Passa al contenuto principale
ClassicoContemporaneo.eu
ClassicoContemporaneo.eu

Autore: Vincenzo Patricolo (a cura di)

La “battaglia del latino”: tradizione e innovazione nella didattica scolastica.

Abstract

La vera sfida per la sopravvivenza del latino non si ha al classico, con studenti, sperabilmente, motivati, ma in licei dove, soprattutto dopo il 2010, il monte ore è stato notevolmente decurtato. La DaD ha poi influito notevolmente in maniera negativa sull’apprendimento della lingua; contemporaneamente, però, da anni, i docenti hanno imparato a diversificare il loro approccio alla disciplina, sia nella trasmissione delle conoscenze, sia nello sviluppo e nella verifica delle competenze. Di grande utilità sono stati in proposito esercitazioni di comprensione, quali quelle previste dalla certificazione del latino, di cui si può fruire anche in modalità CBT. Si possono prevedere inoltre, con questi strumenti, verifiche di lingua con ampia possibilità di randomizzazione. Ancora si possono utilizzare semplici testi di latino per una didattica integrata con la storia antica. Va tuttavia preservata, in misura e con modalità differenti nei diversi curricula, l’abitudine al tradurre, non in nome del mos maiorum, ma per l’impareggiabile valore di “prova integrata”, che obbliga gli studenti a coniugare competenze di latino con altre di italiano, focalizzando la loro attenzione anche sul lessico e sulla struttura sintattica della lingua d’arrivo.

Parole chiave: didattica del latino; certificazione delle competenze del latino; didattica integrata; traduzione


The real challenge for the survival of Latin does not take place in the classical lyceum, with motivated students, but in high schools where the number of hours has been considerably reduced, especially after 2010. Distance learning has also had a significant negative impact on language learning. At the same time, however, for years teachers have learnt to diversify their approach to the discipline, both in the transmission of knowledge and in the development and testing of skills. In this regard, comprehension exercises, such as those provided by the ‘certification of Latin language skills’, which can also be used in CBT mode, have been very useful. In addition, language tests with ample opportunity for randomisation can be provided with these tools. Furthermore, simple Latin texts can be used for an integrated teaching system with ancient History. However, the habit of translating must be preserved, to a different extent and in different ways in the various curricula, not in the name of the mos maiorum, but because of its incomparable value as an ‘integrated test’, which obliges students to combine Latin skills with Italian ones, focusing their attention also on the lexicon and syntactic structure of the target language.

Keyword: Teaching of Latin; certification of Latin language skills; integrated teaching system; translation

 

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

Lo European Research Council per il latino (in Italia): quali approdi?

Abstract

I finanziamenti dello European Research Council hanno rappresentato, negli anni più recenti, un’occasione importante per la ricerca. Nel caso della ricerca umanistica si tratta di un’opportunità quanto mai preziosa, non fosse altro perché i fondi stanziati dall’ERC sono di gran lunga superiori, per ragioni più o meno ovvie, rispetto a quelli della maggior parte delle Istituzioni che supportano finanziariamente (e dunque scientificamente!) i progetti di quest’area. 
Quali gli indirizzi del latino nella politica di finanziamento dello ERC? Quali gli approdi possibili delle ricerche supportate dall’ERC? 
Il contributo consiste in una breve riflessione fondata sull’esperienza di gestione di un progetto ERC in ‘Lingua e Letteratura Latina’.


 

 

Since the last decades, fundings from the European Research Council have represented an important chance for research. As far as it concerns humanities, it is even a more precious opportunity, given that fundings coming from the ERC usually are more consistent than those coming from other Institutions which support (economically and, thus, scientifically) research in such an area. 
Which are the areas of interest of the ERC as far as it concerns researches in the domain of Latin language and literature? Which are the possibly results arising from projects supported by the ERC? 
This paper consists in a brief reflection based on the personal experience as a Principal Investigator of an ERC project in Latin.

