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Rivista online di studi
su antichità classica e cultura contemporanea

In collaborazione con la Consulta Universitaria di Studi Latini
CLASSE A

n. 7

rivista annuale
anno 7 · numero 7
anno 2021

Ricordo di Pino Pucci

Scritto da Salvatore Tedesco. Pubblicato in: Ricordi

«Etimologicamente “confine” non vuol dire barriera, ma l’opposto: un fine comune, condiviso». Questa frase, attinta all’intervista a Pino Pucci che appena un paio d’anni fa apriva Antico e non antico, il volume di oltre seicento pagine con il quale amici, colleghi e allievi hanno voluto festeggiarlo, rende forse meglio di altre – o forse semplicemente insieme a molte altre che si affollano nella memoria di letture e conversazioni di chi ha avuto la fortuna di frequentarlo – il senso di una ricerca e di un dialogo e di una curiosità che fanno tutt’uno con la figura di Pucci, che non lo hanno mai lasciato sino agli ultimi giorni e che adesso affidano come un compito prezioso a chi ne prosegue la strada la cura di quella stessa capacità di condivisione, di quell’attenzione, e l’immagine di una luminosità dello sguardo che forse sarebbe difficile diversamente esprimere.

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Conversando con e su Pino Pucci

Scritto da Antonio Pizzo. Pubblicato in: Ricordi

Il ricordo che ho di Pino Pucci come docente è quello di un maestro sui generis. Un uomo piuttosto taciturno, sempre impegnato in una molteplicità di attività intellettuali che a volte facevano sembrare ridicole le domande di uno studente alle prime armi. Non a caso aveva attaccato sulla porta del suo ufficio un elenco di FAQ (Frequently Asked Questions).

Ci siamo conosciuti nel 1992. Io cominciavo a frequentare il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università di Siena affascinato dall’idea di accostarmi a quegli studi. In quegli anni Siena era un punto di riferimento per la nuova archeologia italiana e il dipartimento era una fucina di seminari, laboratori e idee, con una classe docente assolutamente cosciente del momento storico. Io e tanti altri abbiamo avuto la fortuna di esserci in quel momento.

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Ricordo di Gianni Cipriani

Scritto da Grazia Maria Masselli. Pubblicato in: Ricordi

«A Giovanni Cipriani, discepolo buono e intelligente, coi più fervidi auguri»: così, il 7 aprile del 1974, Emanuele Castorina omaggiava da Catania il suo promettente allievo con La lingua di Petronio e la figura di Trimalchione, estratto dal «Siculorum Gymnasium» del 1973 (n.s., XXVI,1).

Alla ricerca di Gianni tramite ogni sua traccia a cui mi è possibile accedere, le parole – nuove per me – rivolte dal prof. Castorina al promettente allievo, quasi ventisettenne, mi hanno colpito profondamente: in nuce, la sua cifra umana e professionale.

Aveva compreso tutto il prof. Castorina, che ha continuato a vivere sempre nel cuore e nella mente di quel suo «discepolo buono e intelligente»: lo affermo con gli occhi di un’alumna, che incontra, nel lontano 1993, colui che sarebbe diventato il suo Maestro, con il quale avrebbe condiviso per quasi 30 anni progetti e percorsi, battaglie, delusioni e speranze, dolori e soddisfazioni; ne parlo con la riconoscenza di chi è consapevole della fortuna di un incontro, che ha regalato identità alla sua esistenza; lo scrivo con il cuore colmo di amarezza e di dolore, per una morte che è sempre ingiusta, ma a volte lo è ancor di più.

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Sommario del n. 7

CLASSICOCONTEMPORANEO È SOTTOPOSTO ALLA PROCEDURA DI PEER REVIEW SECONDO GLI STANDARD INTERNAZIONALI

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
Fai clic su un titolo di sezione per espandere l'indice degli articoli contenuti.

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Omaggio a Giuseppe Pucci e Gianni Cipriani

Orizzonti

Responsabile di sezione: Rosa Rita Marchese

In Orizzonti trovano ospitalità le voci di chi fa ricerca umanistica nelle università e individua come una responsabilità propria di tale ricerca la formulazione di domande sul significato e sulla funzione sociale e politica dei propri studi. La sezione vuole offrire visibilità ai diversi modi in cui in Italia, in Europa e nel mondo le istituzioni accademiche producono linee di ricerca che promuovono, in una relazione costruttiva con il presente, il rapporto con l’antico. Entro questo spazio aperto al dialogo tra attività scientifica e domande di senso, la sottosezione Voci dal mondo intende dare spazio ai contributi e, soprattutto, alle esperienze didattiche provenienti dal panorama internazionale, con lo scopo principale di condividere informazioni e materiali in diverse lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo); tali materiali potranno anche avere meno attinenza con il tema monografico del numero.

Presenze classiche: Pagina, Schermo, Scena, Arti Visive e Comunicazione

Responsabile di sezione: Rossana Valenti

La sezione dedicata alle Presenze classiche è intesa a selezionare produzioni recenti – di letteratura, teatro, cinema, musica, arti visive – ispirate al mondo classico, sul filo del rapporto, problematico e suggestivo, tra il “classico”, sistema di valori per definizione al di là delle mode e delle contingenze, e il “contemporaneo”, l’odierno, l’attualità più stringente.

 
 

Ricerca e sperimentazione didattica

Responsabile di sezione: Pietro Li Causi

La sezione ospita documenti, racconti, bilanci critici di esperienze didattiche, progetti laboratoriali, interventi pedagogici, pensati in riferimento al mondo antico. Propone uno spazio operativo di confronto fra contesti differenti (la scuola, l’università, il “sociale”) e approcci diversi all’antico, inteso nella sua accezione più ampia: in rapporto all’insegnamento delle lingue classiche, ma anche allo studio di testi e monumenti nei loro aspetti letterari, culturali, iconografici, come pure in relazione alla pratica teatrale, alla rilettura del mito, alle varie possibili forme di rivisitazione creativa dell’antico.