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Rivista online di studi
su antichità classica e cultura contemporanea

In collaborazione con la Consulta Universitaria di Studi Latini
CLASSE A

n. 11

        rivista annuale
        anno 11 · numero 11
        anno 2025

 

Attraversare l’ignoto. Lo sguardo sul paesaggio nel viaggio romano, dall’Eneide al De reditu suo

Scritto da Grazia Aiello. Pubblicato in: Orizzonti - saggi

 Abstract 

Il presente contributo propone un’analisi comparativa dell’Eneide di Virgilio e del De reditu suo di Rutilio Namaziano, adottando una metodologia interdisciplinare che integra l’approccio filologico con prospettive antropologiche e geocritiche. L’indagine si concentra sul ruolo del paesaggio come dispositivo narrativo e simbolico nella rappresentazione della mobilità, e sull’azione dello sguardo su di esso.

Nell’epica virgiliana, l’insieme delle terre esplorate si fa attore narrativo, che si configura come orizzonte percettivo e simbolico e partecipa del progetto politico-culturale di Roma, fungendo da proiezione del futuro. Per Rutilio il viaggio, dal tono elegiaco e disincantato, offre un punto di vista sui luoghi noti e familiari, segnati dalla perdita e dalla frammentazione. Entrambi i testi mettono in scena soggetti in transito, sospesi tra un’origine in crisi e un approdo incerto. La dimensione interstiziale diviene, così, spazio di trasformazione identitaria. In una prospettiva più ampia, il confronto fra i due poemi sollecita una riflessione sul significato del viaggio e del dislocamento, offrendo categorie interpretative che si prestano anche alla riflessione sulle attuali dinamiche migratorie.

Interprete egent: linguaggio del dono e figure del ricordo nel De beneficiis di Seneca

Scritto da Lavinia Scolari. Pubblicato in: Orizzonti - saggi

 Abstract 

Il dono – come è stato osservato [Godbout 1996; Raccanelli – Beltrami 2014; Ricottilli 2011] – è un linguaggio, una forma di comunicazione. Come tale, necessita di essere tradotto o interpretato. Questo era chiaro già a Seneca (alia … interprete egent, Ben. 4.16.3), che riconosce il ruolo discriminante di una interpretatio benigna o maligna del beneficio (Ben. 2.28; 3.7; 4.21). Per facilitarne la decodifica, Seneca suggerisce di aggiungere alla res bona del dono bona verba, evitando ammonimenti, parole offensive, asperitas verborum (Ben. 2.4.1) o tarditas loquendi (Ben. 2.3.1), che rischiano di tradurre il dono in un insulto (maledictum) o di renderlo odioso, trasformando l’interagente in un nemico (Ben. 5.22). Se dunque talvolta sarà opportuno tacere e lasciare che sia la res a parlare (Ben. 2.11.6), in genere una praedicatio humana benignaque favorirà una interpretatio positiva del beneficio. Seneca fornisce così un quadro prescrittivo delle parole da dire e non dire quando si dona – o da evitare che l’altro dica (come rogo, molestum verbum) – ma anche di quelle da usare o evitare quando si riceve, si contraccambia o si chiede. Anche silenzio e forme mimico-gestuali sono comportamenti comunicativi che agiscono sul legame (e.g. aggrottare le ciglia, abbassare lo sguardo, etc.). Il contributo intende esaminare questo galateo senecano della comunicazione in rapporto alla prassi del dono, alla luce delle metafore culturali riconducibili alla sfera dell’interpretatio [Bettini 2012] e in dialogo con gli studi di pragmatica della comunicazione applicata alla letteratura latina [Ricottilli 2009; Raccanelli 2010; 2011], per mostrare da un lato la forza performativa e perlocutoria di tale linguaggio [Austin 1962; Beta 2004], verbale e non, dall’altro come Seneca offra, come direbbe Geertz, non solo un modello per ma anche un modello di: la rappresentazione descrittiva oltre che precettistica di una buona prassi romana.

Ἔξω τείχους. Liminalità, cronotopo e intratestualità nel prologo del Fedro

Scritto da Giovanni Sette. Pubblicato in: Orizzonti - saggi

 Abstract 

Il Fedro di Platone è l’unico dialogo platonico in cui Socrate è rappresentato al di fuori del contesto urbano. Si può dimostrare la rilevanza di questa ambientazione applicando alla lettura del prologo alcuni concetti fondamentali di filosofia dello spazio e di critica letteraria contemporanea. Per esempio, la menzione da parte di Fedro di uno spazio liminale come le mura della città dimostra che campagna e ambiente cittadino stabiliscono un rapporto al contempo di contrapposizione e di reciproca definizione. Con il prologo, inoltre, sono impostate le linee espressive, lessicali e tematiche a cui si attiene lo sviluppo intratestuale dell’intero dialogo: a questo scopo, il testo platonico valorizza diversi elementi, appartenenti sia all’ambiente naturale dell’Ilisso sia alla digressione mitologica riguardante Orizia e Borea, che può essere efficacemente considerata alla luce del concetto di cronotopo.