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

“Introduction to Classics”: culture altre alla scoperta del latino

Abstract

Una frequente obiezione che si pone alla classicità, e la rende talora pericolosamente vicina al pericolo della cancel culture, è l’accusa di inattualità non solo temporale, ma culturale: produzione del maschio occidentale bianco, “etero”, “cisgender”; veicolo di valori negativi: bellicosità, sottomissione della donna e delle culture altre, ecc. Insegnare la classicità ai nuovi cittadini europei equivarrebbe dunque, in questa prospettiva, a una forma di neocolonialismo, o comunque a una proposta culturale percepita come estranea. Ma che cosa ne pensano davvero i portatori di culture “altre” messi a confronto con le culture antiche europee? L’autore ha insegnato per due anni a classi universitarie multiculturali e multilingue presso la School for International Education di “Cà Foscari” Venezia. Nel suo intervento illustra modalità e risultati della didattica dell’antico presso un pubblico così anomalo rispetto al consueto, per mostrare che a volte nemo propheta in patria.


A frequent objection that is posed to classicism, and at times makes it dangerously close to the danger of cancel culture, is the accusation of not only temporal but cultural out-of-dateity: production of white western males, “heterosexual”, “cisgender”; vehicle of negative values: belligerence, submission of women and other cultures, etc. Teaching classicism to the new European citizens would therefore result, in this perspective, to a form of neo-colonialism, or in any case to a cultural proposal perceived as foreign. But what do the bearers of “other” cultures really think when exposed to ancient European cultures? The author has taught multicultural and multilingual university classes for two years at the School for International Education of “Cà Foscari” Venice. In his speech he illustrates the methods and results of the teaching of antiquity to such an unusual audience, to show that sometimes nemo propheta in patria.

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

Latino e Competenze Trasversali Europee: una lingua ‘morta’ per il futuro professionale

Da tempo è in atto nella scuola italiana un progressivo decadimento dello studio linguistico del latino, dovuto a varie concause; tra queste, le principali sono senz’altro il succedersi di riforme scolastiche non generose verso gli studi classici e l’accreditarsi del convincimento che la civiltà antica possa essere compresa a prescindere dalle lingue nelle quali si è espressa1. Gli argomenti e contrario sollevati da docenti, studiosi, associazioni specializzate, in qualche caso da parlamentari, non sono fin qui riuscite a contrastare significativamente questa tendenza, spesso accompagnata da accuse di arretratezza, elitarismo, inadeguatezza della disciplina alle esigenze di una società plurale e digitale.

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

«Il perché di tutte le cose». Conquista del senso e motivazione all’apprendimento nella didattica del latino

Abstract

Il presente contributo intende promuovere una riflessione sul ruolo centrale rivestito dalla motivazione nello studio della lingua latina; facendo riferimento alla cornice teorica della Teoria dell’Autodeterminazione (SDT) e alle più recenti ricerche condotte nell’ambito della Second Language Acquisition (SLA), il lavoro discute alcune strategie utili a promuovere negli studenti il soddisfacimento dei tre bisogni fondamentali della motivazione (competenza, autonomia e relazionalità), e più in generale a conferire significatività all’apprendimento della lingua latina.


This contribution aims to promote a reflection on the central role played by motivation in the study of Latin language. Referring to the theoretical framework of Self-Determination Theory (SDT) and to the most recent research conducted in the field of Second Language Acquisition (SLA), the paper presents some strategies to encourage the fulfilment of the three fundamental needs of motivation (competence, autonomy, and relatedness), in order to make the learning of Latin language more meaningful to students.

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

@latino. Digitale per il latino e latino per il digitale

Abstract

L’articolo tratta degli strumenti elettronici che possono essere utili per affiancare e aiutare l’insegnamento del latino nelle scuole e nell’università e insieme mette in luce come l’insegnamento del latino possa divenire una via per incrementare le competenze digitali degli studenti, spesso limitate all’uso di internet e dei social. A questo scopo illustra le caratteristiche di affidabilità delle principali banche dati che danno accesso ai testi latini, soffermandosi in particolare sulla Biblioteca digitale digilibLT. Fa poi un esempio di come l’uso degli strumenti digitali possa servire a venire incontro agli interessi degli studenti e anche a suscitarli quando non siano immediatamente consapevoli e espressi: attraverso la Biblioteca digitale digilibLT si mostra una ricerca del termine pestilentia, analizzandone i risultati circa la Peste Antonina e mettendola in relazione con la recente esperienza del contagio da Covid.


