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Rivista online di studi
su antichità classica e cultura contemporanea

In collaborazione con la Consulta Universitaria di Studi Latini
CLASSE A

n. 11

        rivista annuale
        anno 11 · numero 11
        anno 2025

 

Falsi e pie frodi: Ennio nel XX secolo

Scritto da Domitilla Campanile. Pubblicato in: Pagina

 Abstract 

Il contributo si inserisce nel dibattito storico-filologico sui falsi letterari e documentari, proponendo come caso di studio esemplare la vicenda del presunto recupero da parte di padre Pellegrino Ernetti del Thyestes di Ennio. Dopo una rassegna comparativa di celebri falsificazioni dall’antichità all’età contemporanea – dal Constitutum Constantini ai Canti di Ossian, dal de situ Britanniae alle Carte d’Arborea – l’articolo analizza i meccanismi culturali, ideologici e psicologici che favoriscono la nascita e la temporanea credibilità dei falsi. Il cuore del saggio è dedicato alla discussione dell’attenta indagine di Alessandro Russo sul Thyestes di Ennio ricuperato da padre Pellegrino Ernetti. L’analisi di Russo dimostra che i versi “inediti” della tragedia derivano in larga parte da traduzioni e retroversioni di testi poetico-musicali greci, mediati da sillogi novecentesche, non da un autentico recupero di un testo latino arcaico. Il saggio indaga inoltre le motivazioni personali e culturali che spinsero Ernetti alla costruzione del falso, collegandole alla più ampia mitologia del cronovisore e ai rapporti tra filologia, immaginario fantascientifico e cultura mediatica del Novecento. Ne emerge una riflessione sul falso come prodotto storico, capace di rivelare tanto le fragilità quanto le aspettative della comunità scientifica che lo accoglie.

The article situates itself within the historical and philological debate on literary and documentary forgeries, proposing as an exemplary case study the alleged recovery of Ennius’ Thyestes by Father Pellegrino Ernetti. Following a comparative survey of well-known forgeries from antiquity to the modern period—from the Constitutum Constantini to the Poems of Ossian, and from the de situ Britanniae to the Carte d’Arborea—the article examines the cultural, ideological, and psychological mechanisms that foster the creation and temporary credibility of forged texts. The core of the discussion is devoted to Alessandro Russo’s meticulous investigation of the Thyestes of Ennius purportedly recovered by Father Pellegrino Ernetti. Russo’s analysis demonstrates that the “previously unknown” verses of the tragedy derive largely from translations and retroversions of Greek poetic and musical texts, mediated through twentieth-century anthologies, rather than from the authentic recovery of an archaic Latin text. The article further explores the personal and cultural motivations that led Ernetti to construct the forgery, relating them to the broader mythology of the chronovisor and to the relationship between philology, science-fictional imagination, and twentieth-century media culture. What emerges is a reflection on forgery as a historical product, capable of revealing both the vulnerabilities and the expectations of the scholarly community that receives it.

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Sommario del n. 11

CLASSICOCONTEMPORANEO È SOTTOPOSTO ALLA PROCEDURA DI PEER REVIEW SECONDO GLI STANDARD INTERNAZIONALI

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
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Convegno Migrazioni e Università. Per una carta degli officia

Migrazioni e Università. Per una Carta degli officia. Quel che è giusto fare - Come è giusto fare
Convegno del Centro di Ateneo Migrare dell’Università degli Studi di Palermo
 

 

Orizzonti

Responsabile di sezione: Rosa Rita Marchese

In Orizzonti trovano ospitalità le voci di chi fa ricerca umanistica nelle università e individua come una responsabilità propria di tale ricerca la formulazione di domande sul significato e sulla funzione sociale e politica dei propri studi. La sezione vuole offrire visibilità ai diversi modi in cui in Italia, in Europa e nel mondo le istituzioni accademiche producono linee di ricerca che promuovono, in una relazione costruttiva con il presente, il rapporto con l’antico. Entro questo spazio aperto al dialogo tra attività scientifica e domande di senso, la sottosezione Voci dal mondo intende dare spazio ai contributi e, soprattutto, alle esperienze didattiche provenienti dal panorama internazionale, con lo scopo principale di condividere informazioni e materiali in diverse lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo); tali materiali potranno anche avere meno attinenza con il tema monografico del numero.

Dossier
Latina Didaxis XXXVII. Il mito e le sue varianti.
A cura di Alice Bonandini, Gabriella Moretti, Biagio Santorelli

 
Saggi

Presenze classiche: Pagina, Schermo, Scena, Arti visive e comunicazione

Responsabile di sezione: Rossana Valenti

La sezione dedicata alle Presenze classiche è intesa a selezionare produzioni recenti – di letteratura, teatro, cinema, musica, arti visive – ispirate al mondo classico, sul filo del rapporto, problematico e suggestivo, tra il “classico”, sistema di valori per definizione al di là delle mode e delle contingenze, e il “contemporaneo”, l’odierno, l’attualità più stringente.

Ricerca e sperimentazione didattica

Responsabile di sezione: Pietro Li Causi

La sezione ospita documenti, racconti, bilanci critici di esperienze didattiche, progetti laboratoriali, interventi pedagogici, pensati in riferimento al mondo antico. Propone uno spazio operativo di confronto fra contesti differenti (la scuola, l’università, il “sociale”) e approcci diversi all’antico, inteso nella sua accezione più ampia: in rapporto all’insegnamento delle lingue classiche, ma anche allo studio di testi e monumenti nei loro aspetti letterari, culturali, iconografici, come pure in relazione alla pratica teatrale, alla rilettura del mito, alle varie possibili forme di rivisitazione creativa dell’antico.

Titubanti Testi

Responsabile di sezione: Marco Formisano

La sezione Titubanti Testi accoglie articoli scritti da due autori, di preferenza afferenti ad ambiti disciplinari o professionali diversi e secondo le modalità che loro stessi vorranno darsi, in una oppure in due lingue diverse, evitando un eccessivo apparato erudito nelle note a piè di pagina nonché lunghi riferimenti bibliografici. Gli articoli non sono scritti a quattro mani, non sono cioè concepiti di concerto: ogni autore ha composto la propria parte senza consultarsi con l’altro, favorendo così la disgiunzione piuttosto che l’usuale armonizzazione dei punti di vista. Lo scopo principale è di mettere a confronto in un unico saggio letture, metodi ermeneutici, prospettive disciplinari, linguaggi critici, stili intellettuali e di ricerca diversi tra di loro, persino contrastanti, sulla base della discussione di un testo antico, greco o latino, o anche di un testo più recente che rientri in qualche modo nella tradizione classica, in costante dialogo con la contemporaneità. Il testo, antico o moderno, potrà essere proposto dai due autori stessi o su invito degli editori della rivista.

La sezione è ispirata alla serie di incontri on line “Titubanti Testi. Binomio di lettura”.