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ClassicoContemporaneo.eu
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Autore: Vincenzo Patricolo (a cura di)

Introduzione

Da tempo è in corso, in America e quindi in Europa, un acceso dibattito sul valore formativo della lingua e della civiltà latina, il cui studio era già stato messo in discussione dall’innovazione dei processi produttivi e dalla rivoluzione degli strumenti di comunicazione. Tra le correnti di pensiero coinvolte, la cosiddetta cancel culture, di cui Alice Borgna ha recentemente offerto un’equilibrata presentazione in tutte le sue implicazioni sociali, politiche e culturali, è solo l’ultimo e certo radicale esito di un più vasto e progressivo processo di marginalizzazione degli studi classici nella cultura generale e nei sistemi scolastici dei Paesi occidentali. Salvatore Settis ne scorgeva lucidamente le avvisaglie già all’inizio del millennio, invitando a non ignorare il fenomeno, in cui individuava il risvolto di un profondo mutamento della società, avviata sulle strade della globalizzazione e della tecnocrazia.

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Latino e social: limiti e vantaggi di un’opportunità

Abstract

L’articolo propone una riflessione sulla diffusione nel social (in particolare su Facebook) dell’interesse verso la lingua e la cultura latina. L’interesse è sicuramente generalizzato, e ciò contribuisce indubbiamente a un’apertura anche oltre la cerchia ristretta degli specialisti, ma l’assenza di un controllo scientifico crea indubbi problemi sulla qualità dei contenuti diffusi. Accanto ai social si tiene anche in conto della ricezione della cultura latina all’interno di fictions apprezzate soprattutto da un pubblico giovane e giovanissimo. Simili canali forniscono spesso informazioni sulla civiltà antica che costituiscono un patrimonio di conoscenze spesso alternativo o complementare rispetto al tradizionale percorso scolastico.


This article offers a reflection on the interest in social media (particularly on Facebook) in the Latin language and culture. This interest undoubtedly favours an openness even beyond the restricted circle of specialists, but the absence of scientific control creates many problems on the quality of the content. Alongside social media, the reception of Latin culture is also taken into account in numerous fictions, especially appreciated by a young and very young audience. Such channels often provide information on Classical World which constitute a wealth of knowledge that is often alternative or complementary to the traditional school path.

 

 

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La “battaglia del latino”: tradizione e innovazione nella didattica scolastica.

Abstract

La vera sfida per la sopravvivenza del latino non si ha al classico, con studenti, sperabilmente, motivati, ma in licei dove, soprattutto dopo il 2010, il monte ore è stato notevolmente decurtato. La DaD ha poi influito notevolmente in maniera negativa sull’apprendimento della lingua; contemporaneamente, però, da anni, i docenti hanno imparato a diversificare il loro approccio alla disciplina, sia nella trasmissione delle conoscenze, sia nello sviluppo e nella verifica delle competenze. Di grande utilità sono stati in proposito esercitazioni di comprensione, quali quelle previste dalla certificazione del latino, di cui si può fruire anche in modalità CBT. Si possono prevedere inoltre, con questi strumenti, verifiche di lingua con ampia possibilità di randomizzazione. Ancora si possono utilizzare semplici testi di latino per una didattica integrata con la storia antica. Va tuttavia preservata, in misura e con modalità differenti nei diversi curricula, l’abitudine al tradurre, non in nome del mos maiorum, ma per l’impareggiabile valore di “prova integrata”, che obbliga gli studenti a coniugare competenze di latino con altre di italiano, focalizzando la loro attenzione anche sul lessico e sulla struttura sintattica della lingua d’arrivo.

Parole chiave: didattica del latino; certificazione delle competenze del latino; didattica integrata; traduzione


The real challenge for the survival of Latin does not take place in the classical lyceum, with motivated students, but in high schools where the number of hours has been considerably reduced, especially after 2010. Distance learning has also had a significant negative impact on language learning. At the same time, however, for years teachers have learnt to diversify their approach to the discipline, both in the transmission of knowledge and in the development and testing of skills. In this regard, comprehension exercises, such as those provided by the ‘certification of Latin language skills’, which can also be used in CBT mode, have been very useful. In addition, language tests with ample opportunity for randomisation can be provided with these tools. Furthermore, simple Latin texts can be used for an integrated teaching system with ancient History. However, the habit of translating must be preserved, to a different extent and in different ways in the various curricula, not in the name of the mos maiorum, but because of its incomparable value as an ‘integrated test’, which obliges students to combine Latin skills with Italian ones, focusing their attention also on the lexicon and syntactic structure of the target language.