The article deals with the electronic tools that can support and help the teaching of Latin language and culture both in high schools and universities and highlights how the teaching of Latin can become a way to increase the digital skills of students, often limited to a low level use of the internet and social networks, and an introduction to the philological method. For a purpose of general introduction, both for scholarly and educational use, it illustrates the reliability characteristics of the main databases that give access to Latin texts, focusing in particular on the digital library digilibLT. Then an example is given of how the use of digital tools can serve to meet the interests of students and also to arouse them when they are not immediately aware and expressed: through the digital library digilibLT a search is done for the term pestilentia, analyzing the results about the Plague Antonina, putting it in relation with the recent Covid experience.

 

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

Ricordare o dimenticare? La memoria della nobilitas al bivio e il suo uso nelle orazioni di Cicerone

L’articolo cerca di enucleare ed esemplificare tre direzioni nelle quali lo slogan della nobilitas viene declinato e manipolato da Cicerone: quando l’oratore deve difendere il proprio assistito, il legame privilegiato e diretto tra costui e l’illustre passato della famiglia da cui proviene è dato per scontato e riconosciuto; quando deve convincere un interlocutore, il criterio della nobilitas è impiegato come strumento di stimolo, affinché il personaggio chiamato in causa, spinto a recuperare i propri legami con la sua tradizione familiare, possa finalmente dimostrarsi all’altezza degli antenati che lo hanno preceduto; infine, quando l’obiettivo è la critica o la derisione dell’avversario, Cicerone si serve di vari procedimenti argomentativi per rimarcare la degenerazione e l’allontanamento del discendente rispetto all’illustre esempio rappresentato dai suoi antenati. In conclusione si mostra come quest’ultima strategia preluda alla radicale messa in discussione del criterio della nobilitas in quanto tale e alla negazione della sua funzione di riconoscibilità pubblica e di legittimazione politica.


In this paper, the perusal of some excerpts of Cicero’s political and forensic speeches shows that Cicero uses the rhetorical and ideological device of the slogan of nobilitas in three different ways. In some cases, Cicero takes for granted and he highlights the family relations linking the great protagonists of Roman history and the people he defends. In other cases, he casts doubt on these relations even when they are potentially still ongoing. In the remaining cases, he tries to prove that these relations are irreversibly broken and he treats the living person against whom he is addressing his invective as being totally unrelated to the gens they belong to. Finally, the paper focuses on the third strategy adopted by Cicero and it shows how this strategy can be used to debate whether nobilitas is a valid argument per se and whether it contributes to public popularity and to political validation.

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

Fraus annibalica (e scipionica?) all’opera: Sil. 7, 282-380 e la declinazione perversa della Dolonia

In Sil. 7, 282-380 è raccontato lo stratagemma annibalico che permette all’esercito punico di forzare il blocco romano: una notte i Cartaginesi legano fascine infuocate alle corna di duemila buoi lasciati liberi di correre e le sentinelle romane fuggono impaurite. In questa sequenza narrativa Silio si confronta con la catena di risvegli dei capi achei nella Dolonia iliadica. Questi ultimi, però, sono sostituiti da perfidi comandanti punici, i quali, solo apparentemente iper-epici, fanno mostra di una virtus degradata, distruttiva e fraudolenta: la virtù notturna della Dolonia, diversa da quella convenzionale dell’aristia bellica, non disprezzata nell’Iliade ma già problematizzata in Virgilio, si presenta nella sua declinazione peggiore. Anche Scipione in terra africana, nel racconto degli storici, inganna e devasta, incendiando di notte gli accampamenti di Siface e Asdrubale Giscone; Silio, però, depura il suo eroe da ogni macchia di frode, trasferendo semmai alcuni elementi di questa vicenda nella scena del libro settimo in modo da porre enfasi sulla degradazione della virtus dei comandanti punici.


In Sil. 7, 282-380 Hannibal devises an astute plan to free his army from encirclement by the Romans: at night, the Punic warriors set fire to brushwood tied around the horns of 2,000 plough oxen and, as a consequence, the Roman sentinels flee away. In this narrative sequence Silius draws inspiration from Iliad 10, when the Argive leaders wake up before Odysseus and Diomedes’ night mission begins. Nevertheless, the Argive leaders are replaced by treacherous Punic warriors, who at first glance seem “hyper-epic” characters but then show how cruel and morally base their virtus is. The nocturnal virtue, albeit different from the conventional virtue of the aristeia, is not despised in the Iliad, while in the Punica (and, beforehand, in Virgil’s Aeneid) is highly problematized. The second part of the article focuses on Scipio, who according to the historians treacherously sets fires and destroys at night Syphax’ and Hasdrubal Gisco’s military camps. It is argued that Silius cleans up Scipio’s portrait and uses elements of this episode in the narrative sequence of the seventh book in order to put emphasis on the degradation of Punic leaders’ virtus.

