici dell’epilessia alla luce della filosofia dell’esistenza e della attuale ricerca genetica e farmacologica. La classe ha, infine, incontrato un neuropsichiatra infantile sugli aspetti storici ma soprattutto genetici e terapeutici dell’epilessia. I testi studiati e gli appunti della conversazione con il medico sono confluiti in una dispensa, costantemente seguita e controllata dalle docenti, che è stata la base della presentazione in powerpoint prodotta interamente da due studentesse della classe per essere illustrata da altri due componenti della classe nel pomeriggio del Convegno “Memoria Scientiae 2019” dedicato alle buone pratiche idattiche1*. Tale dispensa, in fase di definizione, sarà presentata dalla classe agli Esami di Stato.
An analysis of De Morbo Sacro in a multidisciplinary perspective through the methodology of WebQuestandbysharingthestudyacrossspacesofmemorizationandonlineproduction (Google Drive). After being divided into groups, the class carried out an Italian translation, a grammatical analysis and a commentary of selected passages of De Morbo sacro chosen by the Greek teacher, highlighting its revolutionary and still relevant content, and focusing, in particular, on the development of the disease both in the embryo and the child. In a subsequent stage, starting again from a few articles provided by the biology teacher and the philosophy teacher, the groups studied the main psychoanalytical, biological and medical features of epilepsy in view of the philosophy of existence and current genetic and pharmacological research. Finally, the class met with an infant neuropsychiatrist talking on the historical but above all genetic and therapeutic aspects of epilepsy. The texts studied and the notes taken during the conversation with the doctor resulted in the production of a booklet, which was constantly monitored by the teachers. The booklet was the basis of a PowerPoint presentation entirely carried out by two students of the class in order for the ppt to be illustrated by another two students of the same class in the afternoon at the Conference “Memoria Scientiae 2019” devoted to good educational practices. The booklet, still in progress, will be presented by the class at the Esami di Stato (State Leaving Certification Exams).
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Il 31 gennaio di quest’anno è uscito nelle sale Il primo re, quarto lungometraggio del regista Matteo Rovere (classe 1982). Il film è incentrato sul mito della fondazione di Roma e racconta la vicenda di Romolo e Remo, fino al fatale fratricidio1.
Questa in breve la trama:
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Can Cicero’s De officiis be considered as an excuse for justifying and supporting the common idea that rights, aid and solidarity have been reserved only to those are “close” to us? In the current debate concerning the real universality and the value of human rights, the interpretation of the last work of Arpino’s author, framed in its historical and cultural context, may contribute to a fair restitution of the meaning we assume for the virtue named ratio societatis et communitatis.
Esperienze e proposte di didattica delle materie classiche seminario di aggiornamento e formazione
Palermo (Cantieri Culturali alla Zisa), 21-23 settembre 2017
Organizzato da: AMA – Antropologia del mondo antico; G.B.Palumbo & C. Editore; CIDI – Centro Iniziativa Democratica Insegnanti – Palermo; M.I.U.R.; Città di Palermo.
Come pensare la città antica a partire dalle nostre affollate realtà urbane? Uno sguardo a modelli, spazi e racconti intorno alle città e ai temi della cittadinanza, nella riflessione dei Greci e dei Romani, può contribuire ad avviare in classe percorsi curriculari significativi intorno all’idea di comunità e di condivisione dei beni.
Il seminario si articola in cinque sessioni, nelle quali i contributi di autorevoli studiosi del mondo classico si alternano al lavoro di ricerca nei laboratori, attraverso il dialogo costante tra relatori e docenti dei diversi indirizzi scolastici.
L’obiettivo, ambizioso ma necessario, è quello di rilanciare lo studio della civiltà classica a scuola a partire dalla città, avvalendosi anche delle più aggiornate risorse digitali.
Insegnare il mito. Per un rilancio della cultura classica
seminario di aggiornamento e formazione. Esperienze e proposte di didattica delle materie classiche
Palermo – Cantieri culturali alla Zisa dal 29 settembre 2016 al 1 ottobre 2016
“Servono” ancora i Greci e i Romani? Come costruire percorsi curriculari signi cativi intorno all’antichità (senza dimenticare la modernità)? Il seminario si articola in cinque sessioni, nelle quali i contributi di autorevoli studiosi del mondo classico si alternano al lavoro di ricerca nei laboratori, attraverso il dialogo costante tra relatori e docenti dei diversi indirizzi scolastici. L’obiettivo, ambizioso ma necessario, è quello di rilanciare lo studio della civiltà classica a scuola a partire dal mito, riserva di signicati e categoria interpretativa degli antichi, avvalendosi anche delle più aggiornate risorse digitali.