Keyword: Teaching of Latin; certification of Latin language skills; integrated teaching system; translation

 

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Cosa resterà del latino dopo il Covid? Prospettive e orizzonti di insegnamento e ricerca

Abstract

Dopo un breve esame di alcuni documenti ministeriali e una serie di riflessioni concernenti la DAD e la DDI, questo lavoro si propone di offrire qualche suggerimento in vista di un ripensamento della didattica delle lingue, letterature e culture classiche dopo la pandemia.


My paper aims to discuss some didactic problems concerning the teaching of Latin and Greek, which arose after the pandemic and are due to the unavoidable use of what we call in Italy DAD (Didattica a Distanza). After the examination of some documents issued by the Italian Government, the last part of this contribution suggests some possible ideas for the improvement of teaching in an era that requires the joint appeal to traditional and digital methods.

 

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Più latino per tutti

L’emergenza sanitaria e il relativo lockdown, con il rallentamento e la sospensione della vita sociale e delle attività ad essa connesse, hanno prevedibilmente intralciato non poco i lavori della Commissione “Società”, che ho l’onore e il piacere di coordinare all’interno della Consulta degli Studi Latini: tuttavia, ancorché ‘a distanza’, i nostri incontri sono stati frequenti e sempre pieni di interesse, ricchi di discussioni vivaci e stimolanti.

 

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@latino. Digitale per il latino e latino per il digitale

Abstract

L’articolo tratta degli strumenti elettronici che possono essere utili per affiancare e aiutare l’insegnamento del latino nelle scuole e nell’università e insieme mette in luce come l’insegnamento del latino possa divenire una via per incrementare le competenze digitali degli studenti, spesso limitate all’uso di internet e dei social. A questo scopo illustra le caratteristiche di affidabilità delle principali banche dati che danno accesso ai testi latini, soffermandosi in particolare sulla Biblioteca digitale digilibLT. Fa poi un esempio di come l’uso degli strumenti digitali possa servire a venire incontro agli interessi degli studenti e anche a suscitarli quando non siano immediatamente consapevoli e espressi: attraverso la Biblioteca digitale digilibLT si mostra una ricerca del termine pestilentia, analizzandone i risultati circa la Peste Antonina e mettendola in relazione con la recente esperienza del contagio da Covid.


The article deals with the electronic tools that can support and help the teaching of Latin language and culture both in high schools and universities and highlights how the teaching of Latin can become a way to increase the digital skills of students, often limited to a low level use of the internet and social networks, and an introduction to the philological method. For a purpose of general introduction, both for scholarly and educational use, it illustrates the reliability characteristics of the main databases that give access to Latin texts, focusing in particular on the digital library digilibLT. Then an example is given of how the use of digital tools can serve to meet the interests of students and also to arouse them when they are not immediately aware and expressed: through the digital library digilibLT a search is done for the term pestilentia, analyzing the results about the Plague Antonina, putting it in relation with the recent Covid experience.

 

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Lo European Research Council per il latino (in Italia): quali approdi?

Abstract

I finanziamenti dello European Research Council hanno rappresentato, negli anni più recenti, un’occasione importante per la ricerca. Nel caso della ricerca umanistica si tratta di un’opportunità quanto mai preziosa, non fosse altro perché i fondi stanziati dall’ERC sono di gran lunga superiori, per ragioni più o meno ovvie, rispetto a quelli della maggior parte delle Istituzioni che supportano finanziariamente (e dunque scientificamente!) i progetti di quest’area. 
Quali gli indirizzi del latino nella politica di finanziamento dello ERC? Quali gli approdi possibili delle ricerche supportate dall’ERC? 
Il contributo consiste in una breve riflessione fondata sull’esperienza di gestione di un progetto ERC in ‘Lingua e Letteratura Latina’.