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

Per la genesi dell’Ars Riuipullensis, un commento inedito al De partibus orationis di Donato

L’Ars Riuipullensis è un commento di età carolingia all’Ars grammatica di Donato incentrato sullo studio delle partes orationis. L’articolo si compone di due sezioni: nella prima vengono analizzati i testimoni dell’opera e se ne stabiliscono i rapporti di parentela da un punto di vista testuale e storico; nella seconda, invece, attraverso l’esame di alcuni passi e il confronto con le fonti dell’anonimo autore e con i testi che può aver avuto a sua disposizione, vengono formulate alcune ipotesi a proposito dell’epoca e del luogo di composizione del manuale.


Ars Riuipullensis is a comment dating back to the Carolingian Age on the Ars grammatica by Donatus, focusing on the study of partes orationis. The article is made of two sections: on the one hand, the first part includes the analysis of the work’s witnesses and the acknowledgement of their relationships from a textual and historical point of view; on the other hand, the second part envisages, thanks to the examination of some passages and the comparison with the sources of the anonymous author and with the texts that he might have had available, the formulation of some hypotheses about the time and place of composition of the textbook.

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo

Paesaggi inameni della letteratura latina fino al II sec. d.C.

Questo articolo intende contribuire allo studio dei paesaggi inameni della letteratura latina fino al II sec. d.C. mediante una nuova proposta di sistemazione di una categoria ancora sostanzialmente inesplorata e che gode di minore successo rispetto al più celebre topos letterario del locus amoenus. Gli studi apparsi negli anni che si sono occupati della natura descritta in termini negativi, alcuni dei quali di carattere antropologico, non hanno offerto una visione d’insieme del tema e hanno moltiplicato i riferimenti terminologici (paesaggio dionisiaco, locus horridus, locus terribilis, locus horribilis, etc.), senza definire con esattezza i caratteri e gli elementi delle diverse tipologie dell’inameno. Per cercare di chiarire i confini interni tra le varie tipologie, si è resa necessaria un’analisi dei testi, finora a mio parere trascurati, utile per riconoscere gli usi lessicali ricorrenti in ogni singola manifestazione dell’inamoenus: lo studio degli aggettivi, senza sottovalutare la funzione che la descriptio svolge all’interno dell’opera, ci permettono di assegnare un’ἔκφρασις a un tipo di paesaggio invece che a un altro. Nel presente contributo, che costituisce la presentazione generale e sintetica di un lavoro di ricerca più ampio, un’attenzione particolare è dedicata allo status quaestionis e ad alcuni loca horrida con evidenti affinità di ordine tematico e stilistico.


My paper aims at contributing to the evaluation of the “unpleasant” landscapes in Latin literature up to the II century A.D. through a new classification proposal for a category which is yet unexplored and less famous than the literary topos of the locus amoenus. The studies that hitherto have dealt with nature described in negative terms (some of which are anthropological) have not provided an overview of the theme and have multiplied terminological references (Dionysiac landscape, locus horridus, locus terribilis, locus horribilis, etc.), without exactly defining the characteristics and elements of the different “unpleasant” places typologies. In order to clarify the boundaries between these typologies, a textual analysis of the passages, in my opinion not fully estimated till now, has become necessary. Such analysis is useful for identifying the most frequent lexical uses in each manifestation of the inamoenus: a study of adjectives, without ignoring the role of descriptio within the work, allows us to assign a ἔκφρασις to one type of landscape rather than another. In this contribution, which constitutes the general and concise presentation of a broader research work, particular attention is paid to the status quaestionis and to some loca horrida with similar thematic and stylistic features.

… 

Scarica l'articolo completo

Fai sul pulsante in basso per scaricare l'articolo completo in formato Acrobat PDF.

Articolo completo