Sommario del n. 11

CLASSICOCONTEMPORANEO È SOTTOPOSTO ALLA PROCEDURA DI PEER REVIEW SECONDO GLI STANDARD INTERNAZIONALI

Di seguito è disponibile l'indice completo del numero diviso per le sezioni tematiche della rivista.
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Convegno Migrazioni e Università. Per una carta degli officia

Migrazioni e Università. Per una Carta degli officia. Quel che è giusto fare - Come è giusto fare
Convegno del Centro di Ateneo Migrare dell’Università degli Studi di Palermo
 

 

Orizzonti

Responsabile di sezione: Rosa Rita Marchese

In Orizzonti trovano ospitalità le voci di chi fa ricerca umanistica nelle università e individua come una responsabilità propria di tale ricerca la formulazione di domande sul significato e sulla funzione sociale e politica dei propri studi. La sezione vuole offrire visibilità ai diversi modi in cui in Italia, in Europa e nel mondo le istituzioni accademiche producono linee di ricerca che promuovono, in una relazione costruttiva con il presente, il rapporto con l’antico. Entro questo spazio aperto al dialogo tra attività scientifica e domande di senso, la sottosezione Voci dal mondo intende dare spazio ai contributi e, soprattutto, alle esperienze didattiche provenienti dal panorama internazionale, con lo scopo principale di condividere informazioni e materiali in diverse lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo); tali materiali potranno anche avere meno attinenza con il tema monografico del numero.

Dossier
Latina Didaxis XXXVII. Il mito e le sue varianti.
A cura di Alice Bonandini, Gabriella Moretti, Biagio Santorelli

 
Saggi

Presenze classiche: Pagina, Schermo, Scena, Arti visive e comunicazione

Responsabile di sezione: Rossana Valenti

La sezione dedicata alle Presenze classiche è intesa a selezionare produzioni recenti – di letteratura, teatro, cinema, musica, arti visive – ispirate al mondo classico, sul filo del rapporto, problematico e suggestivo, tra il “classico”, sistema di valori per definizione al di là delle mode e delle contingenze, e il “contemporaneo”, l’odierno, l’attualità più stringente.

Ricerca e sperimentazione didattica

Responsabile di sezione: Pietro Li Causi

La sezione ospita documenti, racconti, bilanci critici di esperienze didattiche, progetti laboratoriali, interventi pedagogici, pensati in riferimento al mondo antico. Propone uno spazio operativo di confronto fra contesti differenti (la scuola, l’università, il “sociale”) e approcci diversi all’antico, inteso nella sua accezione più ampia: in rapporto all’insegnamento delle lingue classiche, ma anche allo studio di testi e monumenti nei loro aspetti letterari, culturali, iconografici, come pure in relazione alla pratica teatrale, alla rilettura del mito, alle varie possibili forme di rivisitazione creativa dell’antico.

Titubanti Testi

Responsabile di sezione: Marco Formisano

La sezione Titubanti Testi accoglie articoli scritti da due autori, di preferenza afferenti ad ambiti disciplinari o professionali diversi e secondo le modalità che loro stessi vorranno darsi, in una oppure in due lingue diverse, evitando un eccessivo apparato erudito nelle note a piè di pagina nonché lunghi riferimenti bibliografici. Gli articoli non sono scritti a quattro mani, non sono cioè concepiti di concerto: ogni autore ha composto la propria parte senza consultarsi con l’altro, favorendo così la disgiunzione piuttosto che l’usuale armonizzazione dei punti di vista. Lo scopo principale è di mettere a confronto in un unico saggio letture, metodi ermeneutici, prospettive disciplinari, linguaggi critici, stili intellettuali e di ricerca diversi tra di loro, persino contrastanti, sulla base della discussione di un testo antico, greco o latino, o anche di un testo più recente che rientri in qualche modo nella tradizione classica, in costante dialogo con la contemporaneità. Il testo, antico o moderno, potrà essere proposto dai due autori stessi o su invito degli editori della rivista.

La sezione è ispirata alla serie di incontri on line “Titubanti Testi. Binomio di lettura”.