 

 

Since the last decades, fundings from the European Research Council have represented an important chance for research. As far as it concerns humanities, it is even a more precious opportunity, given that fundings coming from the ERC usually are more consistent than those coming from other Institutions which support (economically and, thus, scientifically) research in such an area. 
Which are the areas of interest of the ERC as far as it concerns researches in the domain of Latin language and literature? Which are the possibly results arising from projects supported by the ERC? 
This paper consists in a brief reflection based on the personal experience as a Principal Investigator of an ERC project in Latin.

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La parabola della libertas nel progetto narrativo dell’Epitome di Floro

Abstract

Floro costruisce il racconto delle sanguinose vicende legate alla conquista della libertas allo scopo di dimostrare che, fin dalla nascita della res publica, erano presenti i germi di quella ferocia che porterà i Romani ad inseguire il lusso e il potere ad ogni costo. Questa cupido dominandi sarà alla base di quella depravazione morale poi sfociata nelle guerre civili.


Florus builds the story of the bloody events linked to the conquest of libertas in order to show that, since the birth of the res publica, there were the seeds of that ferocity that will lead the Romans to chase luxury and power at all costs.
This cupido dominandi will be the basis of that moral depravity that will result in civil wars.

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Note a Ov. epist. 6: a scuola di ethopoeia

Abstract

Nelle Epistulae Heroidum, Ovidio immagina che cosa e secondo quali modalità un’eroina del mito, sedotta e abbandonata e, in generale, lontana dal proprio partner, sia in grado di scrivere a costui, per esortarlo a ricambiare il sentimento d’amore, approfittando dell’occasione per raccontare la propria verità dei fatti, senza che questa sia filtrata dal sistema di valori dell’universo maschile. L’ipotesi è che alla base delle Heroides ci sia l’etopea, un praeexercitamen che, secondo la manualistica in lingua greca, nel genere epistolare trova terreno fertile, in quanto la lettera è lo strumento più idoneo all’espressione dell’ethos e degli adfectus dell’individuo, che si riversano nella scrittura. Nel tentativo di cogliere i dettagli della plausibile presenza dell’ethopoeia, si indagherà non solo la produzione ovidiana, ma anche la precettistica in lingua greca e latina, prendendo in esame, nello specifico, le parole di Ipsipile (Ov. epist. 6), la quale non si limita a persuadere il suo amato (suasoria), ma finisce per tratteggiare il suo ethos (ethopoeia), un ethos che inevitabilmente condiziona il modo in cui ella si rivolge a Giasone. 


 In Epistulae Heroidum, Ovid imagines what and how a heroine of myth, seduced and abandoned, and, in general, away from her partner, is able to write to him, in order to urge him to return love, taking the opportunity to tell her own version of the story, without it being filtered by the value system of the male universe. The hypothesis is that, at the core of Heroides, there is the ethopoeia, a praeexercitamen that, according to Greek manuals, finds fertile ground in the epistolary genre, because the letter is the most suitable tool for expression of ethos and adfectus of the individual, which converge into the writing. In an effort to grasp the details of the plausible presence of ethopoeia, we will investigate not only the Ovidian production, but also the Greek and Latin precepts, by examining, in particular, the words of Hypsipyle (Ov. epist. 6), who does not merely persuade her beloved (suasoria), but ends up describing her ethos (ethopoeia), an ethos which inevitably conditions the way she addresses Jason.

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Introduzione Atti VI seminario

La sesta edizione del «Seminario nazionale per dottorandi e dottori di ricerca in studi latini», promossa e organizzata dalla Consulta Universitaria di Studi Latini (C.U.S.L.) secondo l’ormai consueta cadenza biennale, si è svolta il 10 dicembre 2021, eccezionalmente in modalità telematica (su piattaforma Zoom) a causa del perdurare delle limitazioni agli spostamenti e alle riunioni in presenza determinato dall’emergenza sanitaria Covid-19. Nonostante tale oggettiva limitazione, ancora una volta, l’iniziativa ha suscitato, nei giovani studiosi cui è rivolta, un notevole interesse, testimoniato dalle qualificate proposte pervenute al Comitato scientifico del Seminario, costituito dalla “Commissione Università” della C.U.S.L., che dopo la fase di selezione si è fatta anche carico, come nella precedente edizione, dell’impegnativo compito di revisionare in doppia lettura i testi presentati per gli atti.

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