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Rivista online di studi
su antichità classica e cultura contemporanea

In collaborazione con la Consulta Universitaria di Studi Latini
CLASSE A

n. 7

rivista annuale
anno 7 · numero 7
anno 2021

Je suis le miroir à la fin de la décadence: Mirror-Games between Sidonius Apollinaris and Jean Marcel

Scritto da Filomena Giannotti. Pubblicato in: Orizzonti

Abstract

Questo paper intende confrontare l’Epist. 4, 8 di Sidonio (insieme al Carm. 29) e la riscrittura dello scrittore canadese Jean Marcel (1941-2019) nel romanzo Sidoine ou la dernière fête (1993), uno degli esempi più significativi della fortuna di Sidonio negli ultimi decenni. Nel 467 d.C. circa l’aristocratico gallo-romano Sidonio Apollinare compose dei versi da incidere su un bacile d’argento a forma di conchiglia per la regina Ragnahilda, moglie del re dei Visigoti Eurico. I versi (Carm. 29), inclusi nell’Epist. 4, 8, hanno ispirato il capitolo di Marcel intitolato Ce que dit le miroir de Ragnahilde le 10 décembre 467, in cui si immagina siano destinati a essere incisi sulla cornice di uno specchio per «la più bella del reame»: la splendida Ragnahilda. La regina è ritenuta un po’ strega, ed ecco che la superficie d’argento comincia ad animarsi in «onde del tempo». L’artificio è introdotto affinché Ragnahilda veda scorrere davanti alcuni episodi cruciali della vita di Sidonio, ma soprattutto i principali eventi della “decadenza” di Roma, fino alla fatidica data della «caduta senza rumore» dell’Impero d’Occidente, il 476, lo stesso anno in cui il poeta è prigioniero per la sua resistenza contro i Visigoti.

This paper aims to make a comparison between Sidonius’ Epist. 4, 8 (together with Carm. 29) and Jean Marcel’s rewriting, which is one of the most relevant examples of Sidonius’ reception in the last decades. In 467 A.D. ca the Gallic-Roman aristocrat Sidonius Apollinaris composed a poem to be engraved on a shell-shaped silver basin for Queen Ragnahilda, the wife of Euricus, King of the Visigoths. The poem (Carm. 29), included in Sidonius’ Epist. 4, 8, has recently inspired the Canadian writer Jean Marcel in his novel Sidoine ou la dernière fête (1993). In the chapter entitled Ce que dit le miroir de Ragnahilde le 10 décembre 467 Sidonius’ verses are destined to be engraved on the frame of a mirror for «the fairest of them all»: the splendid Ragnahilda. She is reputed to be a bit of a witch, so the silver surface suddenly begins to come alive. Looking through those «waves of time», the queen glimpses several crucial episodes of Sidonius’ life against the background of Roman “decadence”, until the fateful date of the «noiseless fall» of that Western Empire, 476 A.D., the same year in which the poet is prisoner for his resistance.

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Sommario del n. 7

CLASSICOCONTEMPORANEO È SOTTOPOSTO ALLA PROCEDURA DI PEER REVIEW SECONDO GLI STANDARD INTERNAZIONALI

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Orizzonti

Responsabile di sezione: Rosa Rita Marchese

In Orizzonti trovano ospitalità le voci di chi fa ricerca umanistica nelle università e individua come una responsabilità propria di tale ricerca la formulazione di domande sul significato e sulla funzione sociale e politica dei propri studi. La sezione vuole offrire visibilità ai diversi modi in cui in Italia, in Europa e nel mondo le istituzioni accademiche producono linee di ricerca che promuovono, in una relazione costruttiva con il presente, il rapporto con l’antico. Entro questo spazio aperto al dialogo tra attività scientifica e domande di senso, la sottosezione Voci dal mondo intende dare spazio ai contributi e, soprattutto, alle esperienze didattiche provenienti dal panorama internazionale, con lo scopo principale di condividere informazioni e materiali in diverse lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo); tali materiali potranno anche avere meno attinenza con il tema monografico del numero.

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La sezione dedicata alle Presenze classiche è intesa a selezionare produzioni recenti – di letteratura, teatro, cinema, musica, arti visive – ispirate al mondo classico, sul filo del rapporto, problematico e suggestivo, tra il “classico”, sistema di valori per definizione al di là delle mode e delle contingenze, e il “contemporaneo”, l’odierno, l’attualità più stringente.

 
 

Ricerca e sperimentazione didattica

Responsabile di sezione: Pietro Li Causi

La sezione ospita documenti, racconti, bilanci critici di esperienze didattiche, progetti laboratoriali, interventi pedagogici, pensati in riferimento al mondo antico. Propone uno spazio operativo di confronto fra contesti differenti (la scuola, l’università, il “sociale”) e approcci diversi all’antico, inteso nella sua accezione più ampia: in rapporto all’insegnamento delle lingue classiche, ma anche allo studio di testi e monumenti nei loro aspetti letterari, culturali, iconografici, come pure in relazione alla pratica teatrale, alla rilettura del mito, alle varie possibili forme di rivisitazione creativa dell’antico.