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giovedì 29 settembre 2016
Roberto Danese UNIVERSITÀ DI URBINO, CENTRO E ASSOCIAZIONE AMA Il mito fra noi. Dalla letteratura al cinema
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venerdì 30 settembre 2016
Saluti e presentazione delle attività a cura di Donatella Puliga UNIVERSITÀ DI SIENA, CENTRO E ASSOCIAZIONE AMA Valentina Chinnici PRESIDENTE CIDI PALERMO Mario Palumbo G.B. PALUMBO & C. EDITORE
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Maurizio Bettini UNIVERSITÀ DI SIENA, CENTRO E ASSOCIAZIONE AMA Il mito tra autorità e discredito
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Giusto Picone UNIVERSITÀ DI PALERMO Il mito sulla scena di Roma: la drammaturgia di Seneca
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Donatella Puliga UNIVERSITÀ DI SIENA, CENTRO E ASSOCIAZIONE AMA Miti del desiderio/desiderio di miti Apre i lavori Mariella Rinaudo LICEO UMBERTO I
IL TEATRO E LA CITTÀ – 53° ciclo di rappresentazioni classiche, Teatro greco di Siracusa
Sette Contro Tebe di Eschilo, regia di Marco Baliani, 6 maggio-24 giugno 2017
Fenicie di Euripide, regia di Valerio Binasco, 7 maggio-25 giugno 2017
Rane di Aristofane, regia di Giorgio Barberio Corsetti, 29 giugno-9 luglio 2017
La scorsa stagione siracusana di spettacoli classici ha segnato un nuovo record di presenze e di incassi, stando al comunicato ufficiale della Fondazione INDA (14 luglio 2017), per il secondo anno consecutivo e con un miglioramento ulteriore rispetto ai risultati già lusinghieri del 2016: oltre 140 mila spettatori, di cui 38 mila giovani, e un incremento del 18% dei ricavi (1). Nei giorni precedenti la stessa Fondazione aveva già emesso un trionfale comunicato relativo al bilancio 2016 (7 giugno 2017) e annunciato anche un’altra ambiziosa trilogia in programma per il 2018: Edipo a Colono di Sofocle, Eracle di Euripide, Cavalieri di Aristofane. Queste notizie, e gli spettacoli visti a Siracusa, offrono vari spunti per fare un bilancio di altro genere, artistico più che economico, sulla base dei dati forniti dalla Fondazione.
Una Alcesti di IV secolo d.C. al Teatro Arsenale di Milano
1. Luciano (II sec. d.C.) fu un brillante scrittore greco il cui nome è familiare agli studenti del ginnasio, dato che usò esemplarmente la lingua greca attica pur essendo originario di una città orientale, Samosata, sulle sponde dell’Eufrate (oggi in Turchia): nei suoi numerosi scritti si mostra curioso, attento e assai spesso satirico della inquieta epoca in cui si trovò a vivere. Della oscura vita di Luciano, che non vuole dire nulla di sé, possiamo supporre che fu piuttosto raminga e che lo portò, in difficoltosi viaggi, dall’Asia ad Atene a Roma.
Il genere fantascienza rappresenta un perfetto laboratorio per l’elaborazione di un’idea a livello di cultura di massa del rapporto fra uomo e scienza, fra società e progressi scientifici, oscillando fra i due poli di un rassicurante ottimismo e di una cupa sfiducia. In questo saggio presento alcune considerazioni su questo tema, elaborandolo sulla base di due categorie ideali dei movimenti di pensiero del novecento, il modernismo dell’inizio del secolo decimo nono e l’atteggiamento disilluso postmodernista. In particolare discuto come queste due categorie vengano declinate nel genere fantascientifico in termini di un uso del mito moderno alla Ulisse di Joyce o del recupero di miti antichi che riconducono alla visione “religiosa” del rapporto fra uomo e natura.
Recensione a cura di Domitilla Campanile e Rossana Valenti
Il tema del volume, e la circostanza che si tratta della prima ampia pubblicazione dedicata al rapporto tra fantascienza e tradizione classica, danno ragione della estesa Introduzione (pp. 1-24): vi compaiono interessanti questioni metodologiche, come quelle relative alla definizione stessa di Science Fiction, abbreviata in SF: i curatori comprendono, in maniera un po’ ambigua, sotto questa dizione anche concetti come science fable, scientific fantasy o speculative fiction, non definendone quindi con chiarezza statuto e caratteristiche formali. Questa incertezza, peraltro, è probabilmente ineludibile nell’esame di un ‘genere’ che conosce molte ramificazioni e incroci, se non vere e proprie ‘invasioni di campo’